ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùI segni del disagio

Giornata nazionale per la promozione del neurosviluppo, raddoppiati i minori con disturbi mentali

Dalla pandemia ulteriormente penalizzati i più vulnerabili. La società medica: «Occorrono risorse e risposte di sistema»

di Nicola Barone

(Ikon Image / AGF)

3' di lettura

All’incirica due milioni di bambini e ragazzi con meno di 17 anni in Italia soffrono di disturbi neuropsichici dell’età evolutiva. Un numero, quello dei più piccoli seguiti nei servizi di assistenza, raddoppiato in meno di dieci anni. E con la pandemia la situazione è ulteriormente peggiorata, come si evince con chiarezza dai rapporti internazionali. La Società italiana di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza (Sinpia), in occasione dei 50 anni dalla sua fondazione, ha lanciato per l’11 maggio la Giornata nazionale per la promozione del neurosviluppo. A rappresentare il rilievo del tema l’Istituto superiore di sanità colora oggi dell’arcobaleno, con la luce, la sua facciata.

Gli aspetti del disagio più segnalati

Stress, ripiegamento e depressione, irritabilità, difficoltà a concentrarsi, senso di solitudine e di impotenza, disturbi del sonno. «La prevalenza raddoppiata dei disturbi neuropsichici è certamente espressione di un trend già presente nei dieci anni precedenti, la pandemia ha però mostrato come una diminuzione delle attenzioni collettive ai bisogni neuropsichici di bambini e adolescenti possa avere conseguenze drammatiche sulla loro salute mentale e sul loro sviluppo complessivo, in particolare per coloro che già presentavano vulnerabilità», fa notare Antonella Costantino, past-president della Sinpia e direttore dell’Unità operativa di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza all’Ospedale Maggiore Policlinico di Milano. L’incidenza è in costante aumento e preoccupa chi è in prima linea. «I problemi conseguenti ai disturbi neuropsichici dell’età evolutiva sono ormai drammatici e tragicamente trascurati», aggiunge la presidente Sinpia Elisa Fazzi, direttore dell’Unità operativa di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza all’Asst Spedali Civili e Università di Brescia. «Occorrono risorse e risposte di sistema, integrate e coordinate tra educativo, sociale e sanitario, nell’ambito di un cambiamento culturale profondo».

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Le “ferite invisibili”

Una buona salute mentale è parte integrante della salute e del benessere umano e non è semplicemente assenza di malattia o infermità. «I dati presentati in questa giornata si riferiscono alla parte più evidente del disagio psichico ma non dobbiamo trascurare il fatto che pandemia, lockdown e guerra alle porte d’Europa possono ugualmente produrre ferite invisibili per l’animo umano e, in modo particolare, per quello dei bambini», sottolinea Emanuele Caroppo, psichiatra e psicoanalista Spi, membro del WHO Technical Advisory Group su Covid-19 e salute mentale. «Ferite che potranno poi esitare in vere e proprie forme di disagio andando ad aumentare i numeri di disturbi conclamati». L’Iss in collaborazione con le Regioni, sta portando avanti lo sviluppo e il potenziamento della sorveglianza attiva della popolazione generale e a rischio per la diagnosi e intervento precoce dei disturbi del neurosviluppo su tutto il territorio nazionale.

Focus sulle disuguaglianze

Va poi considerato il fatto che i fattori di rischio per la maggior parte dei disturbi mentali sono associati alle ineguaglianze sociali. «Maggiore sarà la disuguaglianza, più alta e ineguale sarà l'esposizione al rischio. I dati, oltre a evidenziare forse una migliore capacità e attenzione nel cogliere più precocemente i disturbi, mettono in luce il forte bisogno di rafforzare i servizi di salute mentale italiani che per i più piccoli spesso sono ancora insufficienti (per numero e risorse allocate) per rispondere all’aumento della domanda di cura», dice ancora Caroppo. «Per tutelare e implementare la salute mentale dei bambini occorre mettere in atto politiche e azioni trasversali (piano individuale, familiare, comunitario e strutturale) mirate al miglioramento delle condizioni nelle quali gli i bambini nascono, crescono, vivono, lavorano e, infine, invecchiano attraverso l'attuazione di un “universalismo proporzionato” in cui le politiche e le strategie siano universali e proporzionate ai bisogni e al livello di svantaggio».

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