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Giustizia, accordo maggioranza su intercettazioni. Prescrizione: «Posizioni diverse»

Come ha spiegato il ministro della Giustizia Alfondo Bonafede, «c’è stato un accordo di massima per rinviare l’entrata in vigore della legge sulle intercettazioni al 2 marzo e per una norma che modifichi il provvedimento»

Corteo degli avvocati a Genova contro la riforma della prescrizione

Come ha spiegato il ministro della Giustizia Alfondo Bonafede, «c’è stato un accordo di massima per rinviare l’entrata in vigore della legge sulle intercettazioni al 2 marzo e per una norma che modifichi il provvedimento»


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«Accordo raggiunto sulle intercettazioni». Lo annuncia Pietro Grasso al termine del vertice di maggioranza. Ora «si farà una breve proroga e nel
frattempo sull'intesa raggiunta si faranno degli aggiustamenti
concordati e ritenuti urgenti» sulla riforma Orlando.

L’annuncio di Grasso è arrivato alla fine di un vertice durato alcune ore: era infatti cominciato nel tardo pomeriggio di giovedì 19.

Come ha spiegato il ministro della Giustizia Alfondo Bonafede, «c’è stato un accordo di massima per rinviare l’entrata in vigore della legge sulle intercettazioni al 2 marzo e per una norma che modifichi il provvedimento».
Venerdì 20, ha precisato Bonafede, «tutte le forze avranno modo di vedere la norma nero su bianco che potrebbe entrare, come decreto, nel Cdm di sabato». Il ministro ha anche chiarito che nel milleproroghe verrà inserito invece il rinvio dell'entrata in vigore al 2 marzo 2020.

L’altro fronte caldo era quello rappresentato dalla prescrizione. Sempre Bonafede ha sottolineato che «nel vertice è stato constatato che la legge sulla prescrizione entrerà in vigore il 1 gennaio 2020. Dal 7 ci metteremo al lavoro per ridurre i tempi dei processi».

Il ministro ha ammesso che sul tema le posizione nella maggioranza «sono diverse».

Alfondo Bonafede ha però posto l’accento anche sul fatto che «su un tema delicato come quello
delle intercettazioni la maggioranza si è mostrata compatta e a ha avuto un approccio non ideologico. Abbiamo tutti a cuore la privacy dei cittadini ma questa va equilibrata con il diritto di difesa del cittadino».

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