Il dossier

Giudice tributario selezionato per «concorso», l’ok di Bruxelles alla riforma

La sottosegretaria al Mef Guerra: riscontro positivo della Commissione europea. La Guardasigilli Cartabia: la riforma arriverà a breve

di Ivan Cimmarusti

3' di lettura

Non più un giudice tributario onorario e part-time, ma un magistrato professionale interamente dedicato alla tematica fiscale. L’anticipazione dei giorni scorsi del Sole 24 Ore ora è annunciata formalmente dal Governo, per bocca della sottosegretaria al ministero dell’Economia Maria Cecilia Guerra: «Il cardine della riforma alla quale si sta lavorando è rappresentato dalla creazione di un ordine giudiziario tributario, composto da magistrati che svolgeranno le funzioni in via esclusiva e professionale e saranno reclutati attraverso pubblici concorsi».

L’anno giudiziario

L’occasione è stata l’inaugurazione dell’anno giudiziario tributario svoltosi al Senato. Un evento in cui il presidente del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria, Antonio Leone, ha snocciolato i dati sulla produttività dell’ultimo anno della fase di merito, cioè i primi due gradi di giudizio. Ottime performance per gli attuali giudici onorari, tanto che al 31 dicembre del 2021 pendevano complessivamente 272.677 controversie, a fronte delle 345.549 del 2020. Un calo, dunque, di 72.872 fascicoli arretrati. Ma come spesso accade produttività non equivale a qualità dei giudicati, come hanno avuto modo di dire, in più occasioni, i professionisti del fisco.

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Magistrato professionale

La Guerra, in particolare, ha affermato che «il cardine della riforma al quale si sta lavorando è rappresentato dalla creazione di un ordine giudiziario tributario, composto da magistrati che svolgeranno le funzioni in via esclusiva e professionale e saranno reclutati attraverso pubblici concorsi. A tale obiettivo si giungerà in un arco temporale di lungo periodo, durante il quale gli attuali giudici onorari continueranno a svolgere le funzioni giurisdizionali che sinora hanno esercitato, fino alla naturale cessazione dei rispettivi incarichi».

Guerra: l’ok di Bruxelles

Ha aggiunto che «la riforma, nelle sue linee essenziali, è stata presentata alla Commissione Europea, nel corso dell’attività di monitoraggio che i servizi della Commissione svolgono per l'attuazione del Pnrr. Posso affermare che il riscontro è stato positivo - ed anzi ci è stato chiesto di accelerare il processo - dovendosi solo accompagnare, secondo il suggerimento che abbiamo ricevuto e che intendiamo seguire, la creazione dell’ordine giudiziario tributario con misure processuali e con l’implementazione della formazione dei giudici».

Cartabia: la riforma arriverà a breve

La Guardasigilli Marta Cartabia, invece, ha detto che «la riforma arriverà a breve, come chiede il Pnrr. Ma nel frattempo, i numeri della giustizia tributaria in Cassazione – l’unica, in capo al Ministero di via Arenula – sono in miglioramento».

La ministra ha aggiunto che per migliorare il complessivo funzionamento della Cassazione, occorre migliorare il funzionamento dell’intero giudizio tributario, a cominciare dal primo grado e appello. «Tengo a sottolineare l’introduzione – anche nel giudizio tributario, come già previsto nella riforma del processo civile – del ricorso pregiudiziale in Cassazione. Si vuole così ottenere una corretta interpretazione della legge in una fase precoce del giudizio. Un’altra strada possibile potrebbe essere l’intervento del pubblico ministero nell’interesse della legge, per consentire al Procuratore generale presso la Corte di formulare al Primo presidente la richiesta di rimettere alle Sezioni Unite una questione di particolare importanza, in ragione della novità o della rilevanza ai fini della definizione di una serie di controversie».

Ricorso pregiudiziale e intervento nell’interesse della legge

Le due misure di cui ha parlato la ministra Cartabia si associano alla definizione agevolata in via di predisposizione. Le prime due sono state già illustrate nella relazione messa a punto dalla prima commissione di riforma, quella presieduta dal professor Giacinto della Cananea, che ha depositato i suoi lavori a giugno scorso.
Ricorso nell'interesse della legge in materia tributaria. Lo strumento dovrebbe consentire al Pg della Cassazione di formulare richiesta al primo presidente di «rimettere una questione di diritto di particolare importanza che rivesta il carattere della novità o della serialità o che ha generato un contrasto nella giurisprudenza di merito», in modo che venga enunciato un «principio di diritto nell'interesse della legge». Stando alla proposta, il giudice del merito «tendenzialmente deve uniformarsi, salva la possibilità di discostarsene con assunzione di responsabilità e con onere di adeguata motivazione».
Rinvio pregiudiziale in Cassazione. Consente al giudice tributario, «in presenza di una questione di diritto nuova, che evidenzi una seria difficoltà interpretativa e che appaia probabile che si verrà a porre in numerose controversie, di chiedere alla Corte di legittimità l'enunciazione di un principio di diritto».

L’obiettivo degli istituti è di permettere alla Cassazione di prevenire un probabile contezioso su una normativa nuova o sulla quale non si è ancora pronunziata la giurisprudenza di legittimità. «Una interpretazione chiara – si legge nella relazione – capace di fornire indirizzi per il futuro alle Commissioni tributarie, al contribuente e agli uffici dell'amministrazione».


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