oreficeria

Gioielli, il made in Italy cresce con l’appoggio del sistema Mise-Ice

di Giulia Crivelli

3' di lettura

Gabriele Aprea parla per esperienza personale quando sprona i colleghi imprenditori a «non avere paura di mettere in discussione la propria organizzazione aziendale e produttiva»; a non temere il cambiamento, «abbracciando le nuove tecnologie e competenze apparentemente lontane dal core business»; ad aprirsi a manager e capitali esterni. «L’obiettivo è crescere non per farsi belli dei fatturati – ha detto ieri il presidente del Club degli Orafi – ma per raggiungere una dimensione che permetta di investire in distribuzione e branding. Dobbiamo essere orgogliosi delle nostre capacità, ma per competere in un mondo globalizzato, forti di un know how orafo millenario, dobbiamo avere il coraggio di cambiare la cultura d’impresa».

Insieme alle sorelle Costanza e Maria Elena, Aprea guida Chantecler, azienda da 20 milioni di fatturato nata nel 1947 come “semplice” negozio di gioielleria di Capri. Il presidente del Club degli Orafi ha fortemente voluto il convegno “L’imperativo della crescita: modelli e risorse a confronto nel mondo del gioielli”, organizzato ieri a Milano a Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa, in collaborazione con Finnat, banca fondata nel 1898. A collegare il tema con l’importanza dell’export è stata Licia Mattioli, vicepresidente di Confindustria con delega all’internazionalizzazione. «Si può sempre migliorare, ma erano 20, forse 30 anni, che l’Italia non riusciva a fare sistema. Grazie all’impegno del Mise, iniziato con l’attuale ministro Carlo Calenda quando era sottosegretario e portato avanti da Ivan Scalfarotto, le imprese sentono di avere al loro fianco Ice, Sace, Simest e le ambasciate – ha sottolineato Licia Mattioli, imprenditrice del settore con l’omonima azienda di gioielli di famiglia –. I risultati dell’appoggio del Governo e delle istituzioni si vedono: nel primo trimestre l’export ha raggiunto i 108 miliardi e per il 2017 si prevede di arrivare a 433, in ulteriore crescita rispetto al dato record del 2016, 417 miliardi».

Loading...

Dell’importanza della finanza come strumento hanno parlato Barbara Lunghi, head of Primary markets Italy di Borsa Italiana, Giulio Bastia, condirettore generale di Banca Finnat, e Maria Antonietta Pireddu di Ir Top Consulting. Unico il messaggio: quotarsi serve non solo ad avere risorse fresche bensì a darsi disciplina e trasparenza e a farsi conoscere dalla comunità internazionale degli investitori. Come confermato da Diego Nardin, ceo di Fope Gioielli, azienda accompagnata con successo in Borsa da Integrae Sim. Massimo Carraro, ad di Morellato, leader in Italia con un fatturato di 170 milioni, ha ribadito l’importanza di «investire i branding e distribuzione, in una logica di multicanalità, non solo di e-commerce». Stessa strada scelta da Riccardo Sciutto quando era direttore generale di Dodo (Pomellato), con una strategia che, mutatis mutandi, il manager ha raccontato di aver portato in Sergio Rossi, storico brand di calzature del quale sta orchestrando il rilancio. A Elena Zambon, presidente di Aidaf e del gruppo farmaceutico da 750 milioni di euro, il compito di sottolineare le potenzialità delle imprese familiari, che sanno «trasmettere valori, oltre che know how creativo e capacità produttiva».

Ivan Scalfarotto ha concluso i lavori confermando l’impegno del Governo: «Nel 2013 i fondi per il sostegno al made in Italy erano 40 milioni, li abbiamo quintuplicati a 200. La gioielleria è parte integrante del sistema moda e in occasione della fashion week di Milano di settembre sfilate, fiere e istituzioni si presenteranno come una realtà che non ha uguali né rivali nel mondo e che, considerata nel suo insieme, è la seconda voce dell’export italiano e vale 80 miliardi di fatturato. A giorni – ha anticipato Scalfarotto – avremo il rogramma di iniziative che faranno di Milano la vetrina del bello e ben fatto che tutti ci invidiano».

Riproduzione riservata ©

Consigli24: idee per lo shopping

Scopri tutte le offerte

Ogni volta che viene fatto un acquisto attraverso uno dei link, Il Sole 24 Ore riceve una commissione ma per l’utente non c’è alcuna variazione del prezzo finale e tutti i link all’acquisto sono accuratamente vagliati e rimandano a piattaforme sicure di acquisto online

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti