Infrastrutture

Giovannini: Ponte sullo Stretto, progetto di fattibilità entro la primavera 2022

Il cronoprogramma: dal gruppo di lavoro permanente entro l’autunno 2021 fino al completamento entro il 2025. Il minsitro: programma ambizioso ma realistico

Il ponte sullo Stretto di Messina, un'opera incompiuta da 50 anni

3' di lettura

Un progetto di fattibilità per il Ponte sullo Stretto di Messina entro la prossima primavera: lo ha annunciato il ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini in audizione alle commissioni riunite Ambiente e Trasporti dela Camera. Dopo quella data verrà avviato un dibattito pubblico per arrivare a «una scelta condivisa» e avere risorse nella legge di bilancio 2023.

Progetto fattibilità entro la primavera 2022

Dal punto di vista dell’attraversamento stabile dello Stretto di Messina, ha detto Giovannini, «per dar seguito all’impegno del Governo, si dovrebbe dovrebbe procedere con la redazione di un progetto di fattibilità tecnica ed economica per le due opzioni evidenziate». La prima fase «potrebbe concludersi entro la primavera del 2022 per avviare un dibattito pubblico e pervenire una scelta condivisa e evidenziare nella legge di bilancio 2023 le risorse».

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«Approccio serio,studio è soluzione»

«Il governo - ha sottolineato Giovannini - non ha nessuna intenzione di dare un calcio alla lattina come dicono gli anglosassoni o di buttare la palla avanti, questo è un approccio serio, basato su dati scientifici disponibili ma anche su valutazioni attente sia dei trasporti che della necessità di prendere una decisione informata. Quindi riteniamo che avviare uno studio di fattibilità tecnico-economico sia la soluzione più adeguata per giungere nei tempi indicati a prendere una decisione come quella che noi auspichiamo».

Ipotesi affidamento a Italferr

«La nostra intenzione è di procedere a un affidamento a Italferr (società del gruppo Fs): questo consentirebbe di ridurre i tempi, visto che è una società di grande qualità riconosciuta a livello internazionale» ha detto il ministro delle Infrastrutture. «Stiamo verificando con Italferr i tempi ha spiegato -: la mia indicazione della primavera 2022 vuol dire entro giugno dell’anno prossimo, quindi di fatto 9 mesi, è una valutazione che possiamo fare per restringere ulteriormente questi tempi, però ricordo che l’oggetto del progetto di fattibilità è quello indicato dal gruppo di lavoro piuttosto complesso. Questa tempistica sarebbe comunque sufficiente a consentire di indicare nella legge di bilancio 2023 le decisioni che il governo e il parlamento potranno prendere sulla base di questo studio di fattibilità»

Tavolo tecnico-politico su processo

Tra le iniziative per migliorare l’attraversamento dello Stretto di Messina nell’attesa della scelta definitiva sull’attraversamento stabile, ha spiegato Giovaninni, si punta a «migliorare la collaborazione istituzionale, attraverso l’istituzione di un tavolo di natura tecnico-politica ma anche della società civile per la gestione dell’intero processo di realizzazione delle proposte individuate». Il ministro ha detto di aver «già contattato i presidenti della Regione Calabria e Sicilia, potrebbero essere coinvolte le città metropolitane, le autorità portuali, comitati di associazioni di categorie».

Incentivi per i collegamenti

Giovannini ha poi speigato che «per migliorare» gli aspetti che dovrebbero velocizzare l’attraversamento dello Stretto di Messina, «è possibile migliorare la gestione unitaria e integrata dei servizi di mobilità passeggeri sullo Stretto, sistematizzare le norme applicabili alle diverse tipologie di servizi coinvolti e definire degli incentivi per i collegamenti merci e passeggeri nel quadro della continuità territoriale».

Pronti 500 milioni per interventi

Tutti gli interventi che verranno attuate parallelamente al progetto di fattibilità per l’attraversamento stabile dello Stretto di Messina per velocizzare l’attraversamento ferroviario e veloce dei passeggeri, ha aggiunto Giovannini, sono già finanziati «attraverso il fondo complementare o la nostra proposta di Fsc 21/27 o attraverso risorse statali o il Pnrr: complessivamente si pianificano interventi per mezzo miliardo». Il cronoprogramma, ha precisato il ministro, parte dall’istituzione di un gruppo di lavoro permanente entro l’autunno 2021, fino al completamento del programma entro il 2025: «Un programma sicuramente ambizioso ma realistico», ha aggiunto.

M5s: perplessi da relazione del ministero

Le parole di Giovannini hanno creato malumore nel MoVimento 5 Stelle, forza che sostiene il Governo Draghi. Il M5S, premette Paolo Ficara, deputato Cinque Stelle in commissione Trasporti, «non ha un atteggiamento pregiudiziale nei confronti del Ponte sullo Stretto di Messina, ma desta forte perplessità l’impostazione emersa dalla relazione del gruppo di lavoro del Ministero della Mobilità e delle Infrastrutture sostenibili (Mims), su cui oggi il ministro Giovannini è intervenuto in audizione. Trova infatti conferma quanto da noi già sostenuto, e cioè che questa nuova “corsa al Ponte” non è fondata né su dati aggiornati, né su una seria analisi del contesto in cui si calerebbe l’opera, né tantomeno su approfondite valutazioni d’impatto sugli ecosistemi, nonostante il Parlamento abbia chiesto, con la mozione approvata lo scorso novembre, l’integrazione del gruppo di lavoro con esperti ambientali»».

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