Un anno di disordini

Gilet gialli, assalto alle Galeries Lafayette

Dopo un sabato di barricate e fiamme a place d’Italie, domenica caratterizzata da un’invasione ai celebri magazzini di Parigi: necessaria un’evacuazione


I gilet gialli compiono un anno e cercano il rilancio

3' di lettura

Le celebrazioni dell’anniversario non hanno deluso i violenti. A Parigi sono tornati gli scontri fra gilet gialli e polizia. Dalla tangenziale della capitale francese, sul peripherique, alle transenne in fiamme a place d’Italie, il copione si ripete. È passato un anno esatto dal «primo atto» delle mobilitazioni che per mesi hanno devastato Parigi e bloccato il Paese. Si capirà nelle prossime settimane se le violenze in corso sono una brutta commemorazione o la ripartenza di un periodo di caos.

Sabato 16 novembre la prima giornata difficile con barricate e fiamme nel centro della capitale francese, e il 17 novembre alcune decine di gilet gialli
hanno pacificamente “invaso” i grandi magazzini Galeries Lafayette, arrivando al primo piano. La zona era circondata dalla polizia e i magazzini sono stati subito evacuati senza incidenti. Il gesto, annunciato
alla vigilia, era una dimostrazione simbolica contro quello che
avevano definito “un tempio del consumo”.

Un anno di scontri e proteste
Scontri particolarmente violenti a place de la Bastille, nel centro di Parigi, dove un corteo di gilet gialli proveniente da Montmartre cerca di raggiungere la manifestazione che era stata autorizzata dalla prefettura, a place d'Italie. Quest’ultimo corteo, però, è stato vietato in extremis visti gli scontri e gli incendi sulla piazza che non accennano a diminuire. I
manifestanti bersagliano con sassi e oggetti la polizia, cercando di impedire l'intervento dei pompieri. Gli agenti rispondono con un fitto lancio di lacrimogeni. Per l’anniversario Parigi si è comunque blindata. Un allarme scattato mentre i duri e puri del movimento lanciavano richiami alle truppe per farle convergere numerose questo fine settimana, nella capitale e nelle città di provincia. Una nuova sfida al presidente Emmanuel Macron che aveva promesso, al momento dell’elezione, di sconfiggere il populismo, dando risposte alle esigenze dei francesi.

Lo stato dei disordini
Le autorità in stato di allerta a margine dei cortei pacifici sono già alle prese con gli elementi “radicali”. Il prefetto ha firmato un’ordinanza per il divieto di manifestare, già da stasera e per tutto il weekend, sull’avenue des Champs-Elysées che fu teatro di gravi violenze e danneggiamenti l'inverno scorso.

Proteste vietate anche in altre zone a rischio come Senato e Assemblea Nazionale, la sede del governo (Matignon), la Torre Eiffel e Notre-Dame de Paris. In un video su Facebook, uno dei falchi dei gilet gialli, l’autotrasportatore Eric Drouet, invita a bloccare il Boulevard Périphérique, il grande anello stradale che circonda Parigi, per poi convergere sugli Champs-Elysées sbarrati.

Sempre sui social, altri militanti si organizzano per occupare un “tempio del consumismo” come la centralissima filiale Ikea di Place de la Madeleine o un Apple Store, rivela il quotidiano Le Parisien. Nella capitale, l’unico corteo dichiarato (e dunque autorizzato) è quello in partenza da Place d’Italie.

Previste manifestazioni anche in altre città come Lione, Marsiglia, Montpellier, Tolosa o Lille, dove ai gilets jaunes si uniranno gli ecologisti, mentre a Bordeaux si minaccia il blocco di un pedaggio autostradale e non si contano gli appelli a tornare sulle rotatorie, con o senza stop del traffico.

Il ritorno di un interesse
Questa mattina un centinaio di “gialli”, poi sgomberati dalla polizia, ha bloccato un’industria chimica Seveso vicino a Saint-Nazaire. Intervistato da France 2, il n.2 del ministero dell’Interno, Laurent Nunez, ha riferito che l’interesse per questo anniversario è «un po’ più marcato» rispetto ai precedenti atti di questi ultimi mesi a cui hanno aderito poche migliaia di persone.

Di conseguenza, lo schieramento di forze dell’ordine è proporzionato all'indice di rischio. Secondo un sondaggio Elabe per Bfm-Tv, oltre metà dei francesi, il 55%, dice di approvare la mobilitazione. Rispetto all’inverno scorso, il movimento si è fortemente ridimensionato.

Oltre alle concessioni da 17 miliardi di euro fatte da Macron (sacrificando gli impegni sui conti pubblici assunti con Bruxelles) anche il Grand Débat National che per mesi ha cercato di far dibattere i cittadini su problemi e soluzioni per il Paese sembra aver sortito qualche effetto.

La conta dei feriti
Privi di un vero leader, i gilet gialli potrebbero ora passare dalle piazze alle urne, con la creazione di liste elettorali in vista del voto municipale di marzo. Ex portavoce della frangia moderata, Jacline Mouraud punta addirittura all’Eliseo nel 2022.

Per l’Atto Primo del 17 novembre 2018, furono 282.000 persone a rispondere presente. Un rito che da quel momento in poi durerà quasi un anno, ogni sabato, tra Parigi e la Francia profonda. Dodici mesi al cardiopalma, talvolta segnati dalle violenze, con 2.400 manifestanti e 1.800 agenti feriti.

Tra l’altro, 24 persone hanno perso un occhio causa dei lanci di Lbd, l’arma non letale data in dotazione alle forze dell’ordine divenuta il simbolo delle “violenze della polizia” denunciate dai manifestanti. Undici le persone morte per incidenti a margine dei cortei.

I gilet gialli tornano a Parigi

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