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Giorgio IV, il re che visse d’arte e libertinaggio

La mostra “George IV: Art & Spectacle” è fino al 3 maggio 2020 alla Queen's Gallery, Buckingham Palace

di Nicol Degli Innocenti


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3' di lettura

L'anticamera di Giorgio IV è durata molti decenni: nato nel 1762, è rimasto erede al trono, principe di Galles e poi principe reggente, fino al 1820. Quando alla morte di Giorgio III è diventato finalmente re la sua reputazione di dongiovanni spendaccione, nullafacente superficiale, pessimo marito, ubriacone goloso e gottoso era ormai consolidata.
Questa immagine, rafforzata da centinaia di vignette satiriche dell'epoca, è rimasta invariata fino a oggi. Ora una grande mostra alla Queen's Gallery a Buckingham Palace presenta una visione diversa di questo Re: senza voler riscrivere la storia o negare l'evidenza di una vita di spese e divertimenti stravaganti, “Arte e Spettacolo” sottolinea l'importanza di Giorgio IV come conoscitore e collezionista d'arte.

Le collezioni di re Giorgio IV alla Queen's Gallery

Le collezioni di re Giorgio IV alla Queen's Gallery

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Assieme a Carlo I, Giorgio IV è stato il maggiore intenditore d'arte nella storia della monarchia britannica, artefice e acquirente di gran parte di quella che è ora la collezione reale, una delle più ricche di tesori al mondo. Conscio di questa sua missione, ha cercato in tutti i modi di riportare in patria almeno parte della collezione ammassata da Carlo I e poi dispersa durante la guerra civile inglese.

Lo status di principe di Galles gli ha impedito molte cose – in quanto erede al trono, con sua grande frustrazione, non gli era consentito viaggiare all'estero o combattere in guerra. Ha saputo però cogliere le grandi opportunità che l'epoca travagliata nella quale ha vissuto offrivano a un conoscitore d'arte dotato di fondi quasi illimitati.

La Rivoluzione francese aveva portato a una grande dispersione di opere d'arte vendute, rubate o trafugate a famiglie aristocratiche cadute in disgrazia. Era stata una benedizione per le case d'aste parigine che nei decenni successivi avevano venduto capolavori di ogni genere a prezzi scontati.

Giorgio IV inviò a Parigi emissari e amici collezionisti come Sir Harry Featherstonehaugh a comprargli mobili, oggetti e quadri. Riempì i suoi palazzi di mobili rococo, specchi dorati e porcellane di Sèvres.
Non potendo viaggiare in Europa come gli aristocratici dell'epoca optò per un Grand Tour virtuale, accumulando stampe di Roma antica, modelli in marmo e bronzo degli archi di Settimio Severo e Costantino e i piani architettonici originali di Versailles.

Amava anche i pittori fiamminghi. Nel 1811, nel bel mezzo delle guerre napoleoniche, Giorgio IV spese la cifra enorme di 5mila guinee per il grande quadro di Rembrandt “Jan Rijcksen e sua moglie Griet Jans” e poi continuò la collezione con dipinti di David Teniers, Adriaen van Ostade e Jan Steen.

Lo sguardo da intenditore di Giorgio IV non andava solo verso la Francia o i maestri del passato: il principe reggente fu anche un grande mecenate e committente per gli artisti inglesi dell'epoca come Reynolds e Gainsborough.
La sala più grande della mostra riunisce gli splendidi ritratti che commissionò a Thomas Lawrence per commemorare la coalizione di potenti che aveva sconfitto Napoleone. I quadri, solitamente conservati nella Waterloo Chamber al castello di Windsor, ricordano il ruolo svolto da personaggi illustri come Papa Pio VII, il Cardinale Consalvi suo inviato del Papa, Carlo arciduca d'Austria, il principe Metternich e il conte Capo D'Istria.

Giorgio IV amava la letteratura oltre che l'architettura e le belle arti. In mostra, tra altri libri, la sua copia di Emma di Jane Austen, una delle sue autrici preferite, con dedica della scrittrice. Il suo editore dovette insistere per convincere la Austen a firmare la dedica, perché lei, come scrisse, detestava Giorgio IV per il suo libertinaggio e il modo in cui aveva pubblicamente umiliato la moglie.

Con la moglie Carolina di Brunswick era stato odio reciproco a prima vista. Si sono detestati fino alla morte di lei, che Giorgio ha ripetutamente e platealmente tradito. In mostra c'è anche il ritratto di Maria Fitzherbert, la sua amante più amata e moglie morganatica, che Giorgio chiamava “la regina del mio cuore”. Una nota di sentimento in una vita dedicata al piacere ma anche alla bellezza, in una mostra che riscopre Giorgio IV grande patrono delle arti.

George IV: Art & Spectacle
Fino al 3 maggio 2020, Queen's Gallery, Buckingham Palace, Londra

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