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Giulia Sartini (Falconeri): «Ho realizzato il sogno del cashmere accessibile»

La stilista, responsabile prodotto delle collezioni donna, ha portato avanti l’obiettivo dell’azienda e del presidente Veronesi. Da questa stagione maglioni a partire da 149 euro

di Giulia Crivelli

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La stilista, responsabile prodotto delle collezioni donna, ha portato avanti l’obiettivo dell’azienda e del presidente Veronesi. Da questa stagione maglioni a partire da 149 euro


3' di lettura

È tra i filati più nobili e pregiati. Dà vita a tessuti morbidi e avvolgenti. Permette di creare maglieria, abbigliamento e accessori che proteggono dal freddo come sa fare solo il manto di un animale, senza provocare sudore. Parliamo del cashmere, che non è tutto uguale, come accade per ogni materiale naturale sul quale interviene la mano dell’uomo, con più o meno cura e attenzione, ma è tra i regali più utili che la natura ci fa.

Il brand nel gruppo Calzedonia dal 2009

Per molto tempo il cashmere è stato associato a prezzi alti e tanti consumatori lo hanno escluso a priori dai loro acquisti. La verità è che il costo finale dipende da come vengono distribuiti i margini lungo la filiera, che va dalla Mongolia ai nostri negozi, e dalla qualità del processo produttivo. Falconeri è riuscito a rendere il cashmere democratico, come spiega Giulia Sartini, responsabile prodotto delle collezioni donna del marchio del gruppo Calzedonia. «Da questa stagione proponiamo maglioni in cashmere a partire da 149 euro: è una strategia sostenibile dal punto di vista economico, ma ancora più importante da quello sociale e ambientale», spiega la stilista. Calzedonia è tra i principali gruppi italiani della moda, con un fatturato 2019 di 2,4 miliardi (+4,5% sul 2018); l’acquisizione di Falconeri risale al 2009 ed è stata perfezionata nel 2013. Da allora il marchio è cresciuto a doppia cifra e anche per questo può ora fare una scelta tanto dirompente sui listini: «È il sogno di ogni creativo che lavori con una materia pregiata come il cashmere renderla accessibile a tutti - sottolinea Giulia Sartini –. Il marchio ha raggiunto le dimensioni sufficienti per avere economie di scala e arrivare all’entry price di 149 euro senza in alcun modo scendere a compromessi sulla qualità del filato, sulla trasparenza della filiera e sulla cura della produzione, che include ancora alcuni passaggi artigianali».

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Un segnale ai consumatori e ai lavoratori

La scelta è comunque coraggiosa, in tempi di pandemia: «L’obiettivo del cashmere democratico l’azienda e il suo presidente, Sandro Veronesi, che è anche fondatore del gruppo, se l’erano posti da tempo. Portarlo avanti nonostante le difficoltà del momento credo sia cruciale. Diamo un segnale ai consumatori finali e a tutti quelli che lavorano in Calzedonia: il momento è difficile, ma bisogna sapere guardare oltre, senza mai perdere di vista le cose fondamentali, come il rispetto per le persone e per l’ambiente».

Novità a ogni stagione e capi senza tempo

Oltre all’oggettivo vantaggio per i consumatori finali, che magari fino a oggi non si erano mai concessi il “lusso” di un capo in cashmere, c’è un altro aspetto: come la maggior parte dei filati naturali, il cashmere è fatto per durare nel tempo, oltre mode e tendenze. «La sfida per me, come stilista, è creare capi con un tocco di contemporaneità, freschezza e novità. Ma che allo stesso tempo si possa immaginare di tenere nell'armadio per molte stagioni – conclude Giulia Sartini -. Avere una rete di negozi a insegna Falconeri sempre più capillare in Italia e all’estero ci permette di offrire un’ampia gamma di abbigliamento e accessori da donna e da uomo che si rinnova di stagione in stagione, anche grazie alla ricerca su tessuti e tecniche di stampa che facciamo in azienda. Accanto alle novità però ci sono pezzi che verranno sempre riproposti, come veri e propri classici».

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