il riordino del settore

Giochi, nuova proposta Baretta: limite 50 metri per tutti

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(ANSA)


2' di lettura

«Se la preoccupazione delle Regioni fosse quella che la nostra proposta» sulla distanza dei punti gioco da luoghi di culto, scuole e Sert, «essendo affidata alla volontà dei sindaci, non garantisse una completa omogeneità territoriale, si potrebbe valutare, nel caso di intesa, di adottare non solo una distanza massima (150 metri), ma anche una minima, ad esempio di 50 metri, oggi non prevista, che consentirebbe di avere ovunque una protezione minima obbligatoria, indipendentemente dalla volontà degli amministratori».

È la nuova proposta del sottosegretario all’Economia con delega ai Giochi, Pier Paolo Baretta, per giungere a un'intesa in Conferenza Unificata sul riordino del gioco pubblico. «Nulla osta poi - ha detto durante un'audizione in Commissione Finanze al Senato - che, se la Conferenza Unificata lo ritenesse, si possa prevedere a maggiore garanzia che la gestione delle distanze proposte, oltre che affidata ai sindaci, preveda un diretto coordinamento delle Regioni».

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Baretta: volontà è riforma, auspico intesa con tutti
Baretta ha assicurato che le intenzioni del Governo sono esplicite ed orientate ad una vera volontà di riforma, come è ferma la volontà di raggiungere un'intesa con tutti» che «rappresenterebbe un segnale netto di discontinuità e un primo importante passo verso una visione normale e ludica del gioco, combattendone gli eccessi e gli abusi». Poi ha avvertito però che «non possiamo continuare a lasciare questo settore senza regole certe ed unitarie. Dobbiamo assumerci la responsabilità di rispondere alla prevalente domanda sociale e politica che chiede una seria, rigorosa regolamentazione, fondata sulla lotta alla dipendenza, alla compulsività, alla ludopatia, attraverso la riduzione dell’offerta, più diffusi ed attenti controlli, un'organizzazione prevedibile del territorio, ma non sulla negazione generalizzata della possibilità di giocare»

Le proposte del governo
Il governo ha proposto finora di ridurre del 30% le slot, di dimezzare i punti di gioco e di adottare un equilibrato criterio di distanze, 150 metri, da luoghi sensibili. Gli obiettivi ricordati da Baretta alcuni giorni fa sono: inasprire i controlli contro il gioco illegale, attribuendo competenze specifiche anche agli organi di polizia locale, prevedendo un apposito potere sanzionatorio e l'attribuzione dei relativi proventi ai Comuni; agevolare i controlli amministrativi e di polizia sui vari punti di gioco». E ancora, «predisporre un sistema strutturato di vigilanza e di controllo dei giochi, che colleghi il rispetto delle normative antimafia e antiriciclaggio con le ispezioni amministrative, le verifiche tributarie e il monitoraggio continuo».

Il gioco legale, ha ricordato Baretta, «costituisce un volano importante per la nostra economia, circa 1,1% del Pil, e nel settore risultano occupate direttamente e indirettamente circa 150 mila persone».

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