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Giovani atleti, l’importanza delle polizze per assicurare il «capitale umano»

di Marcello Frisone


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6' di lettura

La più grande ricchezza di un giovane atleta è rappresentata non tanto dai lauti stipendi e bonus (con i quali è magari riuscito ad acquistare alcuni immobili), ma dall’integrità del suo “capitale umano”, cioè dalla sua capacità di continuare a creare reddito per un periodo di tempo che di solito non dura più di 10 anni (anche se in alcuni sport come il calcio per esempio è di solito di 15 anni). Ecco perché è importante che questo “capitale umano” venga assicurato al meglio per tutto il periodo effettivo di attività, cioè con polizze che mettano al riparo in caso si dovessero subire infortuni, malattie fino ad arrivare (facendo i debiti scongiuri) al caso di morte. Le oltre 40 federazioni italiane sono obbligate dalla legge a far stipulare polizze ai propri atleti, con la facoltà dello sportivo di aggiungerne eventualmente una “integrativa” per tutelare al meglio, appunto, il proprio “capitale umano”.

La distinzione tra federazioni professioniste e dilettantistiche

Complice anche la crisi finanziaria dell’ultimo decennio, la penuria di sponsor ha ridotto da 6 a 4 il numero delle federazioni sportive che riconoscono il professionismo nel nostro Paese: Figc (calcio), Fci (ciclismo), Fig (golf) e Fip (pallacanestro). Questo significa che gli atleti appartenenti a tutte le altre federazioni sono da ritenersi giuridicamente dilettanti anche se sono dei campioni riconosciuti. La distinzione tra professionisti e dilettanti è importante per quanto concerne la disciplina assicurativa. Infatti, per effetto della modifica intervenuta con la legge Finanziaria 2004, l'obbligo per le società sportive professionistiche di stipulare una polizza assicurativa individuale a favore degli sportivi professionisti loro dipendenti contro il rischio morte e infortuni, viene meno qualora le stesse abbiano adempiuto all' obbligo assicurativo presso l'Inail .

L'obbligo esiste invece per le federazioni dilettantistiche, il cui premio è a carico dei soggetti assicurati, cioè degli sportivi dilettanti tesserati in qualità di atleti, dirigenti e tecnici. Le polizze obbligatorie devono assicurare agli atleti una copertura almeno pari a 80.000 euro per invalidità permanente e morte a causa di infortunio, con la facoltà di prevedere anche una copertura da responsabilità civile ( Dpcm del 3 novembre 2010 ). Vediamo nel dettaglio due convenzioni: una obbligatoria dilettantistica (come quella della Fin, Federazione italiana nuoto) e una facoltativa professionistica (come quella dell'Associazione italiana calciatori).

La convenzione Fin
Prendendo per esempio la convenzione assicurativa infortuni obbligatoria

stipulata dalla Fin , questa vale per gli infortuni che l'atleta subisce nello svolgimento dell'attività sportiva oppure dei trasferimenti.

Sono esclusi dall'assicurazione gli infortuni causati:
-dalla guida di qualsiasi veicolo o natante a motore;
-dall'uso, anche come passeggero, di deltaplani, ultraleggeri, parapendio;
-da ubriachezza, da abuso di psicofarmaci, dall'uso di stupefacenti e allucinogeni;
- da infarto.

Se l'infortunio ha come conseguenza la morte del nuotatore, viene corrisposta la somma assicurata ai beneficiari designati oppure agli eredi. In caso di invalidità permanente parziale l'indennizzo sarà erogato soltanto in caso di invalidità superiore al 3% e si calcola moltiplicando la somma assicurata alla percentuale di invalidità permanente da liquidare. Quest'ultima viene calcolata a sua volta sottraendo alla percentuale di invalidità permanente accertata, la franchigia del 3% e sommando la percentuale di supervalutazione che può arrivare fino a un massimo del 30%.

LA CONVENZIONE DELLA FEDERAZIONE ITALIANA NUOTO

Quindi. per esempio, se l'atleta è un nazionale e l'invalidità permanente accertata è pari al 31% l'indennizzo sarà pari all'invalidità permanente da liquidare pari al 48% (28% aumentato del 20% di supervalutazione) moltiplicato per l'ammontare assicurato pari a 400.000 euro, ossia 192.000 euro. Sono rimborsate anche le spese mediche, con il limite di 3.500 euro per anno e per persona (franchigia 250 euro per sinistro). È presente anche una copertura responsabilità civile verso terzi per danni involontariamente cagionati a terzi per morte, lesioni personali per danneggiamenti a cose. Nel caso specifico della polizza in convenzione della Fin, ma anche delle altre federazioni, sono previste coperture maggiorate per gli atleti nazionali.

Le altre federazioni, però, prevedono anche la possibilità per i loro tesserati di migliorare la copertura assicurativa di base offerta attraverso l’adesione volontaria a formule integrative con premi assolutamente vantaggiosi. Può succedere anche che sia la stessa società sportiva a pagare per l'atleta i premi.

