Evento a Bologna

Giovani e agroalimentare: l’attenzione va a territorio e sostenibilità

Sono i temi emersi dal webinar “Dalla produzione al consumo, la sfida dell'agroalimentare di qualità verso la transizione ecologica” organizzato da Fondazione Qualivita e Origin Italia in collaborazione con McDonald's

di G.d.O.

(FPWing - stock.adobe.com)

3' di lettura

Attenzione all'impatto ambientale della filiera e un forte orgoglio per le Dop e Igp regionali. Sono gli orientamenti agroalimentari dei giovani emiliano-romagnoli di età compresa tra i 15 e i 25 anni secondo lo studio condotto da AstraRicerche per McDonald's sulle aspettative dei giovani riguardo alla transizione ecologica nell'agroalimentare. Un vero e proprio patrimonio sul quale costruire il futuro.

I dati sono stati presentati nei giorni scorsi nell'ambito del webinar “Dalla produzione al consumo, la sfida dell'agroalimentare di qualità verso la transizione ecologica” organizzato da Fondazione Qualivita e Origin Italia in collaborazione con McDonald's Italia.

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Per gli appartenenti alla GenZ – secondo quanto emerso dallo studio di AstraRicerche – la rilevanza dell'alimentazione (per il significato attribuito, i valori e per le emozioni suscitate) è cresciuta molto negli ultimi 5 anni (45%) ed è testimoniata dall'interesse a spostarsi per visitare fiere a tema, sia all'interno della propria regione (33%) che in altre regioni (21% - per la GenZ emiliano-romagnola: 26%).

«La stessa Generazione Z – ha spiegato l'ad di AstraRicerche, Cosimo Finzi – si caratterizza anche per grande attenzione alla sostenibilità (ambientale e sociale, rilevante per 7 su 10) e allo stesso tempo per una certa diffidenza nei confronti degli annunci che le aziende fanno in questo ambito, si fidano davvero solo 4 intervistati su 10. La sostenibilità legata al cibo è un tema importante per tre quarti degli italiani, in tutte le sue declinazioni (77,8% per l'ambientale, 72,9% per la sociale, 74,0% per quella economica), con una maggiore attenzione da parte delle donne (+8% rispetto agli uomini). Risultati leggermente differenti per la la GenZ emiliano-romagnola che all'80% è attenta alla sostenibilità sociale, al 74% a quella ambientale e al 66% per quella economica».

Interessanti anche le indicazioni fornite da AstraRicerche sul significato del termine sostenibilità nel settore agroalimentare. Aspetto sul quale si registrano alcune differenze tra gli emiliano-romagnoli e il complesso degli italiani. Sul tema dell'impatto negativo delle diverse fasi della filiera gli emiliano-romagnoli mettono al primo posto il packaging (indicato dal 48% del campione mentre è al quinto posto a livello nazionale), seguito da spreco alimentare (47%), trasporto (45%) e lavorazione industriale (44%). In particolare la GenZ emiliana, invece, resta più fedele al trend nazionale, indicando come primo aspetto lo spreco alimentare al (58%), seguito da trasporto (45%) e packaging (32%)

Altro aspetto rilevante emerso dalla ricerca in particolare riguardo agli emiliano romagnoli è il forte orgoglio e legame col territorio in tema di preferenze alimentari. «Il cibo locale – aggiungono ad AstraRicerche – è percepito come parte di sé e rilevante per la propria identità personale, lo è in misura forte per il 28% dei residenti nella regione, contro il 21 % nazionale».

Elementi sui quali pesa di certo il fatto che l'Emilia Romagna sia una vera e propria corazzata nell'ambito dell'universo dei prodotti Dop e Igp made in Italy con 74 riconoscimenti Dop e Igp, un valore di 3,5 miliardi di euro e più di 16mila operatori.Un orgoglio che si rispecchia nel fatto che il 74% degli intervistati si sente garantito dal marchio Dop. Negli ultimi anni la filiera dei prodotti a marchio Ue italiani si è allargata comprendendo in maniera sempre più stabile rappresentanti nell'anello della ristorazione.

È il caso di McDonald's Italia che a partire dal 2008 ha inserito nei propri menù diversi prodotti della tradizione italiana, dal Parmigiano reggiano, all'Aceto balsamico di Modena alla Cipolla di Tropea e a tanti altri. Una partnership che ha consentito a McDonald's di tipicizzare i propri menù con prodotti made in Italy e consentendo a diversi marchi Dop di guadagnare in brevissimo tempo diffusione e notorietà.

«In questi anni McDonald's – ha commentato l'ad di McDonald'è Italia, Mario Federico - è riuscito a portare al grande pubblico le eccellenze del Made in Italy, tradizionalmente considerate di nicchia, riuscendo a educare i clienti sulla qualità e sui prodotti italiani. Così oggi, in uno scenario mutato, cogliamo la nuova sfida della transizione ecologica, un percorso che dobbiamo cogliere insieme a tutta la filiera agroalimentare, di cui noi siamo l'ultimo anello, il vero punto di contatto con le giovani generazioni. Io credo che la ristorazione in questo abbia un ruolo fondamentale perché intercetta le esigenze dei consumatori, e può farle risalire lungo tutta la filiera suggerendo agli altri attori quali azioni concrete mettere in pratica».

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