i protagonisti del web

Giocare non è un gioco: Youtuber d’Italia da 10mila euro al mese

Chi sono e quanto guadagnano gli idoli della generazione Z più seguiti sui social, su Twitch o su Youtube

di Luca Tremolada


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Favij

4' di lettura

Se non sai chi è Favij e neppure Ciccio Gamer allora i casi sono tre. O non hai figli, o non ne vuoi proprio sapere nulla di videogiochi per casa oppure non hai internet. Sui giornali sono gli influencer dei videogiochi, alcuni di loro si definiscono content creator, o più semplicemente YouTuber. Se hai un adolescente in casa ti sarà capitato di sorprenderlo nella sua cameretta che li segue rapito. Stanno sui social, su Twitch o su YouTube. Spesso sono seduti davanti al Pc, giocano e parlano. O parlano e giocano. Anzi, per capire cosa fanno realmente tocca seguirli. Mai fermarsi a un singolo post, video o performance.

Le aree tematiche
Sostanzialmente i filoni sono tre: l’unboxing, i tutorial e le monellerie. I primi due vanno spiegati. Unboxing vuole dire aprire scatole di prodotti nuovi, nello specifico parliamo di gadget per videogame che vengono regalati ai giornalisti e venduti per ultra-fan. Si apre la scatola, si svela il contenuto e poi si mostra meraviglia o delusione magari parlando del gioco. Il tutorial consiste invece in una serie di trucchi e consigli su come affrontare una partita. Non è quasi mai didattica videoludica, ma sessioni di gioco commentate, in modo divertente e divertito. Dove magari si danno consigli su come sconfiggere un boss o trovare casse nelle mappe del gioco.

I protagonisti
Alcuni di questi YouTuber sono degli specialisti assoluti, sanno tutto e sono anche bravini. Esistono per esempio, su titoli come Minecraft, ragazzi che spiegano come ottenere oggetti o come costruire edifici complicatissimi. Michele Poggi (alias Sabaku No Maiku o Mike of the Desert), sul Web sa tutto di un gioco difficilissimo come Dark Souls. Si è letto tutto e ha studiato ogni schemi di attacco e difesa. Un pozzo di scienza e un mito per gli appassionati del genere. Il suo canale YouTube ha 200mila iscritti. Non tantissimi, ma molto fedeli.

Altri invece, quelli più famosi, oltre a essere gamer sono molto simpatici e dei grandi intrattenitori. Quando posano il controller si esibiscono in varie attività, tra cui le “monellerie”. Vuole dire che inscenano scherzetti tipo aspirare la salsa verde giapponese wasabi, organizzare gavettoni creativi o inventarsi nefandezze. Nulla di sconcio e nulla che non si sia mai visto in televisione. Tra loro poi nascono e si spezzano alleanze/amicizie: esiste uno storytelling da soap opera, animato da inventive, confessioni e drammi per cose che uno ha detto dell’altro e che poi magari non risultano vere. Sono diatribe a volte stucchevoli e incomprensibili per chi non è fan. Ma anche in questo caso siamo dalle parti di programmi come Amici o Uomini e Donne. Il dato interessante è che girano anche tanti soldi. Meno rispetto al passato. Alcuni sostengono che l’influenza degli influencer stia calando. Lo dicono da anni ma loro sono sempre là.

Quanto guadagnano
Anche perché quello dello YouTuber è una professione. Per partire serve una videocamera e un software di editing per montare i video. Non è banale, il livello di questi filmati è cresciuto moltissimo negli anni: non basta mettersi davanti a uno schermo dotati di videocamera, girare video e montarli per poi pubblicarli su YouTube. Per fare i soldi serve talento. Se guardiamo ai mercati veri, negli Stati Uniti gli YouTuber più famosi hanno un guadagno medio tra i 5 e gli 8 milioni di dollari. In Italia esistono case di produzione che allevano gli influencer come ad esempio Webstars Channel, factory che ha lanciato il più famoso di tutti: Favij. Lorenzo Ostuni, in arte FaviJ, ha più di cinque milioni di iscritti al canale. All’attivo ha un libro, più stagioni di serie tv su Sky e ha anche debuttato al cinema. Guadagna con le sponsorizzazioni, i soldi che gli arrivano dall’advertising sul canale e con gli eventi. Per esempio, YouTube monetizza i video dei suoi YouTuber tenendo conto del cosiddetto CPM, ossia il costo per mille visualizzazioni o impression di un video. La cifra raggiunta corrisponde alla somma di denaro che gli sponsor danno a YouTube per visualizzare le loro pubblicità ogni 1000 video. A differenze dell’audience dei programmi tv, l’importante è cliccare e restare poche decine di secondi.

CiccioGamer89 è tra gli youtuber più famosi d'Italia. E sul suo canale vanta 3 milioni di iscritti. Il suo nome è finito anche sulla bocca dei non addetti ai lavori, compresa quella dell’ex ministro del Lavoro Elsa Fornero che nella trasmissione tv “diMartedì” è rimasta spiazzata dalla domanda di Gianluigi Nuzzi: “Ma lei sa chi è Ciccio Gamer?”. Per non restare senza parole, Ciccio Gamer ha 32 anni ed è romano. All’anagrafe si chiama Mirko Alessandrini. Su YouTube ha aperto un canale nel 2012 e da allora è diventato uno degli youtuber più quotati in Italia. Il canale è dedicato prevalentemente a giochi come Clash Royale e Fortnite, ma Mirko pubblica anche clip dedicate al food nella sezione “In cucina con Ciccio”.

I guai col Fisco
Sapere esattamente quanto guadagna non è semplice. St3pny, alias di Stefano Lepri, 4 milioni di iscritti su YouTube, a dar retta alle cronache sul web, avrebbe guadagnato in media 10mila euro al mese negli ultimi 5 anni. A ottobre è stato oggetto di un accertamento della guardia di finanza. L’accusa era di avere omesso di dichiarare ricavi per 600mila euro e di pagare 400mila euro di Iva in relazione alla sua attività sul web che avrebbe svolto in modo professionale, ma in nero. La vicenda è diventata oggetto di numerosi video di spiegazione, scuse e chiarimenti dello YouTuber verso i propri fan. La conclusione è che il suo modo di pagare le tasse era da rivedere, perché quello dello Youtuber è una professione nuova. E su questo ci sono pochi dubbi.

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