istituita dall’unesco nel 1994

Giornata mondiale degli insegnanti, in Italia oltre 800mila posti in cattedra

Dai prof agli studenti, il Miur pubblica tutti i numeri dell’anno scolastico 2019/2020. Anche Google celebra la ricorrenza istituita dall’Unesco con un doodle

di Al.Tr.


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Il doodle di Google per la Giornata mondiale degli insegnanti

2' di lettura

Si celebra il 5 ottobre la Giornata mondiale degli insegnanti, la ricorrenza istituita nel 1994 dall’Unesco con la firma della Raccomandazione del 1966 sullo status di docente , che definì diritti e doveri di chi insegna e la necessità di una formazione permanente della categoria. Secondo i dati pubblicati dal Miur, per l’anno scolastico 2019/2020 sono oltre 835mila i posti per il personale docente per un totale di oltre 8 milioni di studenti. Anche se l’avvio delle lezioni appare minacciato dal caos nomine. Nel mondo sono 47 milioni di insegnanti per 527 milioni di alunni e anche Google celebra la loro “festa” con un doodle dedicato.

APPROFONDIMENTO: Tutti i numeri del Miur per il 2019/2020

I numeri del nuovo anno scolastico
Gli insegnanti che saliranno in cattedra per l’anno scolastico appena iniziato sono 835.489, dice il Miur, di cui 150.609 per il sostegno. Tra i bravi troveranno oltre otto milioni di studenti: 7.599.259 nella scuola statale e circa 870mila nelle paritarie. Per le statali, la regione con il maggior numero di iscritti è la Lombardia (1.183.493 studenti), mentre il Molise, con 37.170 alunni, quella con il numero minore. Gli istituti statali sono 8.094, a cui si aggiungono - precisa il ministero - i 129 Centri provinciali per l'istruzione degli adulti, per un totale di 8.223.

Per i prof condizioni di lavoro molto diverse da paese a paese
L’obiettivo dell’Unesco è quello di «valorizzare la professione» dei docenti, spiega l’organizzazione, «incoraggiare il loro lavoro e sensibilizzare l’opinione pubblica ai loro meriti e al loro contributo al progresso della società». Alla Giornata mondiale hanno aderito un centinaio di Stati con una serie di manifestazioni, nate anche per fare luce sulle condizioni di lavoro dei prof, che possono essere radicalmente differenti da un paese all’altro. Se nei paesi del “terzo mondo”, per esempio, gli alunni possono essere anche una novantina per classe - è il caso della Repubblica centrafricana - nei paesi industrializzati ci sono anche classi di 14 alunni, come in Israele, in Finlandia o in Lussemburgo.

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