Aziende di famiglia

Gismondi 1754 rafforza l’estero dagli Stati Uniti al Middle East

di Marika Gervasio

2' di lettura

«Abbiamo concluso i primi nove mesi del 2021 in modo molto soddisfacente migliorando di oltre 2 milioni il dato delle vendite dei primi nove mesi 2019 prepandemia e i risultati a ottobre sono già superiori al 2020. Il nostro focus continuerà a essere l’internazionalizzazione, intesa come intensificazione della presenza in Usa e nel Middle East, dove abbiamo raccolto molto interesse dalla clientela nel 2021». L’amministratore delegato di Gismondi 1754, Massimo Gismondi, è ottimista sul futuro della società genovese che produce gioielli di altissima gamma e che da gennaio a settembre 2021 ha registrato un balzo delle vendite del +66% a 5,7 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2020 e del +77% rispetto ai primi nove mesi del 2019 (preCovid).

E continua: «Dopo anni stiamo ritornando in modo deciso nel Regno Unito, grazie al contratto di distribuzione in esclusiva con Ermelinda, mentre il 2022 sarà l'anno in cui cercheremo di approcciare in modo strategico il mercato russo e, in generale, consolideremo la nostra presenza in Europa grazie anche all’ultima collezione Clip, che sta riscuotendo molto successo nel vecchio continente e presso un target più giovane di acquirenti».

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Forse anche grazie al suo design minimal che la rendono adatta ai look di tutti i giorni. La nuova collezione comprende collane, orecchini, anelli, bracciali, in oro rosa con diamanti bianchi o abbinati a smeraldo e zaffiro rosa; oppure in oro bianco con diamanti bianchi e zaffiri blu; e, per il mondo maschile, bracciale e anello in oro nero con i diamanti bianchi.

Tornando all’importanza dell’estero, proprio da Oltreoceano è arriva l’accelerata delle vendite: grazie, infatti, a due “special sale” concluse negli Stati Uniti per 600mila euro - un orecchino in oro e diamanti del valore di 320mila euro e un anello con diamanti da 280mila realizzati su misura -, il gruppo ha potuto raggiungere già alla fine di ottobre, con due mesi di anticipo, il fatturato conseguito nel 2020 (6,5 milioni di euro) e, avendo ancora un bimestre pieno di attività prima della chiusura dell’anno, si prepara ad archiviare un 2021 ricco di soddisfazioni.

«Prosegue il forte apprezzamento del nostro brand in Usa - commenta l’ad -. Il “su misura” di Gismondi 1754 è sempre più richiesto e continua ad avere un impatto determinante sul business in parallelo al canale wholesale e ai negozi che ci consentono una presenza nei principali continenti. La forte relazione personale che instauriamo con la clientela è oggi un plus che ci permette di finalizzare importanti vendite anche a distanza».

Alle boutique di Genova, Portofino, St. Moritz, Praga (in franchising), San Teodoro nel Baglioni Resort Sardinia e Milano nel The Brian & Barry Building in via Durini si aggiungono alcuni corner nel department store Neiman Marcus negli Usa oltre ad accordi con rivenditori dall’Italia a San Pietroburgo fino a, solo per citarne alcuni, Emirati Arabi, Germania, Qatar, Stati Uniti, Principato di Monaco e Bahrain.

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