l’impatto dell’emergenza sui processi

Giustizia a rischio: il processo telematico resta l’unica chance

Nel civile prosecuzione dell’attività soprattutto con memorie e note scritte delle parti. Con il Dl Ristori da remoto gli atti relativi alle indagini preliminari

di Valentina Maglione e Bianca Lucia Mazzei

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(IMAGOECONOMICA)

Nel civile prosecuzione dell’attività soprattutto con memorie e note scritte delle parti. Con il Dl Ristori da remoto gli atti relativi alle indagini preliminari


3' di lettura

Per evitare il blocco legato alla pandemia, la giustizia cerca di spingere sull’acceleratore della digitalizzazione, per consentire all’attività giudiziaria di proseguire in sicurezza da remoto. Ma nel piano non mancano gli intoppi, né le difficoltà operative, a cominciare da quella legata all’impossibilità per il personale di cancelleria in smart working di accedere da remoto ai registri, che solo ora, almeno per il civile, pare destinata a sbloccarsi.

Nei mesi scorsi, il processo telematico ha consentito alle cause civili di non fermarsi del tutto. Un aiuto è venuto dalla possibilità, inaugurata all’inizio del lockdown, di tenere le udienze tramite collegamenti video o di sostituirle con il deposito di note scritte, che è stato molto usato.

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La novità del Dl Ristori

Le cause penali hanno invece continuato a essere celebrate nella stragrande maggioranza in presenza, anche per la resistenza fatta in passato dall’avvocatura alla celebrazione delle udienze in video. Ora, invece, il Dl Ristori (137/2020), in vigore dal 29 ottobre, con una disciplina scritta questa volta con l’accordo di avvocati e magistrati, ha previsto che fino al 31 gennaio 2021 gli atti relativi alle indagini preliminari possano essere svolti da remoto così come le udienze penali in cui è necessaria solo la partecipazione del Pm, delle parti con i loro difensori e degli ausiliari del giudice. Restano invece escluse quelle con periti e testimoni e le udienze di discussione finale. «Sono molte le udienze che con il consenso delle parti si possono fare da remoto, come quelle preliminari e anche molte di quelle camerali - dice il presidente dell’Unione delle Camere penali, Gian Domenico Caiazza - ma bisogna rimboccarsi le maniche e programmare. Però non si può andare oltre, il dibattimento non si tocca».

Sui collegamenti telematici pesano anche problemi strutturali perché, osserva la presidente del Tribunale di Savona, Lorena Canaparo « mancano reti informatiche adeguate e le postazioni abilitate sono poche, da noi solo due, e devono essere prenotate. Adesso, scaglionando le udienze anche al pomeriggio, stiamo lavorando ai ritmi normali, pre-Covid. Ma tutta questa attività non sarebbe gestibile da remoto».

Il decreto Ristori ha poi reso obbligatorio il deposito telematico presso le procure attraverso il portale del processo penale, inaugurato a giugno, e ha cancellato la necessità del via libera ministeriale ai portali degli uffici, ottenuto da una minima parte. La prima era stata, a giugno, la procura di Napoli: qui il deposito, finora facoltativo, ha funzionato. Ora il sistema diventa obbligatorio in tutte le 140 procure: con qualche intoppo, come a Milano, dove la piattaforma si blocca. «Serve un periodo di rodaggio ma funzionerà - è convinto il presidente dell’Ordine degli avvocati di Milano, Vinicio Nardo -. Ma il processo penale telematico ha una portata limitata: riguarda solo gli atti successivi alla fine delle indagini preliminari». Il deposito telematico di altri atti dovrebbe essere reso possibile da un futuro decreto ministeriale. Nell’attesa, potranno essere inviati via Pec. Per rendere operativa questa possibilità si stanno creando 900 caselle di posta certificata: bisognerà però vedere se basteranno a garantire una gestione efficiente.

Il Dl Ristori-bis prova ora a far debuttare, anche qui solo per il periodo emergenziale, le udienze per note scritte nei giudizi penali d’appello. Ma a patto che né le parti né il Pm chiedano la discussione orale.

L’accesso ai registri

Un nodo che dovrebbe sciogliersi a breve è quello dell’accesso da remoto ai registri di cognizione da parte dei funzionari in smart working. In questi giorni sono in distribuzione i primi 9.400 pc (su 16mila totali) che consentiranno l’accesso ai registri civili e permetteranno di far funzionare il processo civile telematico. Per il penale bisogna invece aspettare.

Le tante udienze in presenza impensieriscono i legali anche perché non possono partecipare se sono in quarantena o in isolamento, e ottenere il legittimo impedimento non sempre è facile. Il Tribunale di Torino ha aperto con un provvedimento che invita i magistrati a concedere il rinvio per motivi sanitari. Ma per il presidente di Aiga, Antonio De Angelis, «serve una norma che permetta agli avvocati in quarantena o in isolamento di chiedere il rinvio delle udienze».

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