Il caso

Giorgetti: «Calenda uomo giusto per amministrare Roma». Poi corregge il tiro

Il centrodestra in subbuglio dopo le parole del ministro. «Strumentalizzate le mie parole, si difende l’esponente leghista

di Nicola Barone

Michetti: "Siamo in testa nei sondaggi, Giorgetti ha la sua opinione ma decidono i romani"

3' di lettura

Chi vince le amministrative a Roma? «Dipende da quanto Calenda riesce a intercettare il voto in uscita dalla destra. Nei quartieri del centro penso che sarà un flusso significativo. Ma non so come ragionino le periferie. Se Calenda va al ballottaggio con Gualtieri ha buone possibilità di vincere. E, al netto delle esuberanze, mi pare che abbia le caratteristiche giuste per amministrare una città complessa come Roma». Queste parole, dette dal ministro leghista dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti in un’intervista alla Stampa, mettono in subbuglio l’alleanza del centrodestra nella Capitale. Michetti è un candidato sbagliato? «Non lo so. Ma so che il candidato giusto sarebbe stato Bertolaso».

Salvini difende i candidati nelle città

Il segretario del partito, Matteo Salvini, ribatte a stretto giro difendendo le scelte unitarie: «Michetti e Bernardo saranno ottimi sindaci per Roma e Milano». Secondo le previsioni del ministro allo Sviluppo in un eventuale ballottaggio tra Calenda e l’avversario del centrosinistra Roberto Gualtieri, il primo avrebbe «possibilità di vincere», mentre in caso di sfida a due Michetti-Gualtieri, sarebbe il secondo a spuntarla.

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Michetti: una pugnalata? Può dire ciò che pensa

«Ognuno è libero di dire quello che pensa. Io non conosco Giorgetti, credo di non averlo nemmeno mai incontrato. Non c’è nulla di male a dire quello che si pensa tanto sono i cittadini di Roma che decidono, non è né Giorgetti né nessun altro. D’altra parte la franchezza e l’onestà intellettuale vogliono questo. Quindi massimo rispetto per lui e per le sue opinioni». È la reazione di Enrico Michetti, candidato del centrodestra a sindaco di Roma.

Tajani: Giorgetti faccia campagna a Varese

«Giorgetti è di Varese, mica di Milano o di Roma… lasci fare a noi romani la campagna elettorale a Roma», dice Antonio Tajani, vicepresidente di Forza Italia, all’uscita da Palazzo Chigi commentando quanto detto dal ministro del Carroccio. A confermare la fiducia a Michetti arriva anche Silvio Berlusconi (in Forza Italia i mal di pancia su questo candidato non sono mai mancati) secondo cui si tratta di «un professionista di grande qualità, di notevole esperienza amministrativa e di formazione moderata».

Calenda ringrazia, il Pd spinge Gualtieri

Trae motivo di soddisfazione, il Pd, dall’endorsement di Giorgetti pro-Calenda. «Un dato è chiaro: gli elettori che non vogliono lasciare Roma alla destra hanno solo un nome: Gualtieri», twitta il dem Enrico Borghi. «Giorgetti dice che batterò Michetti, mi preparo a questo ballottaggio con determinazione», annota Gualtieri. Il candidato del Partito democratico, nel tendere la mano ancora una volta all’ex sindaco Ignazio Marino, risponde sulle alleanze ai ballottaggi con M5S («Conte guida un altro partito che ha una sua candidata. Non voglio tirarlo per la giacchetta», ma certamente il governo con lui è «stato un’esperienza significativa. Io mi rivolgerò agli elettori del M5S e di Calenda, ma non faremo apparentamenti»). Da parte sua, il leader di Azione passa all’incasso senza risparmiare colpi. «Che Michetti non sia adeguato per governare Roma è sempre più evidente, a tutti». E, rivolto al Pd, «la cosa divertente è che mentre mi accusano di essere il candidato della Lega per un apprezzamento professionale di Giorgetti, siglano segretamente (manco troppo) il patto con i 5S per portarli in giunta. Chiarite questo punto ai vostri elettori va». Di «inviti al voto disgiunto» in suo favore parla l’account twitter Calenda Sindaco. Il riferimento è anche ad alcuni candidati consiglieri dem (comunali o municipali), espressione della minoranza dem, che starebbero indicando la possibilità di votare per il candidato Calenda. Affermazioni che nel Pd vengono derubricate come infondate.

Il dietrofront: mie parole strumentalizzate

Tanto è il clamore suscitato da indurre lo stesso ministro leghista a correggere poi il tiro. «Ma figuriamoci», risponde quando gli viene chiesto se davvero a Roma sostenga il candidato Carlo Calenda e non Enrico Michetti. Solo strumentalizzazioni. «La verità? Sto girando l'Italia in lungo e in largo per promuovere i candidati del centrodestra. Figuriamoci se tifo per Calenda…l'auspicio è che il 3 e il 4 ottobre romani, milanesi, torinesi possano voltare pagina e cambiare passo con Michetti, Bernardo e Damilano». «Ovviamente, per evitare ulteriore equivoci, l’auspicio è che vincano tutti i candidati di centrodestra. Sono a Bologna a un convegno per Battistini». Domani a Trieste, poi in Veneto e in chiusura di campagna elettorale, a Milano e Torino. In settimana a Roma. «Più di così…».

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