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Tim ko in Borsa tra vendite allo scoperto e trimestre debole: pesano i ricavi domestici

Numeri inferiori alle attese degli analisti sul fronte del fatturato domestico, ma ebitda in linea con le attese e free cash flow migliore. Segnali positivi anche sul fronte di debito. Il titolo però perde oltre l'8%

di Chiara Di Cristofaro

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(REUTERS)

Numeri inferiori alle attese degli analisti sul fronte del fatturato domestico, ma ebitda in linea con le attese e free cash flow migliore. Segnali positivi anche sul fronte di debito. Il titolo però perde oltre l'8%


2' di lettura

Brusco scivolone di Tim a Piazza Affari, all'indomani della trimestrale presentata lunedì 18 maggio a Borsa chiusa. Il titolo ha perso l'8,6%, risultando tra i peggiori di giornata alla Borsa di Milano, con volumi di scambio (oltre 310milioni di azioni scambiate) record per gli ultimi due mesi: hanno influito anche le vendite allo scoperto, operazione che era stata vietata da Consob a partire dall'inizio della turbolenza dei mercati finanziari per l'emergenza Covid-19 e reintrodotta dal 19 maggio. I dati dei primi tre mesi dell'anno di Tim hanno evidenziato vendite in calo dell'11% a 3,9 miliardi sotto le attese, con un ebitda in flessione a 1,5 mld sostanzialmente in linea con le attese grazie al contenimento dei costi. "I risultati sono inferiori alle attese come ricavi domestici - sottolineano gli analisti di Equita - in particolare nel fisso, ma con un free cash flow migliore".

I ricavi in Italia scesi di oltre il 10%
I ricavi domestici hanno registrato una flessione del 10,6% a 3,12 mld con una flessione più evidente dei servizi fissi. "Alcuni segnali di miglioramento emergono da aprile e maggio sia nel fisso che nel mobile", sottolineano gli analisti. Sul fronte del debito, prosegue il deleverage inorganico: ulteriori 1,5 mld dall`ingresso di un consorzio guidato da Ardian nel veicolo che detiene il 32,3% di Inwit e che controlla Inwit congiuntamente con Vodafone. "Con questa operazione - spiega Equita - Tim riduce il debito netto del primo trimestre proforma a 19,5 mld e monetizza una quota superiore alle attese in Inwit". Nell'outlook la società prevede di compensare gli impatti sui ricavi ed Ebitda del Covid19 con ulteriori efficienze di costo e capex in modo da conservare la guidance di Ebitda e Capex. Equita prevede un ebitda domestico per il 2020 in calo del 7,1% (il consensus stima -6,2%), "un recupero non banale dopo il -11,6% del primo trimestre".

Il ceo Gubitosi: da digitalizzazione per lockdwon impatto sarà positivo
L'impatto del Covid "è stato negativo a breve, le implicazioni saranno positive nei prossimi mesi, la digitalizzazione sta accelerando, tutti i nostri clienti e l’intera collettività hanno capito quanto è importante la connettività". Lo ha sottolineato Luigi Gubitosi, amministratore delegato di Tim, nel corso della conference call sui dati del primo trimestre.
Gubitosi ha poi sottolineato che il governo immetterà 2,7 miliardi nell'industria delle tlc, tra scuole, voucher per famiglie e imprese, investimenti nelle aree grigie.

In Inwit gruppo potrebbe rimanere con il 16%
Tim, qualora l'operazione con Ardian vada in porto, resterà con circa il 16% di Inwit, la società delle torri di trasmissione del segnale telefonico quotata in Borsa: "Ci va benissimo, non venderemo partecipazioni sul mercato", ha detto Luigi Gubitosi, amministratore delegato del gruppo, nel corso della confernece call. Al momento Tim controlla il 33,2% di Inwit, ma ha concesso al consorzio guidato da Ardian un'esclusiva "breve" per un ingresso in minoranza nel veicolo di Tim che possiede la partecipazione in Inwit.

(Il Sole 24 ore Radiocor)

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