ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl convegno dei Giovani Imprenditori

Bonomi, auspichiamo Governo inappuntabile nelle persone

Il presidente di Confindustria ha sottolineato «l’assoluta autonomia dell’azione da qualunque preferenza politica, partitica e di Governo»

Articolo aggiornato il 15 ottobre, ore 13:20

Il presidente di Confindustria Carlo Bonomi (foto imagoeconomica)

7' di lettura

«Attendiamo con impazienza la formazione del Governo per confrontarci», per presentare «la nostra visione», ha detto il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, chiudendo il convegno di Capri dei Giovani Imprenditori. «Auspichiamo che si formi un Governo inappuntabile nelle persone che lo compongono e fermo nella coerenza delle scelte necessarie per il Paese», ha aggiunto.

«Siamo ai primi giorni di una nuova legislatura», ha ricordato il numero uno dell’associazione datoriale, sottolineando che è un «momento importante» anche per Confindustria, «per ragionare insieme - ha spiegato alla platea dei giovani Imprenditori - su quelle che possono analisi e proposte da trasmettere al futuro governo ed all’intera società italiana».

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Di Confindustria il leader degli industriali ha sottolineato «l’assoluta autonomia dell’azione da qualunque preferenza politica, partitica e di Governo». E ha posto l’accento sull’«impazienza» per la formazione di un nuovo Governo «per confrontarsi sulle misure urgenti di cui ha bisogno questo Paese e che dovranno essere affrontate. È questa l’unica maniera che noi pratichiamo - ha continuato Bonomi - per confrontarci con la politica e con le istituzione, mettendo al centro la nostra visione per lo sviluppo del Paese, per lo sviluppo dell’industria, per lo sviluppo del lavoro. Convinti che senza industria non c’è Italia». Pronti «a criticare sempre, anche con durezza, le misure che non ci convincono».

I Giovani Imprenditori: la politica torni a parlare «con un linguaggio della verità»

C’è bisogno che la politica torni a parlare «con un linguaggio di verità». Con risposte «reali a problemi reali, non con facili e seducenti promesse. E la risposta non può essere che una: il lavoro!». È quanto hanno chiesto i Giovani Imprenditori di Confindustria con la relazione del presidente Riccardo Di Stefano al convegno di Capri.

L’appello è perché si prosegua senza esitazioni nella stagione riformatrice aperta con il Pnrr. «Per chi non ha scelto. Per chi non ha più speranze. Per chi non crede sia possibile riscattarsi grazie al lavoro. Le nostre imprese faranno la propria parte. Sono e continueranno ad essere creatrici di benessere, punti di riferimento nei territori, luoghi di crescita per chi ci lavora. Finché ce la faremo, e anche oltre, continueremo a lottare per non abbassare la serranda. Questo è il nostro impegno. Ma bisogna fare in fretta: le energie dei cittadini e delle imprese stanno finendo».

Gas: Ricci (Eni), senza rigassificatori guai in inverno 2023-24

Sullo sfondo, il conflitto in Ucraina e le sfide che questa situazione pone dotto il profilo della politica energetica. «Se non ci saranno i rigassificatori, l’inverno del prossimo anno 2023-2024 saranno guai», ricorda Giuseppe Ricci, direttore generale Energy Evolutions Eni, parlando a margine del convegno. Diversamente, dice, «con due rigassificatori, uno dei quali è quello di Piombino si può avere una giusta diversificazione».

«Milioni senza risposte ai bisogni fondamentali»

Dopo la tornata elettorale, per i Giovani Imprenditori esistono «numeri che non possiamo e non dobbiamo ignorare». Undici «gli anni passati dall’ultima volta in cui il nostro Paese ha avuto un Governo espressione di una maggioranza politica chiara uscita dalle urne. Oltre un decennio in cui sono nati quattro governi tecnici per superare momenti di crisi a cui la politica non sapeva dare risposte; 16: i milioni di persone che non hanno votato. Se fossero un partito, avrebbero ottenuto il 36% e sarebbero il primo partito italiano. Coloro che hanno deciso di non decidere cosa fare del futuro di questa nazione; 63: la percentuale di nostri concittadini che, in un quartiere come Scampia, in quel Sud che ha sfiorato punte di astensione del 50%, hanno votato in massa per mantenere il Reddito di cittadinanza». Come sottolinea il presidente Riccardo Di Stefano, «lo hanno fatto perché convinti che senza sussidio, per loro, non ci sia futuro. Ci sono milioni di italiani che non trovano risposte ai bisogni fondamentali dell’esistenza».

«L’industria non può morire per i partiti»

«L’industria italiana non può morire per i partiti», avvertono i giovani di Confindustria. «Lavoro, competenze e innovazione sono gli strumenti primari per costruire il futuro. È su questo che dobbiamo chiedere conto a chi, pro tempore, avrà l’onore di guidare questa grande nazione», segnala il presidente Riccardo Di Stefano dal convegno di Capri. «Senza sconti» si vedrà «se avremo vissuto una stagione di buon governo o un nuovo, duro inverno». Serve «una responsabilità condivisa, da cui nessuno può sentirsi esonerato: maggioranza, opposizione, mondo produttivo e del lavoro, società civile. Alzeremo la voce di fronte a iniziative contro industria e lavoro».

Il saluto di apertura dei lavori

«Agenda Draghi sia ora Agenda Italia»

«Se qualcuno l’ha chiamata Agenda Draghi, noi la chiamiamo “Agenda Italia”. Un metodo e una sostanza di governo orientati alla serietà, alla concretezza e alla responsabilità, che non devono essere accantonati», chiedono i Giovani Imprenditori di Confindustria con la relazione del presidente Riccardo Di Stefano. Auspicando «una maggioranza stabile in grado di rispondere alle emergenze che attanagliano l’Italia e di tenere unito il Paese». Al nuovo governo si chiede «autorevolezza, competenza, responsabilità» per affrontare lo shock energia, e per «il compito di contribuire a costruire un Paese più forte».

«Ci vorrà coraggio da leoni per quest’inverno»

«Ci apprestiamo ad affrontare l’inverno. E questa volta ci vorrà un coraggio da leoni per superarlo». I Giovani Imprenditori di Confindustria ripercorrono le sfide di uno scenario economico difficile, dalla guerra in Ucraina all’inflazione con lo shock dei prezzi dell’energia, e dal tradizionale convegno di Capri avvertono: dal gas agli alimentari, l’inflazione pesa su «beni per cui la domanda è difficile da comprimere senza innescare una recessione e senza far andare a gambe all’aria intere filiere industriali». «Ricordiamoci che il gas è la fonte energetica utilizzata dai settori campioni di economia circolare», evidenzia nel suo intervento il presidente dei Giovani di Confindustria, Riccardo Di Stefano: ricordiamoci «che interi distretti rischiano di essere buttati fuori dal mercato. Varese, Parma, Torino, Sassuolo, Frosinone, Gragnano potrebbero essere cancellati dalla geografia industriale del nostro Paese».

50 mld per frenare corsa energia

Di fronte allo shock energetico «affinché l’Italia e le sue imprese superino questo inverno, c'è bisogno di uno stanziamento fra i 40 e i 50 miliardi di euro che fermi i prezzi dell’energia». Riccardo Di Stefano, presidente dei Giovani di Confindustria, dal palco del convegno di Capri osserva che in tale situazione «sarebbe fondamentale che il sostegno arrivasse dall'Europa, come per il Covid. Contrariamente, l'Italia dovrà fare da sola. E se non sarà possibile trovare queste risorse nei meandri dei mille miliardi di spesa pubblica annuale, uno scostamento di bilancio potrebbe essere inevitabile per salvare i posti di lavoro e le imprese che li creano». Allo stesso tempo Di Stefano invita a non mettere a repentaglio «la sostenibilità del nostro già enorme debito pubblico» quindi vanno considerati solo interventi «di strettissima emergenza nazionale». Il leader dei Giovani di Confindustria aggiunge che dal nuovo Governo ci si aspetta “autorevolezza, competenza e responsabilità per affrontare questa emergenza. Non facciamo come gli inglesi - prosegue - che si sono lanciati in iniziative scassa conti e pro-cicliche per poi doversele rimangiare in fretta e furia».

