l’anniversario

Giornata della memoria, Mattarella: debellare virus odio e razzismo

«Ricordare e condividere resta sempre il miglior antidoto alla recrudescenza dell'antisemitismo e, più in generale, alla barbarie della discriminazione». È invece il messaggio del premier Giuseppe Conte

di Andrea Gagliardi


Giornata della Memoria: allarme per il ritorno dell’antisemitismo

3' di lettura

Duecento sopravvissuti e 50 delegazioni da altrettanti Stati si trovano oggi ad Auschwitz, per commemorare i 75 anni dalla liberazione dell'ex campo di concentramento, luogo che più di qualsiasi altro simboleggia i
crimini dei nazisti di Adolf Hitler e gli orrori dell'Olocausto, che costò la vita a sei milioni di ebrei. Fra gli ospiti annunciati al memoriale, il presidente israeliano Reuven Rivlin e il presidente tedesco Frank-Walter
Steinmeier, il re spagnolo Filippo VI e il re dei Paesi Bassi Willem Alexander, mentre per l’Italia è attesa la viceministra degli Esteri Marina Sereni. Nell’elenco delle delegazioni ci sono anche il ministro delle finanze Usa Steven Mnuchin, il premier francese Edouard Philippe e la duchessa Camilla per la Gran Bretagna. La Russia sarà rappresentata dall'ambasciatore. Il presidente polacco Andrzej Duda terrà un discorso.

Mattarella: bisogna debellare virus odio e razzismo
«Per fare davvero i conti con la Shoah non dobbiamo rivolgere lo sguardo soltanto al passato. Perchè il virus della discriminazione, dell’odio, della sopraffazione, del razzismo non è confinato in una isolata dimensione storica, ma attiene strettamente ai comportamenti
dell’uomo. E debellarlo riguarda il destino stesso del genere
umano». Lo ha detto nel “Giorno della memoria” il presidente Sergio Mattarella, che ha aggiunto: «La Shoah per il suo carattere unico
e terribile trascende la dimensione storica del suo tempo e diventa monito perenne e lezione universale».

Non solo. «In Italia, sotto il regime fascista, la persecuzione di cittadini italiani ebrei non fu, come a qualcuno ancora piace pensare, all'acqua di rose. Fu feroce e spietata». Tra «il carnefice e la vittima non può esserci mai una memoria condivisa» e se «il perdono esiste e concerne la singola persona offesa, non può essere inteso come un colpo di spugna sul passato». Quanto alla scritta “Juden hier” (qui abitano degli ebrei) sulla porta dell'abitazione di Aldo Rolfi, figlio di una donna sopravvissuta ai campi di sterminio, Lidia Beccaria Rolfi, è «ignobile» e dimostra come «purtroppo l'antisemitismo non sia scomparso».

Conte: ricordare antidoto a barbarie
«Il 27 gennaio viene celebrata la liberazione del campo di sterminio di Auschwitz e con essa il Giorno della Memoria, che quest’anno giunge al suo ventesimo anno. Sembra lontano il 1945, l’anno della disfatta dei nazisti. Tuttavia il ricordo di determinati fatti storici è fondamentale
perché niente del genere accada più. Ricordare e condividere resta sempre il miglior antidoto alla recrudescenza dell'antisemitismo e, più in generale, alla barbarie della discriminazione». È invece questo il messaggio del premier Giuseppe Conte in un messaggio in occasione della giornata della Memoria.

Papa: non diventiamo indifferenti
«Se perdiamo la memoria, annientiamo il futuro. L’anniversario dell’Olocausto, l’indicibile crudeltà che l’umanità scoprì 75 anni fa, sia un richiamo a fermarci, a stare in silenzio e fare memoria. Ci serve, per non diventare indifferenti» ha scritto su twitter Papa Francesco.

Segre: molto preoccupata per populismi
«Con grande preoccupazione seguo, da anni, questo riaffacciarsi di
sentimenti odiosi che sono il contrario dell'accoglienza, che sono il contrario della fraternità. Sì, devo dire che sono molto preoccupata di questa onda, che non è anomala ma è il risultato della crisi economica, ma anche il risultato di insegnamenti molto sbagliati, di sovranismi e populismi» è il messaggio della senatrice a vita Liliana Segre a Vatican News che ha aggiunto: «I ragazzi imparino a non ascoltare quello che grida più forte».

Per approfondire

«La pietra nera del Ricordo». I primi 20 anni della Giornata della Memoria
Antisemitismo di nuovo in crescita in tutto l'Occidente (Italia compresa)

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