ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di più«Reshape the world»

Giorgetti: la rete unica progetto ancora attuale. Decideremo in tempi brevi

Il fondo da 200 milioni per prestiti agevolati alle grandi imprese in crisi sarà orientato solo a tenere vive quelle «che hanno un futuro, non è una forma di assistenza»

di Carmine Fotina

3' di lettura

La rete unica tlc, il futuro dell’ex Ilva, gli aiuti alle imprese in crisi, la produzione nazionale di vaccini. Il ministro per lo Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, intervistato dal direttore del Sole 24 Ore Fabio Tamburini nel corso dell’evento “Reshape the world”, entra nei principali dossier di politica industriale. Sul progetto della rete unica Tim-Open Fiber per la rete a banda ultralarga «il governo e tutti i soggetti in qualche modo coinvolti in questa vicenda faranno chiarezza» - dice il ministro - in un orizzonte breve, entro poche settimane, «spero entro Pasqua».

Già oggi, giovedì 25 marzo, ci sarà un vertice tra Giorgetti, il ministro per l’Economia Daniele Franco e il ministro per l’Innovazione tecnologica Vittorio Colao. «Io penso che il progetto sia ancora attuale - dice il titolare dello Sviluppo - ma se non è più ritenuto tale lo si dica chiaramente da parte di tutti i soggetti protagonisti». Le polemiche dei giorni scorsi, osserva, sono apparse «teleguidate» dalle parti in campo. Il Governo ha ereditato uno schema - è la linea - che deve essere sbloccato rapidamente, anche perché è collegato all’uso delle risorse previste nel Recovery plan per la banda ultralarga. «Io non mi sono espresso contro il progetto, dico solo che lo stallo ha portato a delle inefficienze rispetto all’obiettivo di evitare sovrapposizione di investimenti sul territorio. I soggetti coinvolti chiariscano al governo i loro progetti, se ci credono, e se ci credono facciano quello che devono fare».

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Resta la questione del controllo da parte di Tim della possibile rete unica. «Controllo societario, controllo di fatto, il problema è un altro, il settore è straregolato e il concetto della garanzia di concorrenza non è strettamente correlato al fatto che ci sia un monopolista, dopodiché io sono sempre stato a favore della concorrenza e contro i monopoli ma nel caso specifico bisogna arrivare all’obiettivo in condizioni di concorrenza, sforzo che non si riduce alla dimensione societaria ma attiene anche ad altri profili».

Dossier Ilva congelato in attesa del Consiglio di Stato

Sull’ex Ilva, invece, si è appena svolto un incontro a Palazzo Chigi sulla complicata questione dell’ingresso di Invitalia nel capitale della nuova società. Dossier congelato in attesa della pronuncia di merito del Consiglio di Stato, prevista il 13 maggio, sullo spegnimento dell’area a caldo. Giorgetti e il ministro dell’Economia Franco hanno inviato una lettera ad Arcelor Mittal chiedendo collaborazione in attesa che un parere legale chiarisca al Tesoro in che modo poter sbloccare anche prima della sentenza i 400 milioni destinati a Invitalia come nuovo socio della multinazionale. «Invitalia ha comunque intenzione di versare il capitale previsto - chiarisce Giorgetti - ma c’è una complicazione, che al momento della sottoscrizione del contratto non c’era, cioè la decisione della giustizia amministrativa di cui tenere conto». Collaborazione su questo aspetto sarà chiesta anche ai sindacati nell’incontro previsto al Mise il 26 marzo. L’ex Ilva si inquadra nell’intenzione più ampia di impostare un piano nazionale per l’acciaio, prosegue il ministro, facendo anche riferimento ai progetti per l’ex Lucchini di Piombino presentati al Mise e ritenuti ancora insufficienti.

Fondo grandi imprese e Stato “interventista”

Il convegno è anche l’occasione per parlare dei rischi di un ruolo troppo invasivo dello Stato nell’economia. Il riferimento è al nuovo fondo da 200 milioni, introdotto nel Dl sostegni, e destinato a prestiti agevolati per le grandi imprese in crisi, comprese quelle in amministrazione straordinaria. «In questo caso l’aiuto dello Stato permette di traghettare queste imprese al di là del fiume, ma per lasciare poi spazio alle forze del mercato. Il fondo sarà orientato solo a tenere vive le imprese che hanno un futuro, non è una forma di assistenza». E c’è fiducia sulla capacità degli imprenditori di uscire dalla crisi. Giorgetti cita le novità positive sui nuovi investitori per la Corneliani: «Sono convinto che più che mai abbiamo bisogni di imprenditori, c’è un futuro di sviluppo se c’è chi crede ancora in un progetto, senza imprenditori non c’è futuro economico».

Il ministro conferma poi il Piano per la produzione nazionale di vaccini, che ragionevolmente potrebbe concretizzarsi «in autunno, ponendo le basi per essere capaci poi di essere autonomi nel futuro».

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