Passione da record

Gioielli storici o gemme rare, la liquidità accende le aste

di Chiara Beghelli

3' di lettura

Sulle agende degli appassionati di aste c’è una data segnata in rosso: è il 7 dicembre, quando due tiare che si stimano appartenute all’imperatrice Giuseppina, moglie di Napoleone, saranno battute da Sotheby’s a Londra. Sono solo i due esponenti più recenti di una lunga serie di gioielli storici che nel 2021 sono stati le star delle aste della categoria: il 9 novembre, per esempio, i bracciali di diamanti di Maria Antonietta sono stati aggiudicati da Christie’s per 8,2 milioni di dollari e a maggio una tiara di casa Savoia è stata battuta per 1,6 milioni di dollari da Sotheby’s. «I gioielli storici sono sempre più rari, anche perché spesso nella loro lunga storia sono stati disassemblati dai membri delle famiglie che li hanno ereditati. Ma sono sempre molto attraenti», spiega Leo Criaco, senior specialist nel dipartimento gioielli di Christie’s a Ginevra -. Certo, a volte sono il nome e la storia a farne il prezzo, più che la qualità». Questa passione per i gioielli storici spiega solo in parte il crescente successo delle aste della categoria: «L’ingente liquidità in circolazione sta alimentando l’interesse delle persone anche per i gioielli - prosegue Criaco - . Quest'anno stiamo andando molto bene, c'è voglia di qualità, la gioielleria commerciale non ha registrato alcun aumento, ma per le pietre eccezionali, per i gioielli firmati, i prezzi sono molto saliti. Stiamo vedendo la prima ripresa dei prezzi in cinque anni per i diamanti bianchi, e hanno ripreso a salire anche le pietre colorate, gli zaffiri, gli smeraldi, il rubino che oggi è la gemma più ricercata, soprattutto il birmano non riscaldato. Sono saliti i gioielli Art Decò e c’è molta voglia di Bulgari: negli anni 60 e 70 era il migliore marchio del mondo per qualità delle pietre e design, anche se era sottovalutato da colleghi francesi come Cartier e Van Cleef & Arpels. Oggi quei design così colorati e insieme semplici, che 50 anni erano d'avanguardia, sono infatti molto attraenti per i giovani».

La platea di giovani sta crescendo sensibilmente, anche grazie allo sviluppo delle aste digitali, che permettono di fare offerte in modo più versatile e meno formale rispetto alla classica sala: «L’online sta andando molto bene, è un canale sul quale già stavamo lavorando prima della pandemia, ma il Covid ci ha permesso di fare l’evoluzione finale - aggiunge -. Quest'anno per la prima volta abbiamo organizzato due aste online a Milano, che sono andate benissimo, superando di 2-3 volte le stime minime. A Hong Kong e New York ne organizziamo quasi una al mese, ed è interessante notare come il 20-30% di chi si collega a un'asta sia un nuovo cliente».

Loading...

«La tecnologia sta attirando sempre più giovani, che prima non approcciavano le case d’asta - spiega Eleonora D'Ottavi, responsabile per l’Italia del dipartimento gioielli di Bonhams -. Li conquista anche il fatto che vendiamo pezzi “second hand”, dunque sostenibili». Sostenibilità che forse porterà presto in asta anche i diamanti sintetici, apprezzati dai clienti più giovani ma ancora difficili da distinguere dai naturali: «Dobbiamo attrezzarci, la tecnologia però si sta sviluppando molto velocemente», aggiunge. Intanto, restando in tema gemme naturali «gli zaffiri del Kashmir hanno al momento una valutazione massima, anche 100mila dollari al carato e non escludo che salga ancora», nota la specialista, che conferma il moltiplicarsi di eventi dedicati ai gioielli anche per Bonhams, casa d’asta che ne organizza da sempre numerose: «Durante il lockdown in molti hanno riscoperto i gioielli perché non potevano spendere in viaggi o ristoranti. Oggi registriamo un andamento molto migliore di quello che ci aspettavamo solo due anni fa, tanto che a Parigi, per esempio, quest’anno abbiamo organizzato tre aste di gioielli e per il 2022 ne abbiamo già quattro in programma».

È l’Asia, anche sul fronte dei gioielli, l’area geografica più vivace in termini di offerte: «La Cina, dove i giovani sono appassionati di lusso, ma anche Hong Kong, Singapore, Indonesia, sono molto attivi - aggiunge Criaco -, ma lo sono anche gli statunitensi e l’Europa sta tornando». «In asta tipicamente registriamo un quarto di clienti asiatici, un quarto di europei, un quarto di americani e un quarto con diversi Paesi, dall’Australia al Sudamerica - nota D’Ottavi -. E questo mix si sta arricchendo sempre di più». Ma la più dirompente novità potrebbero essere i gioielli Nft: «La gioielleria è ancora cruciale da vedere e toccare - nota Criaco -. Tuttavia gli Nft sono arrivati anche qui, la virtualità sarà sempre più importante». «Mi ha impressionato vedere accessori virtuali nei videogiochi - dice D’Ottavi - Può darsi che presto li venderemo anche all’asta».

Riproduzione riservata ©

Consigli24: idee per lo shopping

Scopri tutte le offerte

Ogni volta che viene fatto un acquisto attraverso uno dei link, Il Sole 24 Ore riceve una commissione ma per l’utente non c’è alcuna variazione del prezzo finale e tutti i link all’acquisto sono accuratamente vagliati e rimandano a piattaforme sicure di acquisto online

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti