milano digital fashion week

Giovani designer pronti alla ripresa con meno capi e più sostenibilità

Abbiamo chiacchierato con Tiziano Guardini, Michele Chiocciolini e i fondatori del brand EdithMarcel per capire come ripartiranno dopo il lockdown. E dove i brand emergenti dovranno investire più degli altri (nella creatività, ma anche nella rete di vendita) 

di Marta Casadei

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Abbiamo chiacchierato con Tiziano Guardini, Michele Chiocciolini e i fondatori del brand EdithMarcel per capire come ripartiranno dopo il lockdown. E dove i brand emergenti dovranno investire più degli altri (nella creatività, ma anche nella rete di vendita) 


3' di lettura

Potrebbero essere i più colpiti dalla crisi post Covid-19, perché hanno un business in rodaggio, una rete di vendita ancora non capillare e fatta principalmente da punti vendita multimarca. Ma non hanno intenzione di arrendersi. Anzi. Incassato il colpo già a febbraio (quando gli ordini fatti erano calati drasticamente e alcuni di quelli scritti sono stati annullati), si sono rimboccati le maniche e hanno cominciato a riflettere su come ripartire. Senza perdere quanto fatto in passato, ma con in tasca qualche insegnamento in più.

Collezioni ridotte e show digitali

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Stiamo parlando dei designer di nuova generazione, metà creativi e metà imprenditori, e dei loro brand emergenti che, in modi diversi, stanno provando a tirarsi fuori dall’empasse scaturita dall’epidemia di coronavirus. EdithMarcel, per esempio, ha presentato la collezione primavera-estate 2021 alla Milano Digital Fashion Week. Il marchio fondato da Gianluca Ferracin e Andrea Masato, che ha fatto della ricerca (creativa e tecnica) sulla moda no gender il proprio punto di forza, aveva debuttato a Milano cinque anni fa, con uno show reso possibile dal supporto di Camera Moda. Oggi lo scenario è più incerto di allora, ma la presenza (virtuale) alla fashion week milanese non è stata messa in dubbio: «Abbiamo scelto di presentare una collezione più piccola e semplice - racconta Andrea Masato - anche perchè i clienti in questo momento investono meno per paura di ciò che potrà succedere nel futuro. Le prossime saranno stagioni di transizione, in cui il mercato dovrà riallinearsi sia ai ritmi di produzione sia alle esigenze dei consumatori». Qualche segnale positivo c’è e arriva da Est: «In Cina il mercato si sta riprendendo, chi aveva cancellato gli ordini per l’autunno-inverno li ha “recuperati”». Negli Usa, invece, regna il caos: «Non riusciamo a programmare nulla con il mercato americano».

L’idea di ridurre la collezione a un numero limitato di capi “significativi” accomuna diversi designer. Michele Chiocciolini, per esempio, ha lavorato a una collezione che sarà in vendita dal 28 luglio sulla piattaforma Westwing.it nell’ambito del progetto #Togetherfortomorrow nato in collaborazione con Camera Moda Fashion Trust che sostiene i giovani talenti nella ripresa post Covid-19. «È una collezione che unisce sia prodotti continuativi già noti - spiega il designer, che ha fondato il marchio insieme alla sorella Francesca - sia pezzi artigianali come le borse in paglia fiorentina lavorate nel distretto di Signa».

Coltivare la rete di vendita

Il supporto sul fronte della vendita - sebbene Chiocciolini abbia un monomarca a Milano e abbia da poco lanciato l’e-commerce - è importante: «Il momento non è semplice. Sono appena tornato da un tour in Italia, da Sud a Nord, che ha toccato 4-5 Regioni: sono andato a parlare con i miei clienti ma anche con alcuni negozi nuovi che si erano mostrati interessati». Il bilancio è positivo: «Ci siamo fatti conoscere, abbiamo coltivato “dal vivo” i rapporti, abbiamo scritto ordini e preso accordi per qualche conto vendita».

Per ripartire dopo il lockdown Chiocciolini ha «cercato di mantenere il focus sul Dna e sulla visione del marchio, investendo ulteriormente sul tema della sostenibilità», che sarà il fil rouge di una serie di progetti nuovi in fase di sviluppo.

Focus sulla sostenibilità

Concentrarsi sulla sostenibilità è uno dei modi che i designer emergenti hanno trovato per far fare alla propria collezione un passo avanti post Covid-19. Tiziano Guardini aveva costruito il proprio brand su questi valori già anni fa. Oggi rinnova la sua scelta: «Penso che il Covid-19 abbia cambiato l’approccio alle cose e abbia spinto le persone verso una maggiore consapevolezza della responsabilità ambientale di ciascuno». Anche Tiziano Guardini partecipa al progetto di Cnmi e Camera Moda Fashion Trust: «L’idea è quella di mantenere attivo il proprio progetto anche in un momento in cui il mercato ha dei forti limiti». Per la p-e 2021 Guardini ha realizzato «una collezione più piccola che mi ha permesso comunque di lavorare con piccole aziende italiane. Le sfilate di settembre? Ho in mente qualcosa di emozionale».

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