Si celebra il 17 novembre

Giornata dei prematuri, Speranza: «Investire nella ricerca»

Ogni anno nascono nel mondo circa 15 milioni di neonati prima della 37a settimana di gestazione, in Italia oltre 30mila

di N.Co.

Negli Usa record di sopravvivenza per il neonato piu' prematuro al mondo

3' di lettura

«Ogni giorno nel mondo un neonato su dieci nasce prima del termine. Oggi, grazie alla ricerca, gran parte di loro cresce senza conseguenze nello sviluppo. Il nostro Servizio Sanitario Nazionale offre cure e attenzioni a tutti i bambini prematuri. Dobbiamo stare accanto ai loro genitori e continuare a investire nella ricerca». Lo ha scritto su Facebook il ministro della Salute Roberto Speranza, in occasione della Giornata mondiale della prematurità che si celebra il 17 novembre.

Trentamila bambini prematiri l’anno

Ogni anno nascono nel mondo circa 15 milioni di neonati prematuri, cioè prima della 37a settimana di gestazione, in Italia oltre 30mila, il 6,9% delle nascite, tasso che con la pandemia è aumentato all'11,2% nei parti da donne con infezione da Sars-Cov-2 (Registro Covid Sin).La nascita prematura, segnala la Società italiana di neonatologia, comporta preoccupazioni e ansie nei genitori, che si trovano davanti ad un evento di cui, spesso, conoscono poco. Ma l'Italia è tra i Paesi con il più basso tasso di mortalità al mondo di neonati molto prematuri, cioè di peso inferiore a 1500 grammi.

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Sulle nascite pretermine incide anche povertà e mancanza di servizi

«Le cause della mortalità di questi neonati prematuri non può ricercarsi solo nella rete dei punti nascita», ha sottolineato il presidente della Società italiana di neonatologia (Sin) Luigi Orfeo. «Sono tanti e diversi i fattori che influiscono sull'esito di una nascita pretermine come l'incidenza della povertà, l'accessibilità alle cure ed alla prevenzione, la mancanza di servizi ed infrastrutture nelle zone disagiate, percorsi di accompagnamento alla gravidanza poco diffusi, ecc. Noi neonatologi facciamo del nostro meglio per migliorare la rete dei punti nascita italiani e ci stiamo impegnando per garantire l'accesso dei genitori senza limitazioni di orari, nelle Tin, le Terapie intensive neonatali dove i bambini nati pretermine vengono trasferiti e dove possono restare anche per mesi; per continuare a promuovere l'importanza dell'allattamento al seno e della donazione del latte materno, attraverso le Banche del latte umano donato e per il riconoscimento dei Servizi di follow-up neonatale».

Per i prematuri latte materno fondamentale

«La nutrizione con latte materno e l’allattamento al seno rivestono un ruolo speciale per i bambini nati prematuramente», ha sottolineato il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, in occasione della Giornata mondiale della prematurità. «Questi bambini - ha ricordato Costa - hanno spesso bisogno di cure speciali e talora intensive per un certo periodo di tempo dalla nascita, da pochi giorni fino nei casi gravi ad alcuni mesi. Oltre alla necessaria assistenza medica e infermieristica, che enormi passi ha fatto negli ultimi 30 anni - sottolinea il sottosegretario - la nutrizione riveste un'importanza particolare per ridurre le complicanze connesse alla prematurità e in generale per migliorare lo sviluppo neuro-cognitivo di questi bambini».

La banca del latte umano donato per neonati pretermine

La Banca del latte umano domani per neonati pretermine rappresenta un gesto di amore e solidarietà tra donne, a beneficio dei loro piccoli. Il progetto della Banca del latte umano donato, l'acronimo è Blud, al Policlinico Gemelli potrebbe vedere la luce già il prossimo anno. «Il concetto di banca del latte donato - spiega Giovanni Vento, direttore della Uoc di neonatologia, Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs e professore associato di Pediatria, Università Cattolica del Sacro Cuore, campus di Roma - è che il latte donato da una madre, può essere raccolto in una speciale ‘banca', per essere poi somministrato on demand al figlio di un'altra donna». Vento spiega che l’obiettivo della banca del latte umano donato «sarà quello di offrire la miglior cura possibile ai piccoli nati pretermine al Gemelli. Il nostro progetto prevede una Blud che ci renda autosufficienti, permettendoci di far fronte alla grande richiesta di latte materno, derivante dall'alto numero di neonati prematuri che nascono al Gemelli. Ma per farlo serve l'aiuto di tutti; è importante sensibilizzare alla cultura del dono e far capire l'importanza della donazione per questi piccoli pazienti».

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