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Giustizia, Nordio apre nuovo fronte: «Avviso garanzia da rivedere»

Intervistato dal Messaggero, il Guardasigilli parla di «una revisione organica del codice di procedura penale»

Carlo Nordio (Ansa)

2' di lettura

L’informazione di garanzia «è un istituto che va rivisto: ha cambiato nome mille volte, ma da strumento di garanzia si è trasformato in condanna mediatica anticipata».
Carlo Nordio, aggiunge un altro punto all’ordine del giorno nel suo progetto di rivoluzione della giustizia in senso garantista. Intervistato dal Messaggero, il Guardasigilli spiega che questo “si potrà fare solo con una revisione organica del codice di procedura penale”.

Il registro degli indagati, ricorda, «dovrebbe restare segretissimo e invece si è trasformato in un’automatica fonte di delegittimazione di una persona che non è nemmeno imputata».

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Un’aspirazione, quella di rivedere il modello dell’avviso di garanzia, che fa il paio con l’annunciata battaglia sull’abuso della custodia cautelare e la fuga di notizie sulle intercettazioni.

Ha già chiarito che non vuole eliminare uno strumento utile per le indagini riguardo ai reati più gravi, ma deve servire per ricercare la prova, non come prova un sé. «Sono utili e talvolta indispensabili per i reati di grave allarme sociale», ribadisce, ma è «incivile che spendiamo per loro duecento milioni l’anno mentre stentiamo a trovare i soldi per pagare il sostegno psicologico ai detenuti a rischio di suicidio».

E questo si spiega «perché non ci sono più risorse umane per fare bene le indagini, e ci si affida a questo strumento quasi automatico che alla fine qualcosa ti fa trovare». Le critiche? Nordio dice che se le aspettava sia dalla politica (perché la riforma che propone “tocca quei santuari ideologici ritenuti fino ad ora intangibili”), che dai suoi ex colleghi magistrati. Ma anche loro, ribatte, “dovevano aspettarsi le cose che ho detto, perché le scrivo da 25 anni”. Per portare a compimento il progetto il cammino è lungo.

E infatti, ribadisce, ora occorre incidere in primo luogo sull’economia: «Tra l’altro - ammette - sono temi poco divisivi, su cui ci siamo trovati d’accordo anche con l’Anm». Si comincerà “incrementando l’efficienza della giustizia civile” e nella road map la data da cerchiare è giugno, quando “dovremmo già vedere i primi risultati”: “La riforma Cartabia - dice il ministro - andava nella giusta direzione, noi spingeremo l’acceleratore. Implementeremo gli uffici giudiziari con i fondi europei”, e “procederemo ad una rivoluzione informatica”.

E saranno necessari dirigenti con capacità manageriale: lo stesso Csm dovrebbe privilegiare per gli incarichi direttivi questo aspetto piuttosto che la preparazione teorica. I sindacati gli ricordano di avere attenzione anche per la Polizia Penitenziaria. In una lettera al ministro, l’Osapp chiede “adeguata considerazione nella scelta del nuovo Capo del Dipartimento”.

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