Governo Draghi

Giorgetti e la grana dimissioni: serve un tagliando. E Salvini chiede il rimpasto

Il ministro dello Sviluppo ha chiesto insieme a Salvini un incontro al premier Draghi. Il leader leghista: «Rimpasto? Ne parleremo con il premier». Palazzo Chigi: «Giorgetti? Contiamo su di lui»

di Mariolina Sesto

Mattarella bis, Salvini: "Mia proposta diventata quella di molti. Chiudiamola qui"

2' di lettura

La votazione che deve portare all’elezione di Sergio Mattarella è ancora in corso e già l’onda d’urto dell’accordo trovato a fatica si trasferisce sul governo Draghi. Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti fanno sapere di avere chiesto un incontro al premier. E Giorgetti ne spiega il motivo. «Sono felice che Mattarella abbia accettato con senso di responsabilità l’intenzione del Parlamento di indicarlo alla presidenza della Repubblica. Dimissioni? Per affrontare questa nuova fase serve una messa a punto: il Governo con la sua maggioranza adotti un nuovo tipo di metodo di lavoro che ci permetta di affrontare in maniera costruttiva i tanti dossier, anche divisi, per non trasformare quest’anno in una lunghissima, dannosa campagna elettorale che non serve al paese» argomenta il ministro dello Sviluppo al termine di un incontro con il segretario delle Lega Salvini.

Rimpasto sì o no?

Sul rimpasto Giorgetti e Salvini sembrano avere idee diverse. Il primo lo esclude mentre il secondo risponde così: «Rimpasto? Ne parleremo con Draghi, se c’è qualche ministro che non ha voglia di lavorare o di non essere coerenti è giusto che ne parliamo ma da lunedì». Intanto il leader leghista annuncia che la prossima settimana «la Lega farà una sua proposta al paese». Il nervosismo della Lega è evidente. E a rasserenerare il clima non bastano le rassicurazioni di Giorgetti che a sera esclude le dimissioni: «Abbiamo chiarito tutto. Non mi dimetterò. Va deciso un modo con cui affrontiamo un anno molto complicato con problemi molto seri dall’aumento dei prezzi dell’energia all’inflazione che arriverà. Quindi, il Governo deve essere compatto». Dimissioni che escludono anche a Palazzo Chigi: «Giorgetti? Contiamo su di lui» filtra dalla sede del governo.

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La Lega chiede un nuovo codice di comportamento tra alleati

«Cambio di passo? Credo che conosciate esattamente i provvedimenti che ci aspettano nel prossimo anno, i problemi sono seri e gravi. Il governo lavora benissimo ma di fronte ad un anno così è necessario quantomeno un nuovo codice di comportamento tra gli alleati di maggioranza» aggiunge Giorgetti.

«Elezioni e referendum non blocchino l’esecutivo»

«L’anno prossimo, se non lo sapete ve lo ricordo io, ci sono le elezioni amministrative, dei referendum abbastanza divisivi, che spero non blocchino l’attività del Parlamento e del governo. Con tutti i problemi che abbiamo occorre un’azione di governo coordinata e decisa» spiega ancora Giorgetti, parlando a Montecitorio con i giornalisti.

«Se c’è crisi aziendale non è per forza colpa di Giorgetti o della Lega»

Ora, dopo l’ok al Colle «si ricomincia a lavorare, ma se c’è una crisi aziendale non è che la colpa può essere della Lega e di Giorgetti, magari è una cosa di tre anni fa quando Giorgetti non era al Mise. Se comincia questo gioco qui allora non si finisce più». Così Giorgetti risponde a chi gli chiede se lascerà lo Sviluppo economico. Lasciando intendere la preoccupazione per i tanti dossier industriali aperti al Mise.

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