eurozona

Pmi, l'indice manifatturiero italiano scende a 47,8. La frenata tedesca colpisce l’Europa

Il settore manifatturiero tedesco ha registrato la sua peggior performance dalla profonda crisi finanziaria globale nel 2008, con una flessione a 41,7 dal 43,5 di agosto. Si tratta della lettura più bassa da giugno 2009


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2' di lettura

Le condizioni della manifattura italiana peggiorano al tasso più veloce da sei mesi a questa parte, con una forte riduzione dei nuovi ordini che ha causato l'ennesimo calo della produzione, il quattordicesimo consecutivo e il più ampio da aprile scorso. L'indice Pmi del settore manifatturiero italiano diffuso oggi da Ihs Markit registra a settembre 47,8, in discesa da 48,7 di agosto, segnando quindi il peggiore arretramento delle condizioni operative del semestre. Allo stesso tempo, l'ottimismo degli operatori è crollato al valore più basso in nove mesi in particolare a causa delle preoccupazioni circa il settore automobilistico.

Il quadro italiano è confermato dallo scenario europeo, dominato dalla contrazione dell'attività manifatturiera in Germania, che a settembre ha realizzato la sua peggior performance dalla profonda crisi finanziaria globale nel 2005. La flessione tedesca dell'indice è del 41,7 da 43,5 di agosto. Si tratta della lettura più bassa da giugno 2009. Nello stesso periodo di riferimento, anche le condizioni operative del settore manifatturiero nell'area euro sono peggiorate con il netto arretramento dell'indice Pmi al livello più basso da ottobre 2012. L'indice finale Pmi manifatturiero elaborato da Ihs Markit è sceso a settembre a 45,7 da 47 di agosto. Per l'ottavo mese consecutivo l'indice Pmi ha registrato un valore al di sotto della soglia di non cambiamento di 50.

Tutti i tre sotto settori monitorati dall'indagine mostrano un peggioramento delle condizioni operative. Il sottosettore dei beni di investimento registra il passo indietro più cospicuo, seguito da quello dei beni intermedi. I produttori di beni di consumo registrano un indice Pmi al di sotto della soglia di non cambiamento di 50 per la prima volta da novembre 2013.

PER APPROFONDIRE: Istat, a luglio migliora la fiducia di consumatori e imprese

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