Giustizia

Riforma Cartabia, alla Camera passa la fiducia. Non c’è lo sgambetto M5s: solo 13 non votano

È passata alla Camera la doppia fiducia (una per ognuno dei due articoli di cui è composta la legge) posta dal governo Draghi sulla riforma del processo penale, con 462 e 458 voti favorevoli e una cinquantina di contrari

aggiornato martedì 3 agosto 2021 alle ore 6.40

Giustizia, Cartabia: "Approvazione unanime e ritiro degli emendamenti"

3' di lettura

Alla fine lo sgambetto dei Cinque Stelle alla riforma della giustizia Cartabia non c’è stato. È passata alla Camera la doppia fiducia (una per ognuno dei due articoli di cui è composta la legge) posta dal governo Draghi sulla riforma del processo penale, con 462 e 458 voti favorevoli e una cinquantina di contrari. La seduta fiume, terminata a notte fonda, ha visto ricompattarsi il Movimento 5 stelle. Solo una piccola fronda in occasione della prima votazione.

13 deputati del M5S non partecipano al voto di fiducia

Sono stati infatti 13 i deputati del Movimento 5 Stelle che non hanno preso parte al voto di fiducia sull’articolo 1 del ddl che riforma il processo penale. É quanto si evince dai tabulati dell’aula della Camera. Tra chi ha preferito non votare figura Vittorio Ferraresi, ex sottosegretario alla Giustizia, che anche ieri non si è espresso sulle pregiudiziali di costituzionalità al provvedimento del ministro Marta Cartabia. In particolare, oltre a Ferraresi non hanno partecipato al voto i deputati pentastellati Celeste D’Arrando, Marianna Iorio, Stefania Mammì, Paolo Parentela, Enrica Segneri, Giuseppe Buompane, Antonio Federico, Luca Frusone, Gabriele Lorenzoni, Carmelo Misiti, Dedalo Pignatone, Giovanni Vianello. Risultano in missione, e dunque assenti giustificati, altri 7 parlamentari M5S.

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Era stato Giuseppe Conte a chiedere ai suoi, al termine del primo giorno in Aula, un cambio di rotta: la percentuale dei 5 stelle partecipanti al voto è salita dal 66,04% di domenica sera sulla pregiudiziale di costituzionalità all’87,42% di stanotte sulla prima fiducia. E alle 22 scade la consultazione sul nuovo statuto del movimento.

Stasera voto finale Camera

Intanto si è conclusa l’illustrazione dei 94 ordini del giorno alla riforma del processo penale alla Camera. Il governo ha dato i pareri con il sottosegretario Francesco Paolo Sisto e ora sono in corso le votazioni. Il via libera della Camera arriverà nel tardo pomeriggio. Le dichiarazioni di voto finale sul provvedimento si terranno dalle 19, in diretta televisiva (il Ddl passerà poi all’esame del Senato dove verrò esaminato a settembre, dopo la pausa estiva dei lavori parlamentari).

Nel pomeriggio di lunedì 2 agosto la Camera aveva bocciato le pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni alla riforma del processo penale con 357 voti contrari. I voti favorevoli erano stati 48.

La scelta di blindare il testo

La riforma, firmata dalla ministra Marta Cartabia è considerata uno degli snodi principali della road map dettata dal Recovery Plan: è arrivata domenica 1 agosto in Aula. Dopo l’accordo trovato nella maggioranza, il governo ha blindato il testo che punta a velocizzare i processi e a sveltire l’arretrato.

Bonafede: voterò la fiducia orgoglioso

In assemblea ha assicurato il sì alla fiducia l’ex Guardasigilli Alfonso Bonafede, che ha dichiarato: «Con tutte le difficoltà che ciascuno di noi può vivere, io dico a chi mi chiede cosa farò: io voterò la fiducia, darò il mio voto favorevole orgoglioso di far parte di un gruppo che ha deciso di contare su una questione importante come la giustizia».

Il voto contrario di Fratelli d’Italia

L’unico “no” sulla riforma è stato quello di Fratelli d’Italia che ha annunciato il suo voto contrario per bocca del capogruppo alla Camera Francesco Lollobrigida. «Le buone riforme sono frutto di una visione - ha detto - non di compromessi al ribasso tra forze politiche che hanno l'unico obiettivo di restare dove sono. Fratelli d'Italia si oppone alla riforma Cartabia che non rende né più giusti né più veloci i processi».

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