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Giornata mondiale del caffè tra patrimonio Unesco, business e sostenibilità

Numerose iniziative a sostegno della candidatura Unesco per una filiera da 5 miliardi. Illycaffè con #cupsidedown promuove l’economia circolare e Starbucks apre a Verona il ventesimo store in Italia.

di Emiliano Sgambato

5' di lettura

Il primo di ottobre è la Giornata internazionale del caffè, bevanda identitaria per gli italiani (e non solo) che trovano nell’espresso in tazza piccola un motivo di orgoglio che annovera cultori in ogni parte del mondo. La filiera del caffè espresso vale almeno 5 miliardi di euro considerando che “solo” le aziende di torrefazione, gli importatori di caffè verde e gli operatori della logistica aderenti al Comitato italiano del Caffè di Unione Italiana Food generano un fatturato di 3,3 miliardi. Gli addetti al settore sono circa 10mila a e 800 le torrefazioni.
Il settore naturalmente non sfugge alla morsa della crisi energetica e dell’aumento dei costi della materia prima (i preziosi chicchi in questo caso), ma può contare su un consumo di 30 milioni di tazzine al giorno tra bar, ristoranti e locali pubblici.

La candidatura Unesco

Gli amanti del caffè potranno essere protagonisti della Giornata internazionale attraverso iniziative volte a sostenere la candidatura italiana a Patrimonio Unesco e promosse dalla Rete delle Comunità del Rito del Caffè a Torino, Milano, Venezia, Trieste, Bologna, Roma, Napoli, Lecce, Pescara, Palermo, Modica. Tra queste ad esempio a Venezia sono previste visite gratuite al caffè Florian; a Bologna percorsi conoscitivi, esperienziali e sensoriali del caffè con la partecipazione dell’attore Marco Magnani; a Palermo verrà illustrata la storia del caffè dalle origini ad oggi in un tour multisensoriale scoprendo le diverse sfumature di gusto presso la Fabbrica museale Morettino.

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E ancora, tra gli indirizzi-cult il Gran Caffè Gambrinus di Napoli, con la partecipazione di Giuseppe Ambrosio, direttore generale del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali. Tra i partecipanti all’iniziativa a Roma non poteva mancare Giolitti. A Milano è in programma l’Espresso experience al Faema Flagship del Gruppo Cimbali: un laboratorio per imparare a degustare l'espresso attraverso l’assaggio, esaminando gli aspetti visivi, olfattivi, gustativi e tattili, insieme ai coffee specialist di Mumac Academy

«Il nostro Paese – sottolinea Alessandro Cavo, presidente dell’associazione Gli Storici di Fipe-Confcommercio – è nato, si è unito e consolidato anche all’interno dei caffè che da sempre popolano le nostre città e i nostri borghi. Nei bar più prestigiosi si è fatta la storia e spesso si è fatta sorseggiando un espresso, al banco o al tavolo. Una ritualità che intendiamo non solo preservare ma valorizzare sempre di più, perché rappresenta un tratto distintivo dell'italianità e del nostro modo di vivere».

Chi resta a casa, magari davanti alla propria moka, potrà invece sottoscrivere online, attraverso il sito www.ritodelcaffe.it, il sostegno della rinnovata candidatura che sarà formalizzata l’anno prossimo, così da rendere la ritualità del caffè espresso italiano, con il suo bagaglio di significati immateriali, e la Carta dei Valori.

Illy, Nespresso e la sostenibilità

Il caffè è la seconda merce più scambiata al mondo e ha un impatto su economia e ambiente. Ecco perché bere un caffè non può più essere solo una scelta di gusto «ma deve diventare un gesto responsabile verso il Pianeta». Parte da questo presupposto la campagna di comunicazione #cupsidedown di illy che in occasione del coffee day vuole «sensibilizzare le persone sull’importanza dell’economia circolare come sistema alternativo al tradizionale modello di economia lineare». Con #cupsidedown, illycaffè sottolinea «l’esigenza di questo cambio di prospettiva e lo fa proponendo una tazzina rovesciata, una illy Art Collection progettata in collaborazione con l’artista Matteo Attruia».

