iniziative per non dimenticare

Giorno della Memoria, Mattarella: «Ricordare è un dovere di civiltà. Auschwitz fu una spaventosa macchina di morte». Papa: «Non accada più»

Ricordare, ha detto Francesco, «è segno di civiltà, ricordare è condizione per un futuro migliore di pace e di fraternità, ricordare è anche stare attenti perché queste cose possono succedere un'altra volta»

di Nicoletta Cottone

Giornata Memoria, testimonianze Shoah al Quirinale con Mattarella

4' di lettura

«Ricordare è una espressione di umanità, ricordare è segno di civiltà, ricordare è condizione per un futuro migliore di pace e di fraternità, ricordare è anche stare attenti perché queste cose possono succedere un'altra volta, incominciando dalle proposte ideologiche che vogliono salvare un popolo e finendo a distruggere un popolo e l'umanità. State attenti a come è incominciata questa strada di morte, di sterminio, di brutalità». All’udienza generale del mercoledì Papa Francesco ha parlato del Giorno della Memoria per commemorare le vittime della Shoah. In tutta Italia iniziative in occasione del Giorno della Memoria: per non dimenticare. Per impedire che si ripeta. Al Quirinale, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la celebrazione del “Giorno della Memoria”. Tra il 1933 e il 1945 furono circa 17 milioni le vittime dell’Olocausto. Donne, uomini, bambini, anziani, tra cui 6 milioni di ebrei. Un milione solo nel complesso di Auschwitz (inclusi Birkenau e Monowitz).

Lab24 - Lo speciale del Sole 24 Ore dedicato al Giorno della Memoria

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Mattarella: ricordare è dovere di civiltà

Auschwitz rappresenta «un tragico paradosso: si tratta della costruzione più disumana mai concepita dall'uomo, uomini contro l'umanità: una spaventosa fabbrica di morte», ha detto il presidente Sergio Mattarella nel “Giorno della Memoria” al Quirinale. «Ci accostiamo al tema della memoria con commozione e turbamento, con dubbi e interrogativi irrisolti», ha sottolineao il capo dello Stato, perchè l'olocausto rappresenta un paradosso, «uomini contro l'umanità». Ricordare «esprime un dovere di civiltà», ha sottolineato il presidente della Repubblica. Mattarella ha detto che «le parole, specialmente se sono di odio, non restano a lungo senza conseguenze». E ha ricordato come «nei salotti di tante parti d'Europa, a cavallo tra '800 e '900, si conversava con inaccettabile civetteria di gerarchia razziale e di superiorità ariana, forse nessuno avrebbe pensato che si sarebbe poi arrivati un giorno a quella che fu crudelmente chiamata la 'soluzione finale', ai campi di sterminio, ai forni crematori». La memoria «che oggi celebriamo al Quirinale e in tante altre parti del mondo - ha detto Mattarella - non è guardare una fotografia che sbiadisce con il trascorrere del tempo, ma è un sentimento civile, energico e impegnativo, una passione autentica per tutto quello che concerne la pace, la fratellanza, l'amicizia tra i popoli, il diritto, il dialogo, l'eguaglianza, la libertà, la democrazia».

Di Segni: serve Piano contro antisemitismo

Serve un «Piano strategico di combattere l'antisemitismo che oggi tinge di nero nostalgico le verdi foglie», ha detto Noemi di Segni, presidente dell'Unione delle comunità ebraiche, rivolta al presidente Mattarella, alla cerimonia al Quirinale, in occasione del Giorno della Memoria. «C'è un tempo per piantare e sradicare quello che si è piantato», ha concluso Di Segni.

Sassoli, serve impegno contro negazionismi

«La Giornata della Memoria non è soltanto una ricorrenza ma è soprattutto un invito all'impegno, alla vigilanza e alla responsabilità», ha detto il presidente del Parlamento europeo David Sassoli, in occasione delle celebrazioni per la Giornata della Memoria. «Per impedire negazionismi e amnesie, dobbiamo sentire tutti l'impegno per una lucida e vigile coscienza storica, capace non solo di rendere testimonianza ma anche di capire, prevenire e intervenire ogni qualvolta si diffondono i semi del male assoluto», ha sottolineato Sassoli. E, citando Primo Levi, ha aggiunto: «Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario».

Gentiloni: libertà e umanità non sono negoziabili

«Noi che ascoltiamo commossi le testimonianze dei sopravvissuti abbiamo il dovere di ricordare sempre che libertà e umanità non sono negoziabili», ha scritto in un tweet in occasione della Giornata della memoria Paolo Gentiloni, commissario europeo all’ecnomia.

A Pisa laurea in scienze pace a Liliana Segre

L’Università di Pisa ha deciso di conferire la laurea honoris causa in scienze della pace alla senatrice a vita Liliana Segre. L'annuncio dell'Ateneo in occasione del Giorno della memoria. La cerimonia per il conferimento si terrà il 2 febbraio parzialmente in presenza, nell'auditorium del Polo San Rossore 1938, e online: Liliana Segre terrà la sua lectio magistralis in collegamento a distanza.

Sant’Egidio: rispondere all’antisemitismo con cultura e conoscenza

Rispondere all’antisemitismo e al linguaggio dell’odio con la cultura e la conoscenza.
Lo afferma la Comunità di Sant'Egidio, in occasione della Giornata della Memoria. «L'antisemitismo è ancora “una nuvola nera sull'Europa”, come ha affermato la scrittrice Edith Bruck, sopravvissuta ai lager nazisti. E continuare a riflettere sulla storia dell’antisemitismo e del razzismo aiuta ad affrontare con consapevolezza le sfide di un mondo che cambia, con uno sguardo capace di immaginare un domani diverso, mettendo al centro le aspirazioni e la dignità dell'unica, grande famiglia umana».

Guerini, indifferenza più colpevole violenza

«L'indifferenza è più colpevole della violenza stessa», ha scritto il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, in occasione della Giornata della Memoria.

Puglisi: l’Italia non è immune dal negazionismo

«Il 27 gennaio 1945 i soldati dell’Armata Rossa entravano ad Auschwitz e il mondo scopriva l’abominio dell'Olocausto. A distanza di 76 anni è preoccupante che in tutto il mondo aumenti il numero di coloro che definiamo negazionisti. Anche il nostro Paese, dove nel 1938 furono emanate le odiose leggi razziali, non è immune dal negazionismo: in circa 15 anni la percentuale di chi nega la persecuzione degli ebrei è passata dal 2,7% al 15,6% (ricerca Eurispes, ottobre 2020)», ha scritto la sottosegretaria al ministero del Lavoro Francesca Puglisi, in un post su Facebook nel Giorno della memoria. «Non solo non dobbiamo dimenticare - ha proseguito -, ma dobbiamo lavorare e impegnarci affinché la memoria serva a costruire un presente migliore e oggi, nella Giornata della memoria, trovo illuminanti queste parole di Liliana Segre, che l'orrore dei campi di sterminio l'ha vissuto sulla propria pelle: 'Ho la paura della perdita della democrazia, perché io so cos'è la non democrazia. La democrazia si perde pian piano, nell’indifferenza generale, perché fa comodo non schierarsi'».

Crimi, mai dimenticare l'orrore

«Non possiamo dimenticare l'orrore, né permettere l'oblio. Ogni giorno deve essere una #GiornataDellaMemoria. Ogni giorno dobbiamo coltivarne e preservarne il ricordo, per onorare tutte le vittime dell'Olocausto e per costruire un mondo più consapevole, di pace e di rispetto», ha scritto in un tweet il capo politico del M5s Vito Crimi.

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