Ddl processo penale

Giustizia, il Csm boccia la riforma: in fumo troppi processi

La Sesta Commissione ha approvato a larga maggioranza, con 4 voti a favore e 2 astensioni, un parere nettamente contrario alla norma sulla prescrizione

di M.Se.

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1' di lettura

Dal Csm arriva una prima bocciatura della norma sulla improcedibilità contenuta nella riforma della prescrizione approvata dal governo. La Sesta Commissione ha approvato a larga maggioranza, con 4 voti a favore e 2 astensioni, un parere nettamente contrario. “Riteniamo negativo l’impatto della norma” , dice il presidente della Commissione Fulvio Gigliotti (5S), perchè comporta “l’impossibilità di chiudere un gran numero di processi”. Non solo: secondo la Commissione “la disciplina non si coordina con alcuni principi dell’ordinamento come l’obbligatorietà dell’azione penale e la ragionevole durata del processo”.

La tagliola dell’improcedibilità

Il problema centrale è il termine di due anni entro il quale va celebrato il processo di appello, oltre il quale scatta la tagliola della improcedibilità: “non è sostenibile in termini fattuali in una serie di realtà territoriali, dove il dato medio è ben superiore ai 2 anni, ed arriva sino a 4-5 anni”, spiega Gigliotti. Il che significa che con la nuova norma “si impedisce la trattazione di un gran numero di processi”.

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Il principio della ragionevolezza

Restano anche i problemi di sistema, perchè la nuova disciplina mal si concilierebbe anche con un altro principio dell’ordinamento: quello della ragionevolezza. Il parere dovrebbe essere discusso dal plenum la prossima settimana, forse mercoledì prossimo.

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