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Giovani progettisti, in Piemonte quasi due terzi sono donne

2' di lettura

Donne (quasi due terzi), residenti a Torino, con una laurea triennale nella maggior parte dei casi, inclini a continuare a formarsi, ad acquisire competenze multidisciplinari, a svolgere periodi di studio all’estero più della media nazionale. Questo il ritratto dei giovani designer che lavorano in Piemonte che emerge dalla ricerca «Professione designer under 35 Piemonte», il primo lavoro di ricerca di «MIRA. Numeri, Persone, Direzioni del Design in Piemonte», Osservatorio dedicato alla raccolta, analisi e utilizzo dei dati sul mondo del design a livello regionale.

I SETTORI DI OCCUPAZIONE
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Un bacino di professionisti che entra presto nel mondo del lavoro, che ha fatto molte collaborazioni e tirocini durante gli anni di studio – con un impatto nella capacità di creare reti professionali - e che ha ben chiara la necessità di continuare ad acquisire competenze professionali lungo tutta la carriera. Un segnale, questo, da leggere con attenzione da parte di tutti gli enti che erogano formazione in questo settore, che hanno di fronte un potenziale bacino di utenza per costruire un’offerta di formazione continua. Gli ambiti di lavoro sono vari, ma più di un terzo dei designer si occupa principalmente di Communication and Multimedia Design (grafica editoriale, multimedialità, packaging, ecc.). Dai dati emerge anche la crescita di altri tre settori, ovvero il Fashion Design, connesso anche a una specializzazione di alcune aree territoriali della regione, lo Strategic and Service Design e l’Interaction Design che ha visto aumentare la propria autonomia rispetto al Communication and Multimedia Design. La città metropolitana di Torino esercita un potere attrattivo per i giovani designer, poiché chi ha scelto di stabilirsi in città è di circa 30 punti percentuali superiore a chi vi è cresciuto e molti arrivano da fuori regione. La dimensione di Torino rispetto alle altre città della regione fa sì che nel capoluogo si concentrino buona parte delle industrie culturali e creative regionali, cosa che accade anche nel design (soprattutto grazie alla presenza dell’industria dell’automotive, dei trasporti e della comunicazione), sebbene il territorio regionale esprima un’importante capacità produttiva legata al design anche nel territorio del Nord Piemonte, Verbano Cusio Ossola e Novarese. Rispetto ad altri settori delle industrie culturali e creative, i giovani designer sperimentano condizioni lavorative ed economiche più positive dei coetanei: la metà ha un contratto stabile a tempo determinato o indeterminato e un reddito lordo medio superiore a quello degli altri creativi. Guardando, infine, alla pandemia di Covid-19 e ai suoi effetti, i giovani designer l’hanno affrontata più positivamente rispetto ad altre categorie di lavoratori, avendo subito meno gli effetti negativi e registrando anzi, nella maggior parte dei casi, la stabilità o l’aumento delle attività fra il 2019 e il 2020. Tale dato conferma la tendenza delineata da Symbola sulle attività dei professionisti nel corso della prima metà del 2020, che per la quasi totalità hanno continuato a lavorare o hanno avuto soltanto una breve sospensione delle attività (Fondazione Symbola, Deloitte Private, 2020).

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