Lavoro

Gkn pronta a riavviare la procedura per i licenziamenti

L’azienda scrive ai lavoratori e precisa che continuerà a dialogare con sindacati e istituzioni per portare avanti il processo di reindustrializzazione

di Cristina Casadei

(ANSA)

2' di lettura

Gkn continuerà a dialogare con i sindacati e le istituzioni per portare avanti il progetto di reindustrializzazione del sito di Campi Bisenzio, ma nel contempo annuncia anche il riavvio della procedura legale per i licenziamenti collettivi. In una lettera inviata ai lavoratori il 26 novembre la società ha spiegato ai lavoratori che dopo aver rimandato «l’avvio della procedura di licenziamento collettivo fino alla fine di novembre», ora «siamo costretti a iniziare la procedura legale alla fine di questo mese». Nella missiva la società precisa l’intenzione di continuare «diligentemente la discussione con il sindacato e le istituzioni per trovare un’intesa che possa effettivamente portare avanti il progetto di reindustrializzazione».

L’azienda parla di «manifestazioni di interesse da parte di investitori esterni, interessati a rilevare il sito produttivo e realizzare i loro progetti imprenditoriali, volti a perseguire diverse opportunità in settori di recente affermazione, affini al mondo automotive e per i quali il futuro è più promettente. Il piano di reindustrializzazione potrebbe potenzialmente garantire il mantenimento di nuove produzioni industriali nella zona e salvaguardare le opportunità di lavoro. Questo processo necessita di tempi rapidi e di un contesto di adeguata serenità sindacale e sociale». Secondo Gkn «purtroppo, nonostante le nostre diverse sollecitazioni, non siamo ancora al punto in cui speravamo di essere in merito ai progressi verso la partenza dell’iter di reindustrializzazione, ma possiamo assicurarvi che faremo di tutto affinché questi progressi accadano per la salvaguardia dell’occupazione di tutti i nostri dipendenti».

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L’azienda spiega ai lavoratori anche di aver manifestato in più occasioni al sindacato, «che a breve sarà nostro esclusivo interlocutore nell’ambito delle regole della procedura, che è nostra intenzione portare avanti il processo di industrializzazione, e crediamo sia ora la nostra migliore soluzione per minimizzare l’impatto sociale della decisione di chiudere l’impianto».

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