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Mercato auto -33% ad aprile sul 2021. Il 2022 verso livello degli anni ’60

In discesa libera le immatricolazioni sul mercato italiano che il mese scorso non ha raggiunto le centomila auto immatricolate. Fanno eccezione Dacia, Dr e Tesla

di Filomena Greco

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2' di lettura

Si allarga il gap dei volumi di auto immatricolate rispetto alla fase pre Covid e nel mese di aprile il numero delle nuove autovetture è rimasto sotto la soglia psicologica delle 100mila unità, «livello che in tempi normali soltanto in agosto non viene raggiunto» come rileva il Centro Studi Promotor. Il mese scorso le immatricolazioni sono state 97.339 con un calo del 32,98% su aprile 2021 e del 44,4% sullo stesso periodo del 2019. Disastroso anche il bilancio del primo quadrimestre con un crollo del 26,5% sul primo quadrimestre 2021 e del 38,9% sullo stesso periodo del 2019.

Proiettando il risultato dei primi mesi dell’anno sull’intero periodo - sottolinea Gian Primo Quagliano responsabile del Centro Studi Promotor - si arriva a una previsione pari a un milione e 117.044 unità, un livello da anni '60 del secolo scorso.L’introduzione della nuova famiglia di incentivi voluta dal Governo Draghi su base triennale non è ancora pienamente operativa e dunque la tendenza alla contrazione dei volumi iniziata mesi fa si è andata sempre più aggravando.

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Le cause del crollo

Tra le cause che hanno portato a questa disastrosa situazione, sottolinea il Centro Studi Promotor, ci sono le difficoltà strutturali nella fornitura di materiale elettrico alle filiere, le incertezze del mercato legate alla pandemia e le ripercussioni della crisi tra Russia e Ucraina su prezzi delle materie prime e contrazione del Pil. È di queste ultime settimane poi l’ulteriore aggravarsi delle forniture per il nuovo lockdown in Cina, fattore che potrebbe ritardare il ritorno alla normalità per la produzione di microchip stimato e atteso nella seconda metà di quest’anno.

Pochissime eccezioni

Tutte in terreno negative le case produttrici di automobili con pochissime eccezioni come ad esempio Ds per il Gruppo Stellantis, che cresce sia nel mese che nel quadrimestre, Dacia per il Gruppo Renault che riesce a mantenere il segno più da inizio anno e Dr che triplica i volumi da inizio anno. Anche Honda fa registrare una buona tenuta sul mese (+61%) e da inizio anno. Per il resto, al netto del segno più di Tesla ad aprile su volumi ridottissimi, non si salva nessun brand automobilistico.

Sul terreno dei sostegni al mercato però, fa notare Quagliano, «si stanno verificando errori, inefficienze e ritardi intollerabili». In particolare, alcuni mesi fa autorevolissimi esponenti di Governo hanno annunciato l’adozione di incentivi per sostenere gli acquisti di auto. Il risultato immediato è stato il rinvio di decisioni di acquisto già mature per la semplice ragione che nessuno acquista oggi a 100 quello che pensa di poter acquistare domani a 95.

Con grande ritardo sull’annuncio, il 6 aprile il Governo ha finalmente adottato gli incentivi promessi con un DPCM, ma ad oggi gli incentivi introdotti il 6 aprile scorso non sono ancora operativi. L’entrata in vigore degli incentivi però potrebbe portare allo sblocco della domanda per circa 200mila autovetture. Un contributo comunque importante ma non così decisivo per mantenere in equilibrio il sistema produttivo e la rete di vendita.

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