a rapallo

Giovani Confindustria, Rossi: se governo fermo meglio votare

Alessio Rossi (Imagoeconomica)

4' di lettura

«Le elezioni anticipate non servono a nessuno. Ma se il Governo deve passare il tempo a cercare la maggioranza in Parlamento invece che fare le riforme, allora meglio votare». Lo afferma il neopresidente dei Giovani imprenditori di Confindustria, Alessio Rossi, nella sua relazione di apertura del 47esimo convegno di primavera che annualmente si tiene in Liguria e che quest'anno, dopo 46 anni, torna a Rapallo, in provincia di Genova. Secondo Rossi meglio il voto «perché - dice - non possiamo avere davanti quasi un anno di campagna elettorale sotterranea e sfiancante». Comunque, se ci sarà «un'intesa sulla legge elettorale», aggiunge, se la maggioranza dei partiti sarà «d'accordo sull'anticipare le elezioni, non saremo noi a metterci di traverso».

Non perdere tempo con franchi tiratori. Dialogo anche con forze popolari
"Abbiamo perso 20 anni. Venti anni di mancato aumento della produttività, dei salari, del Pil - ha detto il presidente Rossi - non possiamo perdere neanche un giorno dei prossimi 20. Tantomeno non possiamo farlo in campagne elettorali simulate, franchi tiratori e votazioni web».
«Come ceto dirigente ad ogni livello dobbiamo ricercare un dialogo con chi ha un grande sostegno popolare» ha continuato Rossi aprendo il convegno che domani vedrà, sul palco, l'esordio di Davide Casaleggio, figlio del 'guru' del M5S . «Discutere, incontrarci, creare un rapporto con quelle forze politiche che forse ci conoscono ancora poco - ha detto il presidente dei giovani imprenditori - e che hanno bisogno che si racconti loro cosa significa fare impresa, creare lavoro in un Paese difficile».

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Manovra non sia preda elettorale
«Siamo alle porte di una legge di bilancio cruciale, che non può essere preda di prebende in ottica elettorale, di piccoli contributi a pioggia a questo o quel feudo di voti» ha dichiarato Rossi. La legge di bilancio, ha aggiunto, «deve non solo disinnescare le clausole di salvaguardia, ma rafforzare le riforme che stanno dando i primi frutti e gettare le basi per altre, tanto utili quanto necessarie». «Indipendentemente da quando si vada a votare e da chi vinca queste elezioni, il Paese non può tornare indietro sui passi avanti che ha compiuto - ha detto ancora il presidenti - Le riforme possono essere preziose come i diamanti ma, a differenza di questi, non sono "per sempre"».

Alleanza con new economy per crescita
Alla nuova economia «chiediamo di stringere con noi imprenditori un'alleanza per la crescita e per lo sviluppo» ha detto ancora Rossi aprendo l'evento che quest'anno si sviluppa sul titolo "È la new economy, bellezza!". Un'alleanza il cui senso, aggiunge rivolto alla platea, sia quello di «dover colmare il vuoto, il divario enorme che si sta creando fra la nuova economia e la vecchia politica».

Italia ha paura, curarla con lavoro
«La politica è in crisi e lo sono anche i cittadini, perché il primo problema dell'Italia è che ha paura», paura «di tutto», ha detto Rossi. «Paura di una crescita che non è solida, come vorremmo. Di un lavoro - ha proseguito - che non è per tutti, come vorremmo. Di un futuro che per le generazioni dopo di noi non sembra florido, come vorremmo». Ma, aggiunge Rossi, «la paura si cura non dotando ogni cittadino di un'arma, ma di una occasione di lavoro».

Azzerare cuneo a neoassunti under 30
C'è un mercato del lavoro «da rendere più giovane, implementando lo smartworking, e più attraente per i giovani, azzerando il cuneo fiscale sui neoassunti under-30 per i prossimi tre anni». È questa la proposta che
rilancia il nuovo presidente dei Giovani imprenditori sulla scia
della richiesta già arrivata dal presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia. Sempre sul tema del lavoro, riferendosi alle misure «che stanno funzionando», Rossi dice che queste «vanno mantenute e rafforzate»: «Altro che abolire il Jobs
act!». Parlando di industria 4.0, Rossi lo ha definito «il più significativo progetto di politica industriale della storia italiana degli ultimi 30 anni», sottolineando che è «da implementare e arricchire».

Legge concorrenza è "fantasma"
Secondo Rossi, poi, la legge «"annuale" sulla concorrenza, voluta nel 2009, è diventata la legge 'fantasma' sulla concorrenza: sei anni dopo l'istituzione è ancora impantanata». Il presidente sostiene quindi che «deve essere approvata, perché energia elettrica, gas, polizze assicurative, ordini professionali, trasporti non di linea, non possono rimanere ancora settori chiusi, con buona pace degli imprenditori italiani che ci mettono 124 giorni per ottenere l'allacciamento dell'energia elettrica contro i 62 dei colleghi greci». Ci sono «interi settori da liberalizzare», ha rimarcato Rossi.

Ripensare tasse, un solo imponibile Ue
«Quella approvata nella manovrina, che passa sotto il nome di webtax, non è in realtà una tassa ma soltanto una procedura amministrative come tale la giudichiamo» ha spiegato quindi Rossi, sottolineando che «quel che serve, in verità, è un radicale ripensamento dei modelli di tassazione». «Sempre più spesso non si sa dove i redditi siano prodotti e in che misura siano prodotti. L'unica cosa certa è il consumo finale. Quel che serve, allora, è una sola base imponibile, almeno in tutta Europa», ha detto. «È una strada complessa, non tanto per le resistenze delle imprese interessate, ma per quelle degli Stati che perderebbero autonomia fiscale e un'attrattività artificiosa - ha sottolineato Rossi - ma non vi è altra strada, e se alla fine del cammino c'è l'istituzione di un Ministro europeo delle finanze e se alla fine possiamo puntare alla creazione di un bilancio davvero unico, vale la pena provarci con ogni sforzo».

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