tavolo a palazzo chigi

Giustizia, fumata nera sulla prescrizione: nuovo vertice martedì

Al summit con il premier Giuseppe Conte e il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede (M5s) c'erano per il Pd il sottosegretario alla Giustizia Andrea Giorgis e i deputati Michele Bordo e Alfredo Bazoli

di Andrea Gagliardi


Bonafede: con prescrizione no apocalisse, primi effetti nel 2024

3' di lettura

Il nodo della prescrizione tiene aperto il confronto nella maggioranza sul tema della riforma della giustizia. È quanto emerge al termine di un vertice di quasi due ore a Palazzo Chigi, che si è concluso con una fumata
nera e un nuovo appuntamento per martedì prossimo. Al tavolo con il premier Giuseppe Conte e il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede (M5s) c'erano per il Pd il sottosegretario alla Giustizia Andrea Giorgis e i deputati Michele Bordo e Alfredo Bazoli, per Leu l'ex presidente del
Senato Pietro Grasso e per Italia viva Maria Elena Boschi, Lucia Annibali e Giuseppe Cucca.

Bonafede: distanze su prescrizione ma ora accelerare
«Sulla riforma della giustizia ci siamo incontrati con le forze di maggioranza. Sono stati fatti passi avanti con spirito collaborativo ma rimangono ancora distanze sulla prescrizione che entrerà in vigore a gennaio. Ci aggiorneremo alla prossima settimana, continuiamo a lavorare con determinazione, ma ho chiarito che dal mio punto di vista
abbiamo aspettato troppo tempo e bisogna accelerare» ha dichiarato il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede al termine del vertice di maggioranza sulla riforma.

Lo stop alla prescrizione dopo il primo grado dal 2020
L’ultima bozza del disegno di legge sulla riforma della giustizia, quella inviata ai partiti di Governo e quella sulla quale il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede chiama la maggioranza ad accelerare, modifica il testo approvato “salvo intese” a fine luglio dall'allora maggioranza gialloverde, formula che in realtà nascondeva un forte dissenso sull'efficacia delle misure messe in campo per accelerare i processi, soprattutto quelli penali. Perché, all'orizzonte, ora come allora, c'è la ormai prossima entrata in vigore, dal 1°gennaio, della nuova modalità di calcolo della prescrizione, che ne congela il decorso una volta chiuso il giudizio di primo grado.

Pd: su prescrizione c'è distanza, dialoghiamo
Il Pd è contrario a una «cancellazione drastica» della prescrizione, aprendo però alla possibilità di compensare con altre garanzie. In sintesi: per i dem soltanto se entro dicembre saranno operativi istituti in grado di garantire davvero certezza dei tempi processuali è possibile sbloccare la “nuova” prescrizione, cavallo di battaglia del M5s. «Le posizioni sono ancora distanti» sulla riforma della prescrizione «ma cerchiamo di ricomporle coniugando rapidità dei processi e la previsione di meccanismi che assicurino che un processo non duri all'infinito» ha detto sottosegretario alla Giustizia Andrea Giorgis (Pd), al termine del vertice di maggioranza. «È confermato che ci sono posizioni differenti» sul tema della prescrizione, ha aggiunto Michele Bordo, ma «stiamo facendo uno sforzo con il ministro sul tema delle garanzie» processuali.

La ricerca di una sintesi
L'obiettivo è di trovare al più presto una sintesi, visto che il tentativo di disinnescare la bomba prescrizione, malgrado le rassicurazioni di Bonafede sul fatto che l'intervento comincerà a produrre effetti solo tra qualche anno, perde di credibilità man mano che il tempo passa. Tanto più che in commissione Giustizia alla Camera, nei prossimi giorni, sarà in discussione, in quota opposizione, un disegno di legge di un solo articolo per bloccare la riforma che per i 5 Stelle in generale e per Bonafede in particolare è invece ormai un punto identitario. Un provvedimento sul quale potrebbero alla fine convergere anche i non pochi scontenti della maggioranza, se una soluzione non verrà trovata nei prossimi giorni.

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