scontro nel governo

Giorgetti contro Borghi: i mini-Bot non sono verosimili

Il sottosegretario: «Se si potessero fare, li farebbero tutti»

di Andrea Marini


Tria boccia i minibot, Salvini e Di Maio li difendono

3' di lettura

«C’è ancora chi crede a Borghi? Ma vi sembrano verosimili i mini-Bot? Se si potessero fare, li farebbero tutti». Così Giancarlo Giorgetti, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio e braccio destro di Matteo Salvini, ha commentato con una battuta l’idea del presidente leghista della commissione Bilancio della Camera, parlando a Losanna con i giornalisti. Ma in serata il leader del Carroccio lo smentisce: «La posizione della Lega e del governo sta nel contratto. Bisogna pagare i debiti della Pubblica amministrazione», dice Salvini ai cronisti.

La sorpresa dei 5 stelle
«Le dichiarazioni di Giorgetti sui mini-Bot? Ci hanno sorpreso, sono una proposta che la Lega ha voluto inserire nel contratto di governo, la retromarcia ci ha sorpreso per questo» hanno fatto trapelare fonti del M5S.«Ad ogni modo – aggiungono – quel che conta è pagare subito le imprese creditrici, la pubblica amministrazione deve sanare tutti quei debiti che ha con le imprese ormai da troppi anni». dichiarano fonti M5S».

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La proposta di Borghi
Solo il 18 giugno scorso Claudio Borghi, presidente leghista della commissione Bilancio della Camera, aveva affermato sui mini-Bot: «L’idea sarebbe farli con la Legge di Bilancio, entro l’anno, per poi farli entrare in vigore nel 2020». Da quale mese del prossimo anno? «Direi - aveva risposto l’esponente leghista - l’estate del 2020». Borghi aveva detto di non aver problemi a farsi pagare lo stipendio in mini-Bot: «Sì, assolutamente. Se ci fossero, volentierissimo». Sulla frase di Giorgetti, pronta è stata la replica di Borghi, che ha detto di non credere a quei «virgolettati delle agenzie, tante volte hanno scritto cose mie che non stavano né in cielo né in terra». Anche dalla Lega in serata gettavano acqua sul fuoco.

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    Borghi replica a Giorgetti: «Poverino»
    Dopo le parole di Giorgetti, Borghi ha replicato così: «Poverino, Giorgetti è lì che aspetta una cosa importante come le Olimpiadi e gli rompono le scatole con i mini-Bot. È probabile che poi uno sbotti. Sono verosimili – ha aggiunto – . vero è che non sono mai stati fatti. È una cosa che abbiamo discusso tante volte, anche di recente, Salvini è d’accordo. Non c’è alcun incidente con Giorgetti. Certo è una cosa molto coraggiosa, difficile da portare a casa viste le reazioni negative di mezzo mondo».

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    Il no di Tria, Visco e Draghi
    «Non penso che i mini-Bot saranno introdotti, voglio essere chiaro su questo», aveva già detto il ministro dell'Economia Giovanni Tria alla conferenza Euromoney a Londra lo scorso 18 giugno, sottolineando che “la moneta parallela” è «uno strumento pericoloso, illegale e non necessario» . Ma anche il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, il 2 giugno al Festival dell'Economia di Trento, era stato netto: «I mini-Bot sono sempre debito, non è di certo una soluzione al problema del nostro debito pubblico». Per non parlare del presidente della Bce Mario Draghi, che il 6 giugno era stato categorico: «I mini-Bot o sono valuta, e quindi sono illegali, oppure sono debito, e dunque lo stock del debito sale».

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    Salvini: senza alternative si va avanti. Di Maio: pagare i debiti
    Tuttavia, il 18 giugno il leader leghista Matteo Salvini aveva detto:«I mini-Bot non stanno solo nel Contratto di governo ma sono stati anche votati dalla Camera: sono uno strumento per pagare i debiti della Pubblica
    amministrazione. Se qualcuno ha un mezzo più intelligente bene,
    altrimenti dico che si va avanti». Più prudente era stato il leader M5S Luigi Di Maio: «Il nostro obiettivo è pagare i debiti dello Stato sennò lo stato non ha nessuna credibilità per chiedere le tasse ai cittadini». I mini-Bot? «Non mi affeziono a un nome in particolare», aveva concluso.

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