ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùApprovati i decreti attuativi

Giustizia civile: ecco il piano per avere processi più veloci

Ambizioso l’obiettivo delle riforme: abbattere il 40% dell’arretrato per il civile e il 25% nel penale

di Maurizio Caprino e Patrizia Maciocchi

Giustizia, Cartabia: "Riforma passaggio importante"

3' di lettura

Erano stati individuati come necessari per l’attuazione del Pnrr e per questo annunciati in dirittura di arrivo nonostante lo scioglimento delle Camere. Infatti nella seduta di giovedì 28 il Consiglio dei ministri ha approvato i decreti attuativi della riforma della giustizia civile, oltre a quello che potenzia le funzioni l’ufficio del processo sia nel penale sia nel civile e ne prevede la presenza anche dove prima non c’era o non era chiaro che dovesse esserci. Sono tasselli fondamentali della riforma della giustizia proposta dal ministro Marta Cartabia, per raggiungere entro fine anno gli obiettivi del Pnrr.

Martedì a palazzo Chigi è fissato l’esame dei decreti di attuazione della riforma della giustizia penale. Politicamente quest’ultima è la parte più delicata, ma rientra anch’essa fra le condizioni per incassare i 21 miliardi previsti dal Pnrr. Ottenuto il via libera del Consiglio dei ministri la parola va alle commissioni Giustizia di Camera e Senato per il parere consultivo da esprimere entro 60 giorni. Le deadline per l’approvazione sono fissate al 19 ottobre per il penale, mentre l’ultima data utile per licenziare i decreti attuativi della riforma civile è quella del 26 novembre.

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Ambizioso l’obiettivo delle riforme: abbattere il 40% dell’arretrato per il civile e il 25% nel penale.

La riforma

Testimoniata dai numeri anche l’importanza della parte attuativa del civile, con 51 articoli distribuiti su 140 pagine. Lo schema di decreto legislativo, che entrerà in vigore il 30 giugno 2023, emanato in attuazione della legge delega 206/2021, interviene per ridisegnare, nella forma e nella sostanza, la disciplina del processo civile di cognizione, del processo di esecuzione, dei procedimenti speciali e degli strumenti alternativi di composizione delle controversie. Punto, quest’ultimo, qualificante della riforma, reso attrattivo da sgravi fiscali individuati dalla legge delega. Nelle norme attuative anche la riforma ordinamentale della famiglia, con l’istituzione del nuovo tribunale «per le persone, per i minorenni e per le famiglie», che però si applicherà ai procedimenti introdotti dal 2025.

Il processo civile

Cuore della riforma è il processo ordinario, rivisto all’insegna della semplificazione. Nel primo grado, nell’ambito di una nuova ripartizione delle competenze degli organi giudiziari, viene alzato il tetto del valore della controversia che può rientrare nella competenza del giudice di pace: elevata a 15mila euro (e fino a 30mila nel contenzioso da sinistri stradali). Prevista pure una riduzione dei casi in cui il tribunale opera in composizione collegiale. All’insegna della semplificazione la soppressione di alcune udienze, come quella per il giuramento del consulente tecnico d’ufficio e quella di precisazione delle conclusioni, sostituita dallo scambio di note scritte. Tempi tagliati anche con l’obbligo del giudice di predisporre il calendario del processo alla prima udienza e con la previsione di un termine non superiore a 90 giorni dalla prima per l’udienza per l’assunzione delle prove. In appello rivista la disciplina dei filtri nelle impugnazioni.

Corsia rapida per il giudizio in Cassazione, per definire i ricorsi inammissibili, improcedibili o manifestamente infondati. Per i giudizi presso la Suprema corte, introdotto anche il nuovo rinvio pregiudiziale per ottenere una decisione vincolante nelle questioni di puro diritto, nuove e di particolare importanza.

In materia di lavoro previsto un unico procedimento per i licenziamenti con una corsia preferenziale per la trattazione dell’eventuale reintegrazione . Interventi anche nell’ambito della giurisdizione volontaria, con la possibilità di delegare determinate funzioni, oggi attribuite al giudice, anche a professionisti, principalmente ai notai.

Sull’onda della pandemia sono stati inoltre rafforzati gli strumenti informatici e le modalità di svolgimento delle udienze da remoto.

L’ufficio del processo

Per far “girare” adeguatamente le riforme, si punta sull’ufficio del processo, istituito nel 2012 ma solo ora destinato a decollare come squadra di assistenza ai magistrati per accelerare i procedimenti, usando meglio le tecnologie e trovando nuovi assetti organizzativi. Tutto ciò dovrebbe avvenire anche grazie alle competenze informatiche dei nuovi assunti e alla riqualificazione di addetti più anziani, sotto il coordinamento dei magistrati (i capi degli uffici dovranno fissare gli obiettivi ed eventualmente designare in aiuto altri colleghi) e con la partecipazione di magistrati onorari, cancellieri, tirocinanti e laureati in formazione professionale.

L’accelerazione passa anche dall’attribuzione all’ufficio del processo di compiti come studio del fascicolo, redazione di schede riassuntive e bozze di provvedimenti, preparazione di udienze e camere di consiglio, ricerche di giurisprudenza e dottrina e verifica degli eventuali presupposti per mediare la lite.

Lo schema di decreto istituisce l’ufficio del processo anche in Cassazione e nella Procura generale di quest’ultima e chiarisce che devono dotarsene anche i tribunali di sorveglianza.

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