lotta ai falsi

Giocattoli, farmaci: il fake più pericoloso ci costa 2,2 miliardi l’anno

L’Agenzia Ue a tutela della proprietà inellettuale (Euipo) aggiorna i dati sulla contraffazione relativa ai settori soggetti ai falsi e più nocivi per la salute. E dove la contraffazione vale 20 miliardi di mancate vendite nell’Unione europea

di Laura Cavestri

default onloading pic
(ANSA)

L’Agenzia Ue a tutela della proprietà inellettuale (Euipo) aggiorna i dati sulla contraffazione relativa ai settori soggetti ai falsi e più nocivi per la salute. E dove la contraffazione vale 20 miliardi di mancate vendite nell’Unione europea


2' di lettura

Fosse legale, sarebbe un “tesoretto” prezioso per un Pil nazionale in caduta libera. Invece – solo nei settori che nuocciono più gravemente alla salute – la contraffazione vale 20 miliardi di mancate vendite nell’Unione europea e 2,2 miliardi in Italia. A fare il punto è l’ultima Relazione sullo stato delle violazioni dei Diritti di proprietà intellettuale di Euipo (l’Agenzia Ue per la tutela dell’IP) che quest’anno si limita ad aggiornare alcune ricerche chiave condotte negli ultimi anni attraverso il proprio Osservatorio, selezionando tra i settori maggiormente colpiti dai prodotti fake, quelli che più possono impattare sulla salute perchè più soggetti a coloranti, materie prime o ingredienti “nocivi” prima ancora che di scarsa qualità.

IL COSTO DELLA CONTRAFFAZIONE
Loading...

I settori considerati sono cosmesi, farmaceutica, vini/liquori e giocattoli.
Se complessivamente, la contraffazione su questi prodotti vale oltre 19 miliardi di mancate vendite in Europa e oltre 2,2 miliardi in Italia, solo il fake sulla cosmesi vale 9,6 miliardi nella Ue, di cui 1 miliardo in Italia. Il commercio di farmaci illegali – capitolo scottante perchè riguarda non solo prodotti da banco ma anche antibiotici ed emerso proprio nei mesi della pandemia – costa alla Ue 6 miliardi e quasi 900 milioni all’Italia.
Seguoni i falsi su vini e liquori, che da noi valgonooltre 300 milioni mentre si attestano sui 2,3 miliardi di giro d’affari nell’Unione. Infine - non meno gravi - i giocattoli. Quello dei falsi “toys and games” (fatti spesso con materiali scadenti, pezzi che si staccano e vernici pericolose) vale 1 miliardo in Europa e 123 milioni di euro nel nostro Paese.

La criminalità nel settore della PI – ha spiegato a Il Sole 24 Ore Andrea Di Carlo, vicedirettore esecutivo di Euipo – appare ai criminali come un’attività a rischio relativamente basso, utilizzata per sostenere altri tipi di criminalità organizzata. Una relazione elaborata congiuntamente con Europol presenta studi di casi che mostrano il legame con il riciclaggio di denaro, il falso documentale, la criminalità informatica, la frode finanziaria e la produzione e il traffico di droga».
Non solo. «Il rischio di un impoverimento complessivo della società – ha proseguito Di Carlo – unito alla maggiore penetrazione dell’e-commerce, potrebbe favorire l’importazione di prodotti comtraffatti, in piccole confezioni, – quindi più difficili da intercettare – soprattutto dal Far East».

Secondo uno studio condotto nel 2019 dall’Euipo e dall’ Ocse, si stima che sino al 6,8 % delle importazioni dell’Unione europea, ossia 121 miliardi di euro l’anno, sia costituito da prodotti contraffatti (e 15 miliardi il gettito erariale sottratto dal fake ai Paesi Ue). Considerando che lo studio si basava su dati del 2016, c’è da credere che oggi il fenomeno sia ben più ampio.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti