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Gio Ponti brucia le stime a Londra con un’asta di Cambi e Phillips

di Stefano Cosenz


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Cambi “Casa di Fantasia”, Londra, due boiserie, un pannello in vetro dipinti, una porta in vetro dipinto con dettagli in ottone, un varco da parete e quattro lampade da parete in ottone, lavoro di Gio Ponti, Piero Fornasetti, Edina Altara e Guido Gambone nel 1951 realizzo 261mila euro contro una stima di 92-138mila euro

5' di lettura

In attesa della 58a edizione del Salone Internazionale del Mobile a Milano, il desing italiano del XX secolo mostra i suoi muscoli a Londra. È ormai il settore che, con l'arte moderna e contemporanea ed i gioielli, sta galoppando di più nel nostro paese. Se poi le opere più ambite ed esclusive vengono proposte sulle piazze internazionali, al sicuro della scure rappresentata dalle notifiche della nostra Sovraintendenza, le quotazioni raggiungono vertici inimmaginabili in Italia. È il caso dell'ultima asta Cambi del 21 marzo organizzata a Londra in collaborazione con la Phillips , “Casa di Fantasia”, che ha disperso gli splendidi arredi di “Casa Lucano”, l'appartamento milanese i cui interni sono stati progettati dal geniale architetto e designer Gio Ponti. Si tratta di una delle opere più importanti di Gio Ponti realizzate con la collaborazione di maestri del suo tempo come Piero Fornasetti, Edina Altara, Fausto Melotti e Giordano Chiesa. Il nome ”Casa di Fantasia” è stato attribuito a questo appartamento dallo stesso Ponti che in un articolo pubblicato su “Domus” nel 1951 così presentò il suo lavoro: “Ho risolto il piccolo alloggio con un gioco reversibile di infilata e di vedute per il quale guardando dalla sala verso la camera da letto, attraverso porte e vetrine, tutto appare prevalentemente in radica ferrarese composta alla Ponti e guardando alla rovescia, dalla camera da letto verso la sala, tutto appare stampato da Fornasetti”. Nel progettare Casa Lucano Ponti si pose l'obiettivo di utilizzare lo spazio come se fosse un palcoscenico teatrale in cui la scelta e la decorazione delle superfici divenissero espressione magica e irreale, aspetto da lui considerato fondamentale. Ponti vide nel lavoro di Fornasetti lo strumento ideale per ricreare una sistematica de-materializzazione dei volumi e ottenere una combinazione unica di luce e poeticità tramite le sue decorazioni.

Gio Ponti di scena a Londra

Gio Ponti di scena a Londra

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Gli arredi di Casa Fantasia hanno realizzato 2.280.000 euro (più di 1,9milioni di sterline) col venduto pari al 100% dei lotti in catalogo e con un incredibile 877% del venduto sul valore. Record mondiale di Gio Ponti per il cassettone con struttura in radica e ottone e superfici in vetro specchiato dipinto da Edina Altara venduto per 391.500 euro, contro una stima di 51.00-74.900 euro, di poco superiore al precedente record detenuto dal tavolo basso della quadreria Contini Bonacossi venduto nel 2015 sempre da Cambi (l'altro cassettone della coppia è stato battuto per 290mila euro, anch'esso con una stima di 51.900-74.900).

Capriole in asta. Sono diversi i lotti che hanno moltiplicato le loro stime iniziali: Study and dressing rooms composta da due boiserie, un pannello in vetro dipinti, una porta in vetro dipinto con dettagli in ottone, un varco da parete e quattro lampade da parete in ottone, metteva insieme il lavoro di Gio Ponti, Piero Fornasetti, Edina Altara e Guido Gambone nel 1951 ed è stato oggetto di continui rilanci fino a raggiungere la cifra di 261mila euro da una stima di 92-138mila euro. La “lampada da parete” di Produzione Greco con “mano con decoro floreale” di Produzione Richard Ginori ha realizzato 127.600 euro partendo da una stima di 11.500-17.300 euro, mentre il gruppo di “285 piastrelle dipinte con smalti policromi” di Fausto Melotti da una stima di 9.200-13.800 euro è stato aggiudicato per 116mila euro.