«Invertire il calo demografico»

Inoltre il contrasto del declino demografico deve esser messo al centro delle politiche pubbliche. Se il crollo delle nascite non verrà arrestato, nel 2050 l'Italia perderà 5 milioni di abitanti. Di cui 2 milioni giovani. Secondo Di Stefano «occorre studiare un modello italiano che, partendo dai punti di forza e debolezza specifici della nostra società, introduca strumenti che servano a un triplice scopo: sostenere l'inversione della curva demografica; aumentare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro; evitare l’abbandono della vita professionale da parte delle donne che già vi partecipano”. Per il presidente dei Giovani di Confindustria «l’unico modo, nell'immediato, per contrastare il declino demografico, è quello di accrescere la partecipazione al lavoro delle donne». E in questo contesto «sarebbe ora di guardare anche ai fenomeni migratori con realismo, efficacia e senza paura».

Profumo (Loenardo): per ora no impatto costi energia

Leonardo «non è impattata dall’aumento dei costi energetici perché si è coperta con derivati fino alla fine dell’anno prossimo», indica l’amministratore delegato Alessandro Profumo intervistato nel corso del convegno di Capri. I derivati sono forme di assicurazione che coprono i rischi e che hanno un costo, spiega il top manager di Leonardo. Intanto la spesa nel settore della difesa deve migliorare «in qualità» a dire di Profumo, «difendendo quello che facciamo in Italia anche se siamo in un contesto europeo». Secondo Profumo, che dopo la lunga esperienza nelle banche da sei anni è al lavoro nel comparto della difesa, «se l’Europa vuole diventare un soggetto politico deve avere una capacità di difesa» ma allo stesso tempo «ci sono tante cose che facciamo meglio in Italia rispetto ad altri paesi e quelle dobbiamo difenderle».

Salzano (Simest): 200mln per startup e Pmi innovative

Dal canto suo Simest è pronta a investire più di 200 milioni del Fondo di Venture Capital, strumento che la società del gruppo Cdp gestisce per conto del ministero degli Esteri, per sostenere la crescita internazionale delle start up e delle Pmi innovative italiane. Così Pasquale Salzano, presidente della società, al convegno dei Giovani di Confindustria. «Le risorse saranno gestite in sinergia con Cdp Venture Capital Sgr. La liquidità sarà utilizzata sia per investire direttamente nelle start-up e Pmi innovative sia per sottoscrivere quote di fondi istituiti e gestiti da Cdp Venture Capital». La nuova operatività del Fondo di Venture Capital gestito da Simest, ricorda Salzano, è stata inserita nella legge di bilancio 2022».

Mattarella (Invitalia): obiettivo sostegno all’industria

«Oggi siamo in una situazione in cui il Paese sta vivendo uno shock dietro l’altro, dalla pandemia allo shock inflattivo che è iniziato prima della guerra, e lo shock energetico successivo all’invasione. In tutto questo periodo abbiamo visto che gli imprenditori in questo Paese hanno resistito, stanno resistendo e continueranno a resistere. Sono veramente la spina dorsale del Paese». Lo ha detto Bernardo Mattarella, amministratore delegato di Invitalia, nel suo intervento all’evento dei Giovani di Confindustria. «Noi dobbiamo avere questo obiettivo: il sostegno all’industria. Dobbiamo focalizzarci in maniera particolare - ha aggiunto Mattarella - nel sostegno all’industria, facendo nascere nuove imprese, facendole crescere, sostenendo le imprese che vogliono investire di più e anche le imprese che hanno difficoltà. Sono i cardini del nostro piano». L’ad di Invitalia ha sottolineato che “per noi la sostenibilità, soprattutto sociale, è ad esempio ’Resto al Sud’ e ’Cresci al Sud’, che sono strumenti che aiutano le imprese a nascere o a crescere nel Mezzogiorno e a consentire ai giovani di non partire, di non lasciare il loro territorio. Queste saranno le chiavi, attraverso il sostegno a una nuova politica industriale che sia orientata in questo senso, garantendo intervento pubblico che sia trasparente, limpido, ordinato e rigoroso”.

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