Serie tv

Gioco al massacro nel centro benesserere

Un cast di alto profilo per “Nove perfetti sconosciuti”, con Nicole Kidman protagonista di una «comfort series» che vira verso il thriller

di Andrea Fornasiero

 Nicole Kidman (con, a sinistra, Grace Van Patten) è protagonista di «Nine perfect strangers» con Luke Evans, Bobby Cannavale e Michael Shannon

3' di lettura

Deve amare i paradossi, Liane Moriarty, scrittrice di bestseller fiera di firmare “letteratura femminile”, perché tra le altre cose sono le donne a leggere di più, ma che allo stesso tempo trova l’etichetta riduttiva, visto che non esiste una “letteratura maschile”. Australiana, ha ottenuto enorme successo con Big Little Lies, diventata una serie HBO all-star sceneggiata da David E. Kelley, diretta da Jean-Marc Vallée e interpretata, tra gli altri, dalla sua connazionale Nicole Kidman.

L’attrice e producer non si è lasciata sfuggire i due libri successivi: Truly Madly Guilty (in italiano Il barbeque), in corso di adattamento insieme alla sodale Reese Witherspoon, e Nove perfetti sconosciuti, divenuto una serie di otto episodi (abbiamo visto i primi sei).

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Amazon Prime Video

In America la distribuzione è targata Hulu, ma per l’Italia sarà Amazon Prime Video, che grazie alla sua massiccia profilazione dei clienti sa fin troppo bene su quali libri scommettere. Formula che vince non si cambia: la sceneggiatura è sempre di Kelley e di nuovo si punta sulla visione di un solo regista cinematografico, non Vallée bensì il meno blasonato Jonathan Levine - che in Tv aveva finora diretto solo un pilot.

Del resto basta e avanza lo “star power” del cast, con Kidman al centro di tutto e Melissa McCarthy in una sorta di alter ego della scrittrice. Inoltre ci sono Luke Evans, Bobby Cannavale, Michael Shannon e Samara Weaving, radunati in un centro benessere per una sorta di gioco al massacro. «Siete qui per soffrire», dice loro la direttrice-guru Masha, «perché state già soffrendo» e aggiunge: «I’m gonna fuck with you», ossia io vi incasinerò. Una terapia d’urto la sua, che promette di trasformare una persona nel giro di pochi giorni, con l’aiuto segreto - ma non troppo - di droghe psicotrope sperimentali e somministrate in modo spregiudicato. La spericolatezza con queste sostanze è criticata dall’assistente di Masha, che di certo è nel giusto anche perché mulatta di umili origini, mentre Masha è bianca e ha un passato da donna in carriera (redenta dopo un trauma, forse). Il suo paternalismo verso l’assistente è quel che Liane Moriarty ama mettere alla berlina. Kelley però, che ha firmato con Nicole Kidman anche The Undoing, è più complice che critico.

Il caso vuole che Moriarty pensasse di ambientare il romanzo su un’isola tropicale prima di decidere per un centro benessere e, coeva alla produzione di Nine Perfect Strangers, HBO e Mike White hanno realizzato White Lotus, che ha luogo proprio in un resort alle Hawaii. Dove White Lotus è una critica feroce con sottolineature stilistiche che spingono verso il grottesco, Nine Perfect Stranger è invece più affascinata dalla ricchezza: il divario di classe è comodamente scopato sotto il tappeto e i personaggi sono più buffi che mostruosi, innocui finché non emergono segreti oscuri così estremi da sfuggire comunque a considerazioni sociali. Una “comfort series” insomma, che inizia come una comedy e vira verso il thriller. Rispetto alla corrosiva satira di White Lotus, Nine Perfect Strangers ha il dolciastro e fruttato gusto degli frullati salutisti che Masha serve ai propri ospiti: drogati e fintamente miracolosi. Proprio per questo è già chiaro quale delle due serie sarà un vero successo...

Nine perfect strangers, David E. Kelly, Jonathan Levine, Amazon Prime Video
dal 20 agosto

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