editoria

Giovani-Editori, parte dalla Silicon Valley la strategia contro le «fake news»

di Andrea Biondi


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2' di lettura

I punti di incontro fra strategie del mondo digitale e visione dei giganti dell’informazione tradizionale. È questo il fil rouge del tour in Silicon Valley di Andrea Ceccherini, presidente dell’Osservatorio Giovani-Editori, in questi giorni negli Usa forte di un’agenda di relazioni che gli consente di essere ricevuto direttamente dai leader dei giganti del mondo digitale: da Tim Cook di Apple a Eric Schmidt numero uno di Alphabet e Google, al ceo di Whatsapp Jan Koum.

In questo giro di incontri, ai suoi collaboratori Ceccherini ha fatto sapere che uno più degli altri lo ha ispirato particolarmente, quello con la vedova di Steve Jobs, Laurene Powell Jobs, una delle donne più potenti del mondo, che guida la fondazione Emerson Collective, forte di un patrimonio di miliardi di dollari e di una sensibilità assoluta per i giovani e l’educazione.

Tutto fieno in cascina per lo sviluppo del progetto che ha portato alla creazione di un International Advisory Council. Di questo organo istituzionale dell’Osservatorio, eletto dall’assemblea dei soci, faranno personalmente parte il direttore del New York Times Dean Baquet, il direttore del Wall Street Journal Gerard Baker, il direttore del Los Angeles Times Davan Maharaj e il numero uno dell’Osservatorio Andrea Ceccherini, chiamato a presiederlo. La prima grande sfida che si è dato questo think tank di levatura internazionale è praticamente imposta, in tempi di post verità e di necessità di riconoscere il valore delle quality news. Gli incontri con i leader della Silicon Valley, uniti alle idee raccolte e maturate anche nella sua serie di incontri con gli editori e i direttori delle grandi testate giornalistiche americane, dal New York Times al Wall Street Journal, dal Washington Post al Los Angeles Times hanno ormai reso chiara la strategia: «Aggredire – dice Ceccherini – le fake news, non dal lato dell’affollato campo del fact checking, ma del ben meno calcato terreno di chi vuol investire sullo sviluppo del pensiero critico della persona, perché non dobbiamo arrenderci all’idea che abbiamo una testa sulle spalle, e dobbiamo imparare a usarla, allenando i ragazzi a distinguere i contenuti credibili da quelli che non lo sono. Fin da scuola». Attorno a questo ruota «il più bel progetto al mondo contro le fake news, un progetto con un’assolta caratteristica: mettere al centro la persona, per allenarla a guardare il mondo con i propri occhi e pensare con la propria testa».

I lavori sono in corso. E il presidente dell’Osservatorio è voluto partire «dalla centralità dei contenuti» e dalla necessità di insegnare a distinguere quelli di qualità da quelli di qualità non lo sono». È un approccio, quello del numero uno dell’Osservatorio, che ha attirato molta curiosità negli Usa se anche il sindaco di New York, Bill de Blasio, ha voluto ricevere Ceccherini al City Hall per capire di più, sperando che la sperimentazione dell’operazione negli Usa possa avvenire anche nella sua città.

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