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Giro, brilla la stella di Ganna: impresa sulla Sila dopo una fuga di 150 chilometri

Per il campione del mondo a cronometro primo successo in una corsa in linea

di Dario Ceccarelli

(AFP)

3' di lettura

Non si può dire che sia nata una stella. Lo era già. Diciamo allora che brilla ancora di più in questo pirotecnico Giro d'Italia che sforna sorprese a ripetizione.

L'ultima sorpresa viene proprio da Filippo Ganna, l'uomo del tempo, il campione iridato di Imola che in questo Giro aveva già vinto la prima tappa a cronometro di Palermo. Solo che questa volta, nella prima tappa continentale, da Mileto a Camigliatello Silano, 225 chilometri attraverso la Calabria verso la costa Jonica, Superpippo realizza un'impresa clamorosa andando a vincere in solitaria dopo una fuga di oltre 150 chilometri.

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Una fuga infinita, sotto un cielo gonfio di pioggia e di nebbia, cominciata dopo una cinquantina di chilometri con un gruppetto di otto corridori, tra i quali il nostro Ganna e Salvatore Puccio della Ineos. Il gruppetto, raggiunto più avanti da De Gendt e Rubio, a poco a poco si sfalda perdendo pezzi per strada come sassolini dalla tasca di Pollicino.

A cinque chilometri dal Valico di Montescuro, Ganna prende il volo lasciando in asso i due nuovi arrivati che lo vedono schizzar via come fosse un alieno incurante della pioggia e di tutti quei chilometri (e di due Gpm) rimasti alle spalle. Ma per Ganna, che sale in leggerezza nonostante il fisico da corazziere, questi cinque chilometri di salita non pesano nulla, nonostante la pioggia e la nebbia che lo avvolgono come fosse notte fonda.

Tranquillo e regolare, Filippo supera il valico e scende giù in picchiata negli ultimi dieci chilometri che lo separano dal traguardo di Camigliatello, piccolo centro della Sila che, quanto a freddo e paesaggio, ricorda le Alpi e la Valtellina. La pioggia rende insidiosa la discesa. Ma Ganna va giù in scioltezza, senza forzare. Il gruppo, guidato da Nibali, ha quasi un minuto di ritardo.

Un trionfo, per Ganna, il primo in una corsa in linea. Filippo ha tutto il tempo di far vedere la maglia della Ineos e di levare il pugno al cielo in segno di vittoria. E che vittoria! Un cronoman che demolisce tutti in salita e arriva da solo dopo più di 150 chilometri di fuga non capita tutti i giorni. «Quando sono entrato nella fuga - spiega poi Ganna - non pensavo di far nulla di speciale. Dovevo far da supporto a Puccio, mio compagno. Dopo 40 km di scatti e contro scatti gli ho detto di mettersi alla mia ruota e siamo andati via con altri 6 corridori. È una immensa soddisfazione per me e per tutta la squadra, soprattutto dopo la caduta e il ritiro di Thomas, che resta il mio capitano». Filippo conclude con una battuta: «Le calorie di oggi? Di solito me le brucio in tre giorni».

Il gruppo degli inseguitori arriva dopo circa mezzo minuto. Lo sprint viene vinto dall'austriaco Konrad che precede Almeida, che comunque resta in rosa e conquista anche quattro secondi di abbuono. Nibali tra i big è uno dei primi. In classifica resta sempre in quinta posizione a un minuto dalla maglia rosa. Ma adesso tutti i riflettori sono per Ganna, nuovo talento assoluto del ciclismo italiano. Piemontese di Verbania, 24 anni, campione iridato a Imola, nelle prime due tappe al Giro aveva già indossato la maglia rosa. Uno specialista della velocità che realizza un clamoroso exploit anche in salita. Dove possa arrivare, Ganna, forse non lo sa neppure lui. Di sicuro ha classe e potenza per poter conquistare anche classiche di prestigio come la Roubaix o il Giro delle Fiandre. Si vedrà in futuro. Intanto si gode il presente. E il bello forse deve ancora arrivare.

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