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Giorgetti: «Taglio cuneo per rilanciare potere d’acquisto». Sì di Confindustria e sindacati

Il ministro dello Sviluppo economico dal Festival di Trento parla anche del salario minimo che non può essere un tabù

di Alessandra Capozzi e Stefania Arcudi

Giorgetti: “Destino dell’auto non è solo elettrico”

4' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Il potere d'acquisto è la priorità e il tema del cuneo fiscale può tornare d'attualità. Dopo che dal palco del Festival dell'Economia di Trento il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, ha messo al centro dell’agenda di politica economica la riduzione del costo del lavoro, le parti sociali hanno commentato la proposta del responsabile del Mise.

Stirpe,taglio cuneo fiscale unica operazione proponibile

Aperture sono giunte sia dal fronte delle imprese, sia da quello dei sindacati. Il tema centrale in Italia è «aumentare il potere di acquisto dei lavoratori a parità di costo del lavoro - ha chiarito il vice presidente di Confindustria, Maurizio Stirpe, a margine di una iniziativa sul mercato del lavoro nell’ambito del Festival -. È impensabile in questo momento provare a fare una operazione che faccia aumentare i salari e che faccia aumentare proporzionalmente il costo del lavoro», ha aggiunto Stirpe. «A mio avviso - ha aggiunto - il taglio del cuneo fiscale è l’unica operazione proponibile in questa fase, unitamente al completamento di tutti gli aspetti che non sono stati portati a termine relativi all’accordo confederale del 9 marzo 2018 “Patto per la fabbrica”. Noi siamo pronti, il problema è trovare la possibilità di sedersi al tavolo e discutere di queste problematiche».

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Sbarra (Cisl): rinnovare contratti e ridurre pressione fiscale

Reazioni positive alle parole di Giorgetti anche dal fronte dei sindacati, con il segretario della Cisl, Luigi Sbarra ha ricordare che «è necessario rinnovare tutti i contratti pubblici e privati. Bisogna ridurre la pressione fiscale sui redditi da lavoro e anche da pensione e defiscalizzare i frutti della contrattazione di secondo livello». Il segretario della Uil, Pierpaolo Bombardieri fiscale, poi la politica ha fatto le sue scelte ed è intervenuta sulle aliquote Irpef. Noi pensiamo che quella sia una delle priorità. L’altro strumento è il rinnovo dei contratti”.

Giorgetti: taglio cuneo può tornare d’attualità

Il ministro Giorgetti è intervenuto nella seconda giornata del Festival dell’Economia ed è tornato sulle esigenze di famiglie e imprese. «La priorità è il potere di acquisto» ma «non si può mettere in carico alle aziende un ulteriore costo. Il tema del cuneo fiscale, sollecitato dal presidente di Confindustria che non è mai riuscito a passare, ora potrebbe tornare di attualità». Il ministro torna anche su temi che gli stanno a cuore e sottolinea che «il Governo deve avere il coraggio e razionalizzare tutte le forme di bonus man mano introdotte e che vanno in secondo ordine rispetto all'emergenza nazionale e restituire alle famiglie il potere d'acquisto». L'intervista al Festival di Trento è anche l'occasione per parlare di salario minimo che, dice il ministro non deve essere un tabù. Il tema dei salari che, in Italia «sono bassi» è «un problema che va affrontato». Per Giorgetti «Non si può mettere in carico un altro costo su aziende che ne hanno già molti. Il salario minimo non deve essere un tabù, ma bisogna capire cosa si fa, la priorità è il recupero del potere di acquisto. In italia i salari sono bassi e questo è un dato oggettivo».

«Serve un debito comune Ue »

L'italia deve far fronte agli alti prezzi ma anche al debito. «La spietta che si chiama spread è sensibile alla politica di bilancio. Quindi si è fatta una riflessione che, se facciamo uno scostamento di bilancio, una politica troppo rilassata apre alla coperta troppo corta del rifinanziamento del debito in una situazione in cui i tassi stanno risalendo» spiega Giorgetti, Che ribadisce il suo pensiero: «Io penso, sono convinto e lo ribadisco: siccome i costi che stiamo pagando in altri tempi l'avremmo chiamati danni di guerra e l'Occidente sta combattendo contro Putin con sanzioni e non con armi, a mio parere, se sono danni di guerra, si pagano come debiti di guerra. Come fatto con il Pnrr l'Europa non può mettere a rischio tutta questa impalcatura rosea facendo collassare tutto. Questo enorme costo che sopportiamo per la battaglia di libertà deve lasciare spazio ad un debito comune europeo».

«Ucraina, Draghi in Parlamento è un passaggio rischioso»

«Cosa faranno Lega e Movimento 5 Stelle bisogna chiederelo a Salvini e Conte. Credo che sia un passaggio rischioso, ma non credo che il presidente Draghi non persegua l'obiettivo della pace. Non so cosa proporrà il premier ma il Parlamento è sovrano e quindi se non la pensa come il premier bisognerà trarre le conseguenze» ha Giorgetti, commentando il fatto che il 21 giugno il presidente del Consiglio Mario Draghi farà comunicazioni alle Camera prima del vertice europeo, sul tema dell'Ucraina.

«Il referendum è occasione di riforme»

Il 12 giugno in Italia si andrà alle urne per «referendum molto importanti di cui purtroppo non parla nessuno: è una grande occasione per fare delle riforme importanti» ha detto il ministro. «Non è facile convincere le persone a partecipare, ma se vanno a votare in una certa maniera 15 milioni di italiani, chi poi dirà che aveva ragione chi era al mare, politicamente non capisce un tubo». Per Giorgetti «c'è il quorum e ci sono le regole, ma ci sono anche i segnali da percepire. Chi spera che la gente non partecipi non ha grande fiducia nella democrazia».

«Vedo in salita le probabilità di legge proporzionale»

E, in tema di riforme, da Trento Giorgetti parla anche di legge elettorale . «Mi sembra ovvio che la legge elettorale si cambia non per interesse del Paese ma per interesse dei partiti che prima fanno i sondaggi» e «se c'è una maggioranza che ha i numeri in Parlamento per cambiare la legge attuale la cambia. In genere, però chi cambia la legge elettorale viene punito dagli elettori e bisogna stare attenti». Per il ministro «a settembre due saranno i veri temi: una sessione di bilancio delicata, e ad alto livello legge elettorale si' o no». Una previsione? «Vedo in salita le probabilità di una legge proporzionale. Io non sono un fautore».

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