Accordo nel Governo

Giustizia, trovata l’intesa: regime speciale per tutti i reati di mafia

Trovata l’intesa sulla riforma della giustizia: ci sarà un regime speciale per tutti i reati di mafia. Dopo una trattativa andata avanti per l’intera giornata è stata trovata la quadra. Per i reati aggravati da mafia sarà di 6 anni il timing in appello. E per il cosidetto 416 bis e ter processi sine die. Cartabia: saranno ritirati tutti gli emendamenti

di Mariolina Sesto

(LAPRESSE)

3' di lettura

Trovata l’intesa sulla riforma della giustizia: per i reati di mafia - quindi anche il 416 bis e ter - è stato previsto un regime speciale con l’esclusione dall’improcedibilità mentre per i 416 bis 1, cioè i reati con aggravante mafiosa, nel regime transitorio sono previsti tempi più lunghi fino a sei anni.

L’accordo

Tempi più lunghi, fino a sei anni in appello, per i processi per delitti con aggravante mafiosa, nella fase transitoria di entrata in vigore della nuova prescrizione, fino al 2024. E’ la mediazione passata in Consiglio dei ministri. La proposta, frutto di una mediazione del Pd con il ministro Orlando, avrebbe assorbito i dubbi del M5s sull’improcedibilità per l’articolo 416 bis.1 del codice penale, sull’aggravante mafiosa. Una deroga esplicita per quei reati ci sarebbe nella fase transitoria, con la possibilità di termini fino a 5 anni a regime.

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Cartabia: saranno ritirati tutti gli emendamenti

C’è “l’impegno a ritirare tutti gli emendamenti presentati dalle forze di maggioranza con l’obiettivo di concludere nei prossimi giorni”. Questo l’annuncio della ministra della Giustizia al termine del Consiglio dei ministri. Dichiarazioni che equivalgono a dire che la riforma subirà una netta accelerazione.

Conte: non è la nostra riforma ma l’abbiamo migliorata

“Avevamo detto che non potevamo transigere per i processi per mafia e terrorismo: è un risultato che abbiamo ottenuto. I processi per mafia e terrorismo non si dissolvono nel nulla, non si estinguono. Abbiamo ottenuto anche un emendamento sui processi per violenza sessuale aggravata non prescrittibili” spiega Conte alla fine del Cdm. Soddisfatti gli altri partiti della maggioranza dal Pd alla Lega.

La lunga trattativa

Oggi l’improvvisa accelerazione di Draghi che porta il testo della riforma Cartabia in Consiglio dei ministri. Ma il Movimento Cinque Stelle resiste: I processi che riguardano i reati del 416 bis.1 che agevolano l’attività delle associazioni di tipo mafioso o si avvalgono dell’appartenenza alla mafia oltre al concorso esterno non possono concludersi con un nulla di fatto, fanno sapere i parlamentari che insieme a Conte hanno esaminato il testo di mediazione presentato dal premier e dalla ministra della Giustizia. «Si tratta - spiegano gli M5S- di casi come il tentato omicidio, corruzione, tentata strage, estorsione, riciclaggio, sequestro di persona commessi per agevolare la mafia». A questo punto il Ddl, che doveva approdare nell’aula della Camera domani 30 luglio rischia di slittare. Ma nel tardo pomeriggio si trova un’ulteriore mediazione e viene siglato l’accordo.

Il parere del Csm

Nel frattempo è arrivato il parere del plenum del Csm sulla riforma. E non è tenero. Potrebbero essere «rilevanti e drammatiche» le «ricadute pratiche» della norma sulla improcedibilità contenuta nella riforma del processo penale e della prescrizione. E la ragione è «la rilevante situazione di criticità di molte delle Corti d’appello italiane». Il documento è stato approvato a maggioranza e non c’è una stima dei processi che si estingueranno ma diversi consiglieri hanno parlato di migliaia di procedimenti. Il plenum ha poi anche approvato il parere complessivo sugli emendamenti del governo alla riforma del processo penale. Le maggiori critiche riguardano la norma contenuta nella riforma della giustizia che affida al Parlamento i criteri generali di priorità dell’esercizio dell’azione penale: secondo i consiglieri è in “possibile contrasto con l’attuale assetto dei rapporti tra i poteri dello Stato”. E l’individuazione dei reati da perseguire “rispecchierà, inevitabilmente e fisiologicamente, le maggioranze politiche del momento”.

La roadmap di Draghi

Il presidente del Consiglio è irremovibile sulla necessità di far approvare il testo alla Camera, anche con la fiducia, prima della pausa agostana. Draghi ieri sera 28 luglio ha sentito Enrico Letta e Matteo Salvini, mentre non risultavano nuovi contatti con Conte. L’obiettivo era quello di chiudere la mediazione oggi, con un nuovo passaggio della riforma in Consiglio dei ministri. Ora Marta Cartabia dovrebbe andare in commissione a presentare le sue proposte. La ministra era già attesa ieri, ma l’incontro con la commissione era stato rinviato a quando si sarebbe raggiunta una sintesi.

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