Gare e appalti

Giudice ordinario per le attività in subconcessione in aree demaniali

Il rapporto con il concessionario e la natura commerciale le sottraggono alla giurisdizione amministrativa

di Francesco Longo

(ANSA )

I punti chiave

  • Le caratteristiche
  • Rapporto con l’amministrazione
  • Impugnazione per la concessione

2' di lettura

Sono sottoposte alla normativa di diritto privato tutte le attività che non sono legate a un rapporto di strumentalità con la gestione del bene demaniale, quali ad esempio i duty free, i servizi parcheggio aeroportuali, le edicole i bar e i ristoranti all'interno delle aree portuali e aeroportuali. Così ha precisato il Tar dell’Emilia Romagna, seconda sezione, nella sentenza del 20 gennaio 2022.

Le caratteristiche

La pronuncia si pone sulla scia di quanto stabilito dalle sezioni unite della Corte di cassazione con la sentenza 4884/2017, secondo cui hanno natura commerciale e sono sottostanti a regole civilistiche le attività inerenti ai servizi che, per quanto svolti in area demaniale, trovano la loro origine direttamente dal rapporto con il concessionario e sono estranee al rapporto pubblicistico che lo lega all’amministrazione.

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Queste attività assumono carattere imprenditoriale, si pongono in regime di concorrenza in quanto l’infrastruttura viene gestita secondo criteri di efficacia e redditività, tipici dell’imprenditore privato che mantiene il rischio di impresa, e il gestore si trova a competere con altri gestori di analoga attività.

Rapporto con l’amministrazione

Il controllo da parte della amministrazione, in questi casi, può essere svolto secondo gli ordinari strumenti civilistici degli enti societari, trattandosi di servizi con carattere accessorio e di natura meramente eventuale, in quanto non collegati in termini strettamente strumentali all’utilizzo del bene demaniale e, per tale ragione, rimanendo estranei al provvedimento di concessione.

Sulla scorta di ciò, vengono tratte le relative conseguenze collegate alla qualificazione di attività di diritto privato, affermandosi, quindi, la giurisdizione del giudice ordinario per le relative controversie rimanendo peraltro esclusa da ogni procedura a evidenza pubblica la scelta del contraente dei suddetti servizi, che rimane attività libera del concessionario.Sicché le attività e i servizi che trovano origine nel rapporto di sub-concessione sono regolati da contratti di diritto privato e le relative questioni sono quindi sottratte alla giurisdizione amministrativa.

Impugnazione per la concessione

Rimane, al contrario, sottoposta alla giurisdizione amministrativa, secondo l’articolo 120, comma 2, del codice degli appalti pubblici, l'eventuale impugnazione dell'aggiudicazione al concessionario il cui termine abbreviato di 30 giorni decorre, secondo quanto recentemente stabilito dalla Corte costituzionale (sentenza 204/2021), solo ad avvenuta aggiudicazione al concorrente di una gara pubblica. Lettura della norma che a giudizio della Consulta risponde all’esigenza di definire la platea dei soggetti ammessi alla gara in un momento antecedente all’esame della offerta.

Con questa ricostruzione il giudice delle leggi si pone nell’ottica di evitare che, con l’impugnazione della aggiudicazione, possano essere fatti vale vizi della fase della verifica dei requisiti di partecipazione alla gara, il cui eventuale accoglimento avrebbe l’effetto di far regredire la procedura alla fase della ammissione con spreco di tempo, energie lavorative, oltre al rischio concreto che con i ritardi si possono poi perdere i finanziamenti. Il tutto nell’ottica dei principi di efficienza economicità e speditezza (Consiglio di Stato, adunanza della Commissione speciale, parere 782/2017).

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