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Gioin 2021, sostenibilità ed economia circolare nel sistema delle imprese

Ripensare il modo di fare impresa rispettando l’uomo e il pianeta senza rinunciare ai profitti. Convegno organizzato da Digital Magics con il Gruppo 24 Ore

di Davide Madeddu

4' di lettura

Economia circolare e sostenibilità. Dalle aziende più grosse alle start up. L’impresa del futuro viaggia con nuove velocità. E una nuova filosofia che mette assieme produttività, innovazione ma anche rispetto dell'ambiente e benessere delle persone. Una nuova sfida, che si giova anche dell’opportunità rappresentata dalle risorse messe in campo dal Pnrr. Non è certo un caso che questi argomenti siano stati al centro dell’evento Gioin 2021 – Sustainability & Circular economy: ripensare il modo di fare impresa rispettando l’uomo e il pianeta senza rinunciare ai profitti organizzato da Digital Magics in collaborazione con Gruppo 24 Ore, partner CRIF e Modis, sponsor Deloitte, e Technical Partners Dol Comunicazione e Talent Garden.

Sostenibilità occasione di ripresa

Che la sostenibilità possa essere un’occasione per un nuovo corso di crescita e ripresa l’ha rimarcato anche Marco Gay, amministratore delegato di Digital Magics (business incubator che supporta le start-up del mondo digital e tech con servizi per il potenziamento e l’accelerazione del business) che ha annunciato anche gli obiettivi al 2025. «Abbiamo un portafoglio da 50 milioni e 70 partecipazioni – ha detto–. L’obiettivo è 100 milioni e 200 partecipazioni». C’è poi l'attenzione del consumatore verso la responsabilità sociale delle imprese e la «capacità di immettere sul mercato prodotti e servizi sostenibili». «Emerge la necessità di un nuovo tipo di relazione basata sulla condivisione di valori in cui i brand siano concepiti come responsabili, credibili e affidabili, capaci quindi di progettare nuovi modelli di business che tengano conto delle condizioni etiche di lavoro dei propri dipendenti e dell’impatto sull’ambiente, evitando sprechi e sfruttamenti di risorse – ha detto Layla Pavone, Chief Innovation Marketing e Communication Officer Digital Magics – . Creare un ponte fra le imprese tradizionali e le startup che hanno innovazione e tecnologia nel loro Dna è fondamentale per affrontare una sfida, quella per un futuro più sostenibile, che riguarda tutti noi».

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Lo scenario

In questo scenario, la trasformazione, come sottolineato da Alberto Fioravanti, fondatore e presidente di Digital Magics «deve partire dal singolo individuo» che agisce in uno scenario in cui la tecnologia si unisce all’innovazione. E poi il rispetto dell'ambiente e l'importanza del riciclo. «Pensiamo a tutte le batterie delle macchine che saranno prodotte – ha aggiunto – una volta che le macchine si fermano le batterie potrebbero avere una seconda vita, magari raccogliendo l’energia prodotta dalle case». Che lo scenario sia mutato rispetto al passato, soprattutto al periodo pre pandemia, l’ha sottolineato anche Francesco Iervolino Partner Deloitte Officine Innovazione. «È cambiato il mondo. La sostenibilità è necessaria per la ripresa – ha commentato –. E il nuovo paradigma della sostenibilità è legato a un aspetto non solo ambientale, ma anche sociale, al benessere delle persone sia in ambiente domestico sia in quello lavorativo. E poi sul piano economico».

Interazione uomo ambiente

Per questo motivo è necessario tener conto dell’interazione tra i bisogni dell’uomo e dell’ambiente. «In questo contesto – ha aggiunto – ognuno deve svolgere il proprio ruolo». A guardare alla sostenibilità anche la finanza e il mondo del credito, come sottolineato da Giorgio Costantino, executive director Crif: «Ci candidiamo a sostenere le aziende che puntano sulla sostenibilità. Le banche cominciano a valutare il fattore sostenibilità nelle pratiche creditizie». E poi la scadenza del 2021 quando ci dovrà essere il cosiddetto «terzo pilastro, ossia i dati sul rischio e sostenibilità». Non meno importante l’analisi dei dati che diventano fondamentali. A giocare un ruolo molto importante nella partita della ripresa, che passa proprio per la via della sostenibilità e tutela ambientale, saranno anche le piccole e medie imprese. «Le Pmi nella filiera svolgeranno un ruolo importantissimo nel contesto della transizione – ha detto Sara Toticchi, Eu Funding Manager Modis – e creeranno il 70-80 per cento dei posti di lavoro».

Le newco

C’è anche chi, proprio partendo dall'idea di riciclo ed economia circolare e sostenibilità, ha creato un'impresa. È il caso della Swapush, azienda fondata e amministrata da Serena Luglio che si occupa di scambio di beni e servizi.
È improntato alla sostenibilità anche l’aspetto legato alla spedizione dei colli – ha raccontato nel corso dell’iniziativa -. Invece di spedire vari pacchi si invia un collo unico e si riduce il numero delle spedizioni e di conseguenza anche il consumo di CO2». Il riciclo è diventato anche il punto di partenza per la startup Appcycled che come ha spiegato Diletta Pollice, CEO & co-founder Appcycled «ha la missione di semplificare il processo di rigenerazione dell’industria della moda, creando un'economia circolare, riutilizzando quello che potrebbe altrimenti diventare rifiuto e valorizzando il lavoro di stilisti indipendenti, che utilizzano la tecnica dell’upcycling per creare nuovi capi». Quindi Genuino.zero, startup che, ha detto la founder Chiara Brandi, «propone un nuovo modello distributivo per i prodotti locali di filiera corta. Grazie alla tecnologia e all'integrazione tra web&digital, accorcia le distanze tra campagna e città rendendo i prodotti alimentari locali e artigianali facilmente accessibili ai consumatori urbani». Azzurra Federica Puccio, Business Developer Packtin ha raccontato l’esperienza della start up che pone al centro dell’attività il recupero di prodotti di scarto della filiera agroalimentare. Domiziana Illengo, Marketing Manager di Krill Design ha illustrato le possibilità di un utilizzo dei rifiuti alimentari per la realizzazione di oggetti di design con biopolimeri di nuova generazione. A viaggiare all’insegna di sostenibilità e difesa dell’ambiente anche Macingo azienda che ha come obiettivo l’ottimizzazione sia dei tempi che delle risorse. «Noi ci occupiamo di trasporto ma senza mezzi – ha sottolineato Samuele Furfaro, Co-founder & CFO di Macingo – mettiamo assieme utenti che devono spostare ingombranti (da un’auto a un pianoforte) e trasportatori. Basti pensare che oltre il 50 per cento dei mezzi pesanti che troviamo in strada ha il 50 per cento dello spazio di carico vuoto. Aumentando capacità carico sulla strada si riduce il numero dei mezzi e si minimizza il numero di emissioni».

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