Camapagna vaccinale

Gilbarco apripista, in Toscana gli hub delle multinazionali Usa

di Silvia Pieraccini

In Toscana le multinazionali americane promuovono già da tempo campagne di vaccinazione antinfluenzale

2' di lettura

«Siamo disponibili non solo a mettere a disposizione spazi e medici aziendali, ma anche a pagare l’acquisto dei vaccini antiCovid per i nostri dipendenti e collaboratori, qualora fosse possibile». Gilbarco Italia, filiale della multinazionale americana Gilbarco Veeder-Root che a Firenze ha basato il centro di eccellenza mondiale dei terminali di pagamento per il rifornimento di carburante (le casse automatiche delle stazioni di servizio), è stata una delle prime aziende toscane a rispondere alla ricognizione promossa da Confindustria per fornire al Governo un quadro delle possibili sedi da utilizzare per accelerare la campagna vaccinale.
«L’attenzione alla salute e alla sicurezza dei lavoratori rientra nella politica che la nostra corporation segue da sempre – spiega Paolo Sorrentino, amministratore delegato di Gilbarco Italia – e che porta ad avere personale più motivato e più fedele all’azienda. Per vaccinare i 400 dipendenti e collaboratori che lavorano nello stabilimento di Firenze siamo disponibili a pagare tutto, anche l’acquisto dei vaccini se sarà possibile».
Gilbarco del resto ha già un precedente significativo perché quest’anno, visto il contesto sanitario in atto, ha deciso di offrire la vaccinazione antinfluenzale a tutti i dipendenti e collaboratori. Il 70% ha aderito, prenotandosi per la somministrazione nell’istituto privato con cui l'azienda si è convenzionata. Ora però, per i vaccini antiCovid, Gilbarco propone di utilizzare la sala di primo soccorso interna allo stabilimento, già attrezzata e posizionata vicino all’ingresso così da accogliere, senza rischi, anche gli eventuali familiari dei lavoratori.
Utilizza da tempo spazi, medici e infermieri aziendali per somministrare il vaccino antinfluenzale un’altra multinazionale americana presente in Toscana, la Eli Lilly (farmaceutica) che a Sesto Fiorentino produce insulina e sistemi di iniezione. «Il gruppo è da sempre attento alla salute e al benessere dei dipendenti – spiega Roberta Marinelli, direttore Lilly Italy Hub – e da anni offre gratuitamente ai collaboratori che ne fanno richiesta il vaccino antinfluenzale. Ora abbiamo messo a disposizione gli spazi e dato il supporto delle risorse mediche e infermieristiche interne per la futura campagna di vaccinazione per dipendenti e familiari e siamo in attesa delle disposizioni per procedere».
Nelle multinazionali americane l’organizzazione è già rodata. Anche Nuovo Pignone (gruppo BakerHughes), specializzato in turbine e compressori per l’oil&gas, già da anni promuove campagne di vaccinazione antinfluenzale in azienda e ora ha dato disponibilità ad attivare nei siti italiani vaccinazioni antiCovid per lavoratori e famiglie, mettendo a disposizione strutture e medici. «Abbiamo già elaborato linee guida preliminari per predisporre hub di somministrazione in tutti i siti BakerHughes italiani – afferma l’azienda – sulla base dei protocolli già adottati in altre sedi internazionali del gruppo, in Francia e a Dubai, dove stanno per partire o sono già in corso le somministrazioni di vaccini anti Covid-19 ai lavoratori».

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