Audizione in commissione banche

Giochi, Sabatini (Abi): «Bene Eba sul riesame per regole chiare, ora le norme costringono a una verifica rafforzata»

Il fenomeno de-risking è indotto da un quadro normativo gravoso

di N.Co.

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I punti chiave

  • Elevato utilizzo del contante nelle attività
  • Il fenomeno de-risking indotto da un quadro normativo gravoso
  • Trovare soluzioni per un settore importante dell’economia
  • Gli obblighi per le banche

2' di lettura

Per Abi «è particolarmente apprezzabile la decisione dell’Eba volta a riesaminare le proprie Linee guida sulla vigilanza basata sul rischio rivolte alle Autorità nazionali, per enfatizzare l’importanza per le autorità competenti di sviluppare una buona comprensione del rischio di riciclaggio e sollecitarle all'emanazione di ulteriori orientamenti settoriali». Lo ha detto il direttore generale di Abi Giovanni Sabatini, parlando del fenomeno della chiusura di conti correnti alle imprese del comparto giochi, nel corso di un’audizione dinanzi alla Commissione parlamentare d’ inchiesta sul sistema bancario. Alcuni concessionari si sono visti revocare i rapporti bancari in essere.

Elevato utilizzo del contante nelle attività

Sabatini ha ricordato che le Linee guida dell'Autorità bancaria europea sui fattori di rischio «citano espressamente l’attività di prestatori di servizi di gioco tra i fattori di alto rischio, in quanto caratterizzata da elevato utilizzo di contante» e in questo quadro normativo comunitario se «il fatto di rientrare in un “fattore di rischio elevato” non determina per se né la chiusura né l'interruzione del rapporto, determina tuttavia una verifica rafforzata che si sostanzia nell'acquisizione di una serie di ulteriori informazioni oltre a quelle previste per la verifica ordinaria».

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Il fenomeno de-risking indotto da un quadro normativo gravoso

Per Abi «il fenomeno del de-risking può essere indotto da un quadro normativo poco chiaro, con adempimenti particolarmente gravosi e corredati da sanzioni decisamente elevate». Secondo Sabatini la posizione di Eba è «la strada da seguire, tesa alla predisposizione di indicazioni normative chiare, che possano contribuire a sgombrare il campo da possibili dubbi sui comportamenti attesi e agevolare, per questa via, la ‘compliance' sia degli intermediari che della clientela».

Trovare soluzioni per un settore importante per l’economia

«Occorre, e su questo stiamo lavorando - ha sottolineato Sabatini - trovare soluzioni che consentano da un lato il rispetto della normativa e allo stesso tempo permettano agli operatori autorizzati e vigilati di continuare a operare in un settore sicuramente importante anche per l'economia». Sabatini ha sottolineato come Abi sia «attenta a tutte le sollecitazioni esterne che possano impattare sull’attività degli associati, su cui, come noto, non ha poteri di intervento o controllo diretto o indiretto, e ha da tempo accolto le richieste di confronto rivoltele dalle associazione rappresentative delle aziende che operano nel comparto del gioco legale». Per Sabatini «non vanno sottovalutate, in tale contesto, iniziative di sensibilizzazione, al fine di 'formare' le imprese e renderle sempre più consapevoli del quadro normativo di riferimento e degli adempimenti».

Gli obblighi per le banche

Sabatini ha anche ricordato che per aprire un conto corrente «la banca è tenuta a identificare il cliente e il titolare effettivo del rapporto, a verificarne l’identità e a valutare lo scopo e la natura della relazione, nonché a monitorare costantemente il rapporto, per tutta la sua durata, sia attraverso l’esame della complessiva operatività del cliente, sia attraverso la verifica e l’aggiornamento dei dati e delle informazioni acquisite». E ha ricordato che «laddove l’intermediario non sia messo nelle condizioni di procedere all’adeguata verifica, anche rafforzata, ha l’obbligo di astenersi dall’avviare (o dal proseguire) un rapporto continuativo (qual è, per definizione, il conto corrente) e a valutare se effettuare una segnalazione di operazione sospetta alla Unità di Informazione finanziaria - Uif». Se infatti non si adempie a questo obbligo normativo «l’intermediario è passibile di pesanti sanzioni».

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