la prova a cronometro

Giro, Dumoulin subito in maglia rosa. Deludono Froome e Aru

di Dario Ceccarelli

Il ciclista olandese Tom Dumoulin, prima maglia rosa del Giro d’Italia 2018 (Epa)

2' di lettura

Anche se cambia il fondale, e siamo a Gerusalemme, il Giro riparte da dove era finito: il numero uno, in questa prima tappa a cronometro, è ancora l'olandese Tom Dumoulin, già vincitore dell'edizione 2017.

Sembra che non sia cambiato nulla. Vero che dieci chilometri sono pochi per dare giudizi, però chi è più in forma lo si vede: e l'olandese sotto le Vecchie Mura è il più veloce di tutti. L’unico a stargli dietro è l'australiano Dennis, staccato di soli 2 secondi. Poi c'è il belga Campenaerts.

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Ma a far notizia è il deludente risultato di Chris Fromme, il grande favorito. Il britannico accusa ben 37 secondi di ritardo dall'olandese. Che in dieci chilometri non sono pochi. Unica giustificazione per questa falsa partenza è la caduta del leader Sky durante il riscaldamento fatto in mattinata. Niente di grave, però qualche botta l'ha presa. Che sicuramente avrà condizionato la sua prova.

Il Giro non porta bene allo squadrone Sky, sempre in prima fila negli incidenti e nella cadute. È una tradizione che si ripete alla corsa rosa e che allarma Froome, già sotto pressione per la nota vicenda dell'anti asmatico. C'è anche un problema tecnico; il percorso era molto impegnativo con molti saliscendi e cambi di direzione. Un percorso più adatto all'olandese che a Froome, mai stato un fenomeno come pistard.

La maglia rosa è soddisfatto: «Mi sento molto bene e l'ho dimostrato subito: è stato tutto perfetto. Ho interpretato la cronometro a tutta, dando il massimo e rilanciando ogni volta», spiega l'olandese, che precisa di non aver pianificato nulla: «Andiamo avanti alla giornata, il Giro dura tre settimane. Rispetto all'anno scorso dovrò subito lottare per la classifica, una pressione diversa e più pesante». Sulle difficoltà di Froome e Aru, l'olandese ha concluso: «Non pensavo di guadagnare così tanto nei loro confronti».

Peggio di Froome, è infatti andato Fabio Aru, in ritardo di 50 secondi e solo 47esimo. Non era certo la sua prova, però se il buongiorno si vede dal mattino, quello del sardo non è un buon avvio. Lui non fa drammi: «Ho perso tempo, ma lo immaginavo considerate le mie caratteristiche. C'erano molte curve, e non ho voluto correre troppi rischi. Abbiamo ancora venti giorni molto impegnativi davanti a noi. Tranquilli, Non c'è problema».

Il più in palla tra gli italiani è stato Domenico Pozzovivo, che ha limitato i danni a 27 secondi. Un buon risultato per un corridore che non è certo un cronoman che cercherà di lasciare il segno in qualche tappa di montagna. Tra i big, discreto anche Thibaut Pinot (+33 secondi) e Estaban Chaves (+ 46”).

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