Cambi parte forte già a febbraio con le arti decorative del ‘900. Le aste del 25 e 26 febbraio presso Cambi, pur non avendo registrato i top lot degli ultimi anni, hanno segnato una percentuale di venduto per valore altissima. Il 25 febbraio la vendita di arti decorative del XX secolo con un fatturato di 286.200 euro ha visto il 95% del venduto per valore e il 67% di lotti aggiudicati (un grande vaso di Melandri & Focaccia, Faenza, del 1923, con piccola bocca in maiolica con decoro di peonie cinte da fogliame in oro e smalti su fondo blu, è stato venduto per 19mila euro contro una stima di 12-15mila). Sempre il 25 febbraio l'asta “Torino 1930-1950 Vent'anni di storia della ceramica italiana” ha fatturato 135mila euro, il 144% di venduto per valore e l'80% di lotti aggiudicati (il pezzo di Essevi intitolato “Il coniglietto” del 1935, Testa di donna con copricapo di fiori e coniglietto, in terraglia a colaggio con decori in policromia, è stato venduto a 7mila euro contro una stima di 1.000-1.200 euro). Il 26 febbraio è stata la volta della vendita “Murano ‘900” che ha visto esitare pezzi importanti dei più grandi artisti della vetreria veneziana del XX secolo ed ha fatturato 626.600 euro, col 135% i venduto per valore e il 76% di lotti aggiudicati (top lot dell'asta, un bellissimo vaso troncoconico della serie “Eldorado” di Dino Martens del 1950 (Vetreria Aureliano Toso) in vetro soffiato con decoro di sottili polveri policrome è stato venduto per 52.500 euro contro una stima di 25-30mila).

Anniversari. Una grande vendita di design ha inaugurato il 18 e 19 marzo la serie di aste nel 50° anni di attività della Casa Sant'Agostino di Torino: totale dei lotti venduti 85% con un fatturato di 958mila euro, con un incremento del 30%. Numerosa la partecipazione tramite il web che registra un incremento di iscrizioni e acquisti.
Tra i top lot dell'asta, lo storico lampadario mod.2127 di Max Ingrand Prod. F ontana Arte 1955 aggiudicato a 15.860 euro. Importante risultato di vendita per i pannelli di Nerone Patuzzi, gruppo NP2 che ha visto aggiudicato il doppio cono in legno bruciato con inserimento di fusioni in bronzo a 10.370 euro e il pannello in rame sbalzato a 5.124 euro.
Le poltroncine di Alvar Aalto mod. Paimio hanno raddoppiato la loro base d'asta passando da una stima i 3mila euro a un realizzo di 7.320 euro. Sempre vivo l'interesse per la libreria mod.E22 di Osvaldo Borsani del 1951: la versione da 92x423x49 cm è stata aggiudicata per 5.856 euro. Tutti gi oggetti di Gio Ponti hanno confermato le aspettative, con ottimo risultati, come dimostrato dalla lampada da terra mod. 1967 venduta a 4.880 euro.
La seconda tornata dell'asta è stata dedicata al “contemporary design” con ottimi risultati di vendita, tra cui i mobili di Mimmo Paladino (il mobile “Oro”, mobile bar con fregi lignei e figure su campo in foglia d'oro, con tre aperture a ribalta su vani laccati nero opaco e specchio, due lance che trafiggono il corpo del mobile fino a diventare supporti dello stesso, prod. Cleto Munari, è stato venduto a 14.030 euro). Ottimi risultati per i gioielli d'artista, come un anello in oro di Ettore Sottsass, “Open Book”, prova d'artista, prod. Cleto Munari, venduto a 14.640 euro.

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