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Glamping? No champing in Gran Bretagna. Il campeggio nelle chiese che piace ai turisti

Silenzio, tranquillità e pace in questi spazi sacri che ora accolgono persone di ogni fede, credo e cultura per uno scopo benefico: il restauro

di L.Ben.


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Photo by GLYN KIRK / AFP

1' di lettura

Tra le tante bizzarrie che caratterizzano il popolo inglese ce c’è una che sta conquistando sempre più turisti (soprattutto giovani e americani) che potrebbe essere replicata anche in Europa. Stiamo parlando del champing nelle chiese abbandonate. In Gran Bretagna sono quasi una ventina quelle dove è già possibile passare una o più notti accampati con il sacco a pelo tra l’organo, l’altare, gli spogli banchi di legno tarlati, qualche pipistrello e il freddo.

L’inziativa è di The Churches Conservation Trust, l'ente benefico nazionale che protegge le chiese storiche consacrate, dove però non si celebra più alcun culto, che ha deciso nel 2015 di promuovere questo tipo di turismo sostenibile per cercare fondi utili al restauro di questi edifici, in zone rurali, altrimenti destinati alla rovina.

I Champers pagano circa 50 sterline a notte, per soggiornare in chiesa, in cambio di un servizio molto essenziale: strutture spartane da campeggio, candele e lanterne, un eco-gabinetto a energia solare posto all’esterno e un micro set per preparare bevande calde. Quello che si ha in cambio è silenzio, tranquillità e pace per persone di ogni fede, credo e cultura.

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