LE CONVENZIONI DI ALCUNE FEDERAZIONI

La convenzione calciatori

Come detto in precedenza le società di calcio professionistiche - avendo già l'obbligo della copertura Inail - non sono obbligate per legge a sottoscrivere ulteriori polizze a favore dei propri calciatori. Tuttavia, gli accordi collettivi di categoria prevedono che le società stipulino a favore dei propri calciatori polizze integrative , rispetto alle coperture Inail. In questo modo viene garantita una tutela supplementare , esistendo comunque la possibilità per ciascun giocatore di stipulare polizze individuali a integrazione di quelle obbligatorie. A questo proposito la convenzione assicurativa infortuni proposta dall'Associazione italiana calciatori (Aic) è una polizza infortuni integrativa ad adesione volontaria individuale.

L'assicurazione è prestata per gli infortuni derivanti dall'attività professionale, per gli infortuni extra-professionali e per quelli derivanti da ogni altra attività lavorativa o imprenditoriale avente o meno carattere professionale. A eccezione di infortuni derivanti da guida di aeromobili o di mezzi subacquei, pratica di sport estremi, o sotto l'influenza di droghe alcool, sono compresi nella garanzia gli infortuni causati da:
- strappi e sforzi muscolari;
-ernie traumatiche;
- rotture sottocutanee e tendinee (di natura traumatica);
-distaccamento di retina;
-rottura del naso.
È prevista anche una copertura da danno estetico e una supervalutazione dell'invalidità permanente accertata. Questa polizza prevede anche una copertura di “fine carriera” contro il rischio di un infortunio o di una malattia che possa compromettere definitivamente la carriera agonistica.

Per l'invalidità permanente (che vuol dire la perdita totale o parziale della capacità lavorativa) il calciatore può scegliere tra 4 opzioni, ciascuna con diverse combinazioni franchigia/somma assicurata.

LA CONVENZIONE DELL’ASSOCIAZIONE ITALIANA CALCIATORI

A differenza delle altre polizze in convenzione delle altre federazioni (obbligatorie), la polizza Aic presenta coperture decisamente più ampie arrivando a importi superiori al milione di euro. Questo è dipeso dal fatto che il business del calcio riesce a generare enormi quantità di denaro rispetto agli altri sport e quindi parallelamente sono necessarie coperture maggiori.

Facciamo adesso un esempio pratico di come si calcola l'indennizzo complessivo

a fronte di un infortunio. Prendendo l'opzione A e applicando una supervalutazione del 50% (che viene applicata in caso di gravi o gravissime invalidità permanenti) se la somma assicurata è di 900.000 euro e l'invalidità permanente accertata è del 12%, l'invalidità riconosciuta sale al 18%. In questo caso in presenza quindi di una franchigia del 5% fino a 600.000 euro e del 7% per la parte eccedente occorrerà innanzitutto sottrarre all'invalidità riconosciuta la franchigia e poi moltiplicare per lo scaglione. Quindi 600.000 moltiplicato 13% e poi 300.000 per 11%. L'indennizzo complessivo è così pari a 111.000 euro.
I tassi di premio lordi (comprensivi dell'aliquota fiscale del 2,5%) aumentano al crescere dell'età dell'assicurato e al diminuire della franchigia ma diminuiscono via via sugli scaglioni di capitale crescenti. Partiamo in ogni caso da un minimo di 0,80% fino a un massimo di 1,80%. Per l'opzione B, quando l'età dell'assicurato è superiore a 33 anni, il tasso di premio lordo è da concordare con l'assicuratore.

Cosa conviene fare
«L'importanza di sottoscrivere polizze assicurative integrative individuali su base volontaria - spiega Vincenzo Cagnetta, analista e consulente finanziario indipendente di Studio Enca - vale ancora di più per i giovani atleti che essendo all'inizio della propria carriera sportiva hanno il bisogno di tutelarsi da quei rischi che la possano compromettere definitivamente. Queste polizze tutelano quindi lo sportivo dall'eventuale sopravvenuta incapacità di produrre reddito, completando per gli sportivi professionisti di diritto le coperture parziali fornite dall'Inail e per quelli di fatto le polizze previste dagli accordi collettivi.
Se l’atleta - continua l’analista - soprattutto giovane, non assicura il capitale umano non pianifica bene il suo futuro. Gli atleti professionisti di diritto e di fatto vanno assicurati, con un massimale adeguato al loro elevato capitale umano, dal rischio di azzeramento dello stesso a seguito di premorienza e invalidità permanente totale da infortuni e malattie. Una polizza caso morte diventa invece preminente, nel momento in cui lo sportivo ha famigliari a carico.
Tuttavia le convenzioni assicurative presentano delle coperture standard che non permettono di tutelare adeguatamente le celebrità più pagate. In questi casi - conclude Cagnetta - si dovrà necessariamente puntare a soluzioni personalizzate ad hoc offerte dagli operatori specialisti di livello mondiale, principalmente i Lloyd's e Aig . Prima di sottoscrivere una polizza, è di fondamentale importanza leggere con attenzione tutte le esclusioni, perché potrebbero non offrire il rimborso per determinate situazioni o condizioni. In questo caso si potrebbe valutare la possibilità di estendere la copertura».

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