«La tazzina rovesciata è stata pensata per proporre un cambio di prospettiva, un modo diverso di vivere e osservare la nostra quotidianità, partendo da un gesto naturale come quello di bere un caffè illy, che non deve venire apprezzato solo per il suo gusto, ma anche per il valore che genera per le persone e per il Pianeta – spiega Cristina Scocchia, ad di illycaffè – per amplificare l’impatto positivo è necessario stimolare un nuovo modo di pensare all’uso delle risorse che favorisca il passaggio da un modello economico lineare a uno circolare. Collaborando tutti insieme, con senso di responsabilità, possiamo guidare la transazione verso un futuro sostenibile». Illy intanto cresce del 34% negli Usa, e punta su nuovi mercati come Emirati e Asia.

Anche Nespresso evidenzia il rischio che il cambiamento climatico pone sulla produzione globale di caffè e racconta le azioni messe in atto per proteggerla con una nuova campagna e un programma globale di agricoltura rigenerativa. La nuova campagna, “The Empty Cup”, vede protagonista il brand ambassador George Clooney con in mano una tazza di caffè vuota, a simboleggiare il rischio che corrono numerosi coltivatori e coltivatrici di caffè in tutto il mondo, di cui oltre 140mila collaborano con Nespresso in 18 Paesi del mondo. Attualmente, infatti, il 60% delle specie di caffè selvatico è in pericolo e il 50% dei terreni che vengono utilizzati oggi potrebbe diventare non più coltivabile entro il 2050. La qualità pregiata Arabica risulta, ad esempio, particolarmente vulnerabile agli shock atmosferici.

Starbucks cresce, Caffitaly con Caffè Borbone

Ma l’Italia è diventata recentemente anche terreno di conquista di catene internazionali. Starbucks ha aperto in questi giorni a Verona il suo ventesimo store (in Cina invece è arrivato a quota 6mila) attraverso il licenziatario Percassi. Verona è una delle tre città italiane, oltre a Milano e Roma, in cui Howard Schultz, fondatore e amministratore delegato ad interim di Starbucks, ha conosciuto per la prima volta la cultura italiana del caffè nel 1983. E la sua intuizione di portare la tradizione delle caffetterie italiane negli Stati Uniti ha contribuito all’espansione mondiale del suo business nel caffè.

Intanto il comparto italiano tra torrefattori e locali storici non resta fermo sugli allori: Caffitaly, con proprio sistema brevettato che combina la tecnologia di macchina e capsule, e Caffè Borbone, brand dell’espresso napoletano e tra i principali produttori specializzati in caffè porzionato, siglano una partnership che da ottobre, mira a «offrire il miglior caffè monodose del mercato».

In Liguria Pacorini Silocaf, leader nella logistica e della lavorazione del caffè verde, ha inaugurato nell’area retroportuale di Vado Ligure (Savona) il più grande silos al mondo per dimensioni, tipologia di lavorazione, capacità di stoccaggio e tecnologia, dedicato al caffè verde, frutto di un investimento di 20 milioni di euro.

Fa male o non fa male?

Tempo libero, pause di lavoro, digestivo a fine pasto, sono tante le valenze del benessere legate al caffè. Studi scientifici hanno pareri alterni ma anche i cardiologi sdoganano la tazzurella. «L’alimentazione amica del cuore vuole pasta, peperoncino, cioccolato fondente e caffè – spiegano Leonardo Calò, direttore Uoc di Cardiologia del Policlinico Casilino e presidente, insieme al Fiorenzo Gaita dell’Università degli Studi di Torino, della nona edizione del congresso Place –. No, dunque, alla demonizzazione del caffè (fino a tre al giorno) e della cioccolata (anche 30/40 grammi al giorno purché fondente all’80/85%), che hanno ottimi effetti antiossidanti sull’apparato cardiovascolare».

Uno studio australiano coordinato dal Baker Heart and Diabetes Research Institute di Melbourne e pubblicato sull’European Journal of Preventive Cardiology’ ha analizzato i dati di 449.563 partecipanti, età media 58 anni, per circa 12 anni e mezzo. Il risultato è sorprendente (fino al prossimo di segno contrario?): il consumo di caffè macinato e istantaneo (1-5 tazze al giorno) è risultato associato a una significativa riduzione dell’aritmia, beneficio non ottenuto dal decaffeinato. Tutti i vari tipi di caffè erano associati a una riduzione di malattie cardiovascolari, con un rischio più basso con 2-3 tazze al giorno rispetto ai non bevitori. La mortalità per tutte le cause è risultata significativamente più bassa con un consumo di 2-3 tazze al giorno, senza differenze fra decaffeinato, macinato o istantaneo. «L’assunzione di caffè da lieve a moderata non deve essere scoraggiata, ma piuttosto considerata parte di uno stile di vita sano», sottolineano i ricercatori